Ubisoft rivoluziona strategia globale e punta su un piano estremo per restare competitiva nel mercato

Indice dei Contenuti:
Ubisoft cambia tutto, questa è l’ultima possibilità per sopravvivere
Rivoluzione interna
Il terremoto in casa Ubisoft non è un semplice aggiustamento, ma un cambio di paradigma imposto da un settore in piena mutazione. Il colosso francese taglia studi, chiude progetti e abbandona definitivamente l’illusione che il vecchio modello “solo tripla A” possa reggere ancora a lungo in un mondo dominato dal mobile e dai servizi live.
Il cofondatore e CEO Yves Guillemot ha confermato che la compagnia sta procedendo alla chiusura selettiva di diversi team e a un nuovo round di licenziamenti, definito internamente come l’ultimo tentativo di alleggerire una struttura divenuta insostenibile. L’obiettivo è generare ulteriori risparmi per 200 milioni di euro, dopo i tagli avviati nel 2022 che hanno già prodotto mezzo miliardo di euro di riduzione dei costi.
Contestualmente, l’azienda abbandona lo smart working strutturale: ritorno in ufficio cinque giorni su cinque, coordinamento totale in presenza e maggiore controllo sulle pipeline di sviluppo. Nel gaming, dove l’ottimizzazione è spesso l’anello debole, il lavoro da remoto viene indicato come uno dei fattori che hanno rallentato e complicato le produzioni più ambiziose.
Giochi cancellati e nuova mappa strategica
Nella riorganizzazione saltano sei giochi e sette vengono rinviati, tra cui il remake di Prince of Persia: The Sands of Time, simbolo di un rallentamento che la compagnia non può più permettersi. Le priorità vengono ridisegnate: meno progetti aperti, più focus su pochi brand globali trasformati in piattaforme di lungo periodo.
La nuova parola d’ordine è “esperienze a mondo aperto” e titoli concepiti come servizi persistenti, non più come prodotti chiusi. In un mercato dove i giochi mobile – settore da oltre 80 miliardi di dollari annui – garantiscono entrate ricorrenti, Ubisoft si allinea al modello GaaS: contenuti stagionali, microtransazioni, abbonamenti e aggiornamenti continui.
Questo comporta però un equilibrio delicato: da un lato la necessità di non bruciare l’eredità di serie iconiche come Assassin’s Creed e Far Cry, dall’altro l’urgenza di riconquistare fette di pubblico attratte da esperienze rapide, cross‑platform e social. Ogni titolo deve diventare un ecosistema, non solo un’uscita da scaffale.
Le cinque Creative Houses
Il cuore del nuovo assetto è il modello “Creative House”: cinque blocchi autonomi, ciascuno responsabile di strategia, sviluppo e risultati economici dei propri franchise. È una decentralizzazione radicale, pensata per velocizzare le decisioni e ridurre sprechi e sovrapposizioni tra studi.
La prima casa coincide con Vantage Studios, operativa dal 2024, incaricata di gestire i marchi più redditizi come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six con ambizione dichiarata di trasformarli in brand da un miliardo di dollari l’anno. La seconda unità presidia gli shooter competitivi e cooperativi, da The Division a Ghost Recon fino a Splinter Cell.
Le altre tre divisioni coprono i titoli multiplayer a supporto continuo come For Honor e The Crew, i mondi fantasy e narrativi come Anno e Beyond Good & Evil, e infine l’area casual e family, da Just Dance ai giochi mobile. In sintesi, due pilastri strategici: grandi avventure open world e prodotti nativamente GaaS, con responsabilità manageriali distribuite e un controllo serrato sul ritorno degli investimenti.
FAQ
D: Perché Ubisoft sta effettuando una ristrutturazione così drastica?
R: Per ridurre i costi, snellire la struttura e adattarsi a un mercato che privilegia servizi live e mobile rispetto al solo modello tripla A tradizionale.
D: Quanti giochi sono stati cancellati o rinviati?
R: Sei progetti sono stati cancellati definitivamente e altri sette sono stati rinviati per riallineare la pipeline alla nuova strategia.
D: Cosa cambia per i dipendenti sul fronte del lavoro da remoto?
R: Viene imposto il rientro completo in ufficio cinque giorni su cinque, con l’obiettivo di migliorare coordinamento, qualità e tempistiche di sviluppo.
D: Che cos’è il modello “Creative House” introdotto da Ubisoft?
R: È una struttura in cinque unità autonome, ognuna responsabile di specifici generi e franchise, con pieno controllo creativo ed economico.
D: Quali franchise principali rientrano nella prima Creative House?
R: La prima casa, guidata da Vantage Studios, gestisce serie come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six, considerate i pilastri economici dell’azienda.
D: In che modo Ubisoft punta a competere nel mobile gaming?
R: Attraverso una delle cinque Creative Houses dedicata ai giochi casual e per famiglie, con particolare focus su titoli mobile e modelli free‑to‑play.
D: Qual è la posizione di Yves Guillemot sul futuro dei giochi tripla A?
R: Ritiene che l’industria sia più selettiva e costosa, ma che i tripla A di successo possano generare ricavi senza precedenti rispetto al passato.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha riportato per prima questa ristrutturazione?
R: Le informazioni principali sono state diffuse inizialmente da un’inchiesta di Les Echos e riprese successivamente da numerosi media specializzati internazionali.




