Tumori inaspettato alleato contro l’Alzheimer scoperta proteina che lo ostacola

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Trovata una proteina nemica dell’Alzheimer, è prodotta dai tumori
Scoperta che cambia le carte in tavola
Un team dell’Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong, in Cina, ha individuato una molecola insospettabile che sembra proteggere dalla neurodegenerazione legata all’Alzheimer. Lo studio, durato oltre 15 anni e pubblicato su Cell, mostra che una proteina prodotta da cellule tumorali è in grado di contrastare la formazione delle placche amiloidi nel cervello, segnatura tipica della malattia. Questa osservazione potrebbe spiegare perché, in molti pazienti, tumori solidi e decadimento cognitivo avanzato raramente coesistono in modo marcato.
I ricercatori, guidati da Youming Lu, hanno trapiantato in modelli murini affetti da patologia neurodegenerativa tre tipi di tumori umani: polmonare, prostatico e del colon. Nei topi così trattati le caratteristiche placche formate da proteine mal ripiegate non comparivano o risultavano drasticamente ridotte, suggerendo un’azione sistemica di alcune molecole rilasciate dalle neoplasie.
Gli scienziati hanno quindi passato al setaccio il “segreto chimico” dei tumori, concentrandosi sulle proteine capaci di superare la barriera emato-encefalica, il filtro che protegge il cervello da molte sostanze circolanti nel sangue. Dopo anni di selezione ed esclusione di candidati, un’unica molecola è rimasta in piedi come possibile responsabile dell’effetto protettivo osservato.
Il ruolo sorprendente della cistatina C
La protagonista individuata è la cistatina C, una proteina prodotta dalle cellule tumorali che, secondo i dati del gruppo cinese, riesce a legarsi direttamente ai costituenti delle placche amiloidi cerebrali. Questa interazione non solo si oppone all’aggregazione delle proteine tossiche, ma innesca una catena di eventi che porta alla loro eliminazione da parte del sistema immunitario del cervello.
Analisi funzionali hanno rivelato che la cistatina C, una volta giunta nel sistema nervoso centrale, attiva una seconda proteina chiave: Trem2, presente sulla superficie di particolari cellule immunitarie residenti nella sostanza grigia. L’attivazione di Trem2 rende queste cellule più efficienti nel riconoscere, inglobare e degradare le placche, riducendo così il carico di materiale patologico responsabile del danno neuronale.
La rivista Nature, che ha rilanciato i risultati sul proprio sito, sottolinea come questa scoperta arrivi dopo almeno sei anni di screening sistematico delle molecole secrete dai tumori. La cistatina C è infatti emersa come unico candidato capace di attraversare la barriera emato-encefalica e di esercitare un effetto diretto sui depositi di amiloide, dando nuova forza all’ipotesi di un legame biologico inverso tra neoplasie e processi neurodegenerativi.
Nuove rotte per farmaci e prevenzione
Da anni la ricerca internazionale è alla ricerca di molecole in grado di modulare Trem2 per potenziare le difese del cervello contro l’Alzheimer, con risultati finora limitati. Il lavoro del gruppo di Huazhong suggerisce che imitare l’azione della cistatina C, o potenziarne i meccanismi, potrebbe diventare una nuova strategia terapeutica mirata, più fisiologica e potenzialmente complementare ai farmaci anti-amiloide già in sviluppo o in uso sperimentale.
Gli autori ipotizzano che future terapie possano sfruttare versioni modificate di questa proteina o piccoli farmaci in grado di attivare selettivamente Trem2, senza però indurre o favorire processi tumorali. Serviranno comunque studi clinici rigorosi sull’uomo, per verificare sicurezza, dosaggi e benefici cognitivi nel lungo periodo, prima di qualsiasi applicazione concreta in ambito sanitario.
Per la pratica clinica, se confermati, questi risultati aprono anche scenari di prevenzione personalizzata, con possibili biomarcatori dedicati a monitorare l’asse cistatina C–Trem2 nei soggetti a rischio elevato. Al tempo stesso, gli esperti invitano alla prudenza: i dati derivano da modelli animali, e il passaggio dal laboratorio al letto del paziente richiede anni di validazione indipendente e controllata.
FAQ
D: Che cosa è la cistatina C?
R: È una proteina prodotta da diverse cellule dell’organismo, inclusi alcuni tumori, capace di legarsi ai componenti delle placche amiloidi cerebrali.
D: In che modo questa molecola agisce sulla malattia di Alzheimer?
R: Si lega alle proteine che formano le placche e ne favorisce la degradazione attivando il recettore Trem2 sulle cellule immunitarie del cervello.
D: Chi ha condotto lo studio?
R: Il lavoro è stato guidato da Youming Lu presso l’Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong, in Cina.
D: Su quale rivista scientifica è stato pubblicato?
R: I risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Cell, con ampia risonanza nella comunità scientifica.
D: Perché tumori e Alzheimer raramente coesistono?
R: Una possibile spiegazione è che alcune molecole rilasciate dai tumori, come la cistatina C, possano esercitare un effetto protettivo contro la formazione delle placche.
D: Questa scoperta è già applicabile come cura?
R: No, al momento i dati derivano da studi su topi e serviranno anni di ricerca clinica per valutare terapie sicure.
D: Qual è il ruolo di Trem2 in questo meccanismo?
R: Trem2 è un recettore sulle cellule immunitarie del cervello che, se attivato, ne potenzia la capacità di eliminare le placche amiloidi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha riportato la notizia?
R: La scoperta è stata diffusa in Italia da ANSA, che ha ripreso i dati scientifici pubblicati su Cell e rilanciati anche da Nature.




