Trump valuta opzione nucleare contro l’isola di Kharg per rafforzare deterrenza e pressione strategica
Massiccio bombardamento USA su Kharg, nuovo epicentro della crisi Iran-USA
Nella notte italiana, il presidente americano Donald Trump ha annunciato “uno dei bombardamenti più potenti nella storia del Medio Oriente” contro obiettivi militari sull’isola di Kharg, nel nord del Golfo Persico.
Secondo un funzionario del Pentagono, gli attacchi, parte dell’operazione Epic Fury, hanno colpito su vasta scala depositi di mine navali, bunker per missili e infrastrutture militari iraniane.
Le installazioni petrolifere, cuore del sistema energetico di Teheran, sarebbero state risparmiate, ma Trump ha minacciato di colpirle se l’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz, attualmente bloccato dal regime degli ayatollah.
La scelta di Kharg, definita un tempo la “perla orfana” del Golfo, alza drasticamente il livello dello scontro, con potenziali ricadute sull’equilibrio energetico globale e sui rapporti fra Washington, gli Stati del Golfo e la Cina, principale acquirente del greggio iraniano.
In sintesi:
- Raid USA su vasta scala contro obiettivi militari iraniani sull’isola strategica di Kharg.
- Infrastrutture petrolifere risparmiate ma minacciate se non riapre lo Stretto di Hormuz.
- Kharg gestisce fino al 90% delle esportazioni di greggio iraniano verso la Cina.
- Teheran avverte: attacco a Kharg equivale a linea rossa e ritorsioni sulle infrastrutture del Golfo.
Kharg, nodo energetico globale e nuovo fronte della guerra in Iran
L’isola di Kharg, grande un terzo di Manhattan, è il principale hub petrolifero dell’Iran dal 1958.
Dai suoi impianti di stoccaggio e dagli oleodotti collegati ai giacimenti di Ahvaz, Marun e Gachsaran transitava, prima della guerra, circa il 90% delle esportazioni di greggio iraniane, secondo il New York Times.
Sull’isola operano tre grandi complessi energetici, tra cui quello della Falat Iran Oil Company, il maggiore della Repubblica islamica. Le acque profonde consentono l’attracco delle superpetroliere: il Wall Street Journal segnala che solo questa settimana tre navi cinesi hanno caricato greggio a Kharg.
Secondo Reuters, nell’isola sarebbero stoccati 18 milioni di barili di petrolio, con una capacità massima di 30 milioni. Distruggere queste infrastrutture comprometterebbe non solo l’economia iraniana attuale, ma anche la futura capacità di ripresa del Paese in uno scenario post-regime, oltre a destabilizzare i mercati energetici globali.
Rischio ritorsioni regionali e incognita sulla strategia di uscita USA
Il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz, già ipotizzato dal capo di Stato maggiore congiunto USA Dan Caine, ha iniziato a produrre effetti pesanti sull’economia mondiale, spingendo Trump verso quella che alla Cnn viene definita l’“opzione nucleare” sul piano economico-strategico.
L’ex generale americano Mark Kimmitt osserva che *“si è passati da una semplice eliminazione dell’esercito e del regime al tentativo, potenzialmente, di distruggere la linfa vitale dell’economia iraniana”*.
Teheran ha avvertito gli Stati del Golfo che un attacco diretto alle infrastrutture energetiche di Kharg supererebbe una linea rossa, con ritorsioni contro i loro impianti petroliferi.
I Paesi arabi hanno fatto pressione su Washington per evitare un attacco all’isola; la Casa Bianca ha promesso di non colpire i siti energetici e di chiedere lo stesso a Israele, promessa al momento formalmente rispettata.
Dopo i precedenti attacchi iraniani a serbatoi in Oman e Bahrein, oltre che a petroliere nel Golfo, gli analisti temono un’escalation che renda sempre più remota ogni exit strategy credibile per Trump dall’Iran.
FAQ
Perché l’isola di Kharg è così importante per l’Iran?
Kharg è centrale perché gestisce fino al 90% delle esportazioni di greggio iraniano, ospita enormi capacità di stoccaggio e collega i principali giacimenti interni al mercato globale.
Cosa ha colpito esattamente il bombardamento USA su Kharg?
Gli Stati Uniti hanno colpito su vasta scala depositi di mine navali, bunker missilistici e infrastrutture militari, evitando per ora le installazioni petrolifere operative.
Quali conseguenze potrebbe avere un attacco alle infrastrutture petrolifere di Kharg?
Un attacco danneggerebbe gravemente l’economia iraniana, destabilizzerebbe i prezzi globali del petrolio e comprometterebbe la futura capacità di ripresa produttiva dell’Iran.
Come hanno reagito gli Stati del Golfo alla minaccia sull’isola di Kharg?
Gli Stati del Golfo hanno avvertito del rischio di ritorsioni iraniane e hanno esercitato forti pressioni diplomatiche su Washington per evitare attacchi ai siti energetici.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione sulla crisi di Kharg?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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