Trump umilia Maduro in manette: retroscena dell’operazione lampo tra cielo, terra e mare

Operazione congiunta su Caracas e il blitz notturno
Donald Trump ha rivendicato la guida di un’azione militare coordinata contro Caracas e altri centri strategici del Venezuela, descrivendola come “un’operazione spettacolare” condotta simultaneamente da cielo, terra e mare. Secondo il racconto fornito in conferenza stampa a Mar-a-Lago, la manovra è stata preceduta dall’oscuramento mirato della capitale: “Le luci di Caracas erano in gran parte spente grazie a una certa competenza che possediamo”, ha affermato, indicando un blackout funzionale all’infiltrazione. Durante la notte, elicotteri delle forze speciali, identificati come elementi della Delta Force, hanno sorvolato la città mentre unità d’assalto prendevano di mira la “fortezza” presidenziale. L’operazione, definita da Trump come una delle più imponenti mobilitazioni statunitensi dalla Seconda Guerra Mondiale, ha previsto l’intervento integrato di componenti aerotrasportate, navali e terrestri, con l’obiettivo di neutralizzare le difese, isolare i nodi di comando e assicurare l’accesso al perimetro sensibile del potere esecutivo venezuelano. Il presidente ha inoltre diffuso un video del sorvolo e una foto che mostra Nicolás Maduro in manette su una nave della US Navy, materiali pubblicati poco prima della conferenza stampa per documentare le fasi chiave del blitz notturno e il risultato operativo.
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Arresto di Maduro e trasferimento sotto custodia Usa
Le unità d’assalto hanno intercettato Nicolás Maduro mentre tentava di ripararsi in una camera blindata all’interno del complesso presidenziale. Secondo il resoconto di Donald Trump, la stanza “interamente in acciaio” non è stata raggiunta in tempo: la squadra ha forzato i varchi in pochi secondi, superando una resistenza definita “intensa”. Il dispositivo di sicurezza è stato neutralizzato con procedure di irruzione rapide, calibrate per superare porte ad alta protezione in circa 47 secondi. Maduro non è riuscito a chiudere l’accesso, consentendo la sua immobilizzazione e l’immediato disarmo sul posto.
Subito dopo la cattura, l’ex capo dello Stato è stato trasferito a bordo di un’unità della US Navy, come mostrato dallo scatto diffuso dal presidente americano. Nella stessa operazione è stata fermata anche Cilia Flores. Entrambi, ha confermato Trump, sono stati presi in consegna da elementi federali con il compito di garantirne l’estradizione operativa e la consegna alla giurisdizione statunitense. Il percorso di trasferimento prevede una tappa a Guantánamo per il passaggio formale sotto la custodia dell’FBI, quindi il volo verso New York, dove verranno avviate le procedure di incriminazione legate alla presunta rete di traffico di stupefacenti diretta verso gli Stati Uniti.
In conferenza stampa, Trump ha qualificato Maduro come vertice di “una vasta rete criminale” responsabile dell’invio di “ingenti quantità” di droghe illegali sul territorio americano. Il capo della Casa Bianca ha inoltre ribadito che la gestione del Paese sarà assunta temporaneamente da un’amministrazione statunitense fino alla definizione di una “transizione sicura e corretta” per il popolo venezuelano. La sequenza di rilascio dei materiali d’operazione — tra cui il video del sorvolo su Caracas e la foto di Maduro in manette — è stata utilizzata per attestare le fasi del prelievo e l’effettiva presa in carico dei detenuti da parte delle autorità americane.
Strategia su petrolio e transizione politica in Venezuela
In conferenza a Mar-a-Lago, Donald Trump ha delineato una linea d’azione che intreccia controllo delle risorse energetiche e gestione dell’ordine politico in Venezuela. Ha affermato che gli Stati Uniti saranno “fortemente coinvolti” nel comparto petrolifero venezuelano, rivendicando perdite subite da aziende americane a causa di espropri e vendite unilaterali da parte di Caracas. Secondo la ricostruzione fornita, il danno si tradurrebbe in “miliardi e miliardi di dollari”, con infrastrutture e asset “costruiti dagli Stati Uniti” sottratti senza reazione adeguata da precedenti amministrazioni. Il presidente ha definito tale scenario come “uno dei più grandi furti di proprietà americana”, indicando l’intenzione di ristabilire la presenza industriale e operativa delle compagnie energetiche statunitensi sul territorio.
Parallelamente, il capo della Casa Bianca ha annunciato che Washington assumerà la regia della fase di transizione, fino al raggiungimento di condizioni ritenute “sicure e corrette” per il popolo venezuelano. L’obiettivo politico, ha sottolineato, è garantire “pace, libertà e giustizia”, evitando che si ripetano stalli prolungati. In questo quadro, la strategia statunitense viene presentata come parte di una più ampia dottrina di proiezione nell’emisfero occidentale-settentrionale, con l’avvertimento che il “dominio” americano in tale area “non sarà più messo in dubbio”.
Trump ha inoltre spiegato che la pianificazione dell’azione contro Nicolás Maduro ha subito un rinvio di quattro giorni per condizioni meteo avverse, dettaglio utilizzato per rimarcare la centralità della componente logistica nell’operazione e nella successiva stabilizzazione. La priorità dichiarata resta la normalizzazione del settore energetico, considerato leva fondamentale per sostenere la fase istituzionale di passaggio e per ricondurre i flussi produttivi sotto governance ritenuta affidabile dagli Stati Uniti.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale dichiarato dagli Stati Uniti in Venezuela?
Guidare una transizione ritenuta sicura e ristabilire un coinvolgimento diretto nel settore petrolifero venezuelano. - Perché Donald Trump parla di “furto di proprietà americana”?
Accusa Caracas di aver espropriato e venduto unilateralmente asset e infrastrutture energetiche riconducibili a interessi statunitensi, con perdite economiche definite ingenti. - Che ruolo avrà il petrolio nella fase post-operazione?
Costituirà la leva economica prioritaria per stabilizzare il Paese e ripristinare la presenza delle compagnie energetiche statunitensi. - Come viene descritta la strategia geopolitica degli Stati Uniti nella regione?
Come un rafforzamento del dominio nell’emisfero occidentale-settentrionale, con l’impegno a non consentire nuove contestazioni a tale primato. - Per quale motivo l’operazione è stata rinviata di quattro giorni?
Per condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno imposto l’adeguamento della finestra operativa. - Quali condizioni accompagnano la gestione della transizione politica?
La promessa di garantire pace, libertà e giustizia, con un temporaneo coordinamento statunitense fino al consolidamento di un quadro ritenuto stabile.




