Trump trova l’intesa con Zelensky e prepara vertice trilaterale cruciale tra Ucraina Russia e Usa

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Trump-Zelensky, “raggiunto l’accordo”. E domani il trilaterale Ucraina, Russia e Usa
Garanzie di sicurezza, intesa chiusa
Le garanzie di sicurezza per l’Ucraina sono state definite nei colloqui a Davos tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’ex presidente statunitense Donald Trump. Il vertice, durato poco più di un’ora, ha prodotto un testo politico pronto per la firma dei capi di Stato e la successiva ratifica da parte dei parlamenti nazionali.
Secondo il leader di Kiev, il pacchetto di misure copre assistenza militare, supporto economico e cooperazione tecnologica, con un’attenzione specifica alla difesa aerea e alla sicurezza energetica. L’obiettivo è blindare nel medio periodo la capacità dell’Ucraina di resistere a nuove offensive russe, vincolando Washington a un sostegno strutturale, non più solo emergenziale.
A Davos, Zelensky ha parlato di confronto “significativo”, mentre Trump ha mantenuto toni prudenti, limitandosi a un “vedremo come va a finire”. A margine del summit, il tycoon ha ribadito l’appello a Vladimir Putin: “Questa guerra deve finire”, senza però anticipare dettagli su eventuali concessioni territoriali o su modifiche ai confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina.
Il nodo irrisolto dei territori occupati
Nonostante l’intesa sulle garanzie di sicurezza, resta aperta la questione decisiva: il destino dei territori occupati dalla Russia nel Donbass e lungo il fronte meridionale. Zelensky ha riconosciuto esplicitamente che “tutto ruota attorno alla parte orientale del Paese” e che proprio qui il negoziato è ancora bloccato.
Sia la Casa Bianca sia l’ufficio presidenziale ucraino hanno precisato che, nell’incontro di Davos, non si è entrati nel merito dei confini. Nessuna ipotesi formale di scambio tra sicurezza e rinuncia territoriale è stata dunque messa sul tavolo, almeno pubblicamente, evitando di scatenare reazioni immediate a Kiev e nelle capitali europee.
Dietro le quinte, il dossier più sensibile resta la possibile “congelazione” della linea del fronte, condizione che Mosca potrebbe interpretare come un riconoscimento di fatto delle conquiste militari. Zelensky, nel frattempo, ha irrigidito i toni verso l’Unione Europea, accusando alcune capitali di rassegnazione e parlando di una vittoria politica di Putin sul piano della narrativa internazionale.
Vertice trilaterale negli Emirati
Il prossimo passaggio chiave sarà il vertice trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, in programma il 23 e 24 gennaio negli Emirati Arabi Uniti. L’incontro, presentato da Zelensky come potenziale svolta dopo quasi quattro anni di guerra su vasta scala, mira a verificare se esista uno spazio reale per una road map di de-escalation controllata.
A preparare il terreno sono gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner, attesi a Mosca per colloqui diretti con Putin. Witkoff ha parlato di “notevoli progressi” e di “un solo punto ancora da risolvere”, formula che lascia intendere come i canali riservati siano già molto avanzati rispetto alla comunicazione ufficiale.
Negli Emirati si testerà la disponibilità del Cremlino ad accettare un quadro di sicurezza garantito dagli USA senza riconoscimenti legali immediati sulle aree occupate. Per Kiev, la sfida sarà non trasformare un cessate il fuoco in una pace imposta, con il rischio di consolidare sul terreno una divisione permanente del Paese.
FAQ
D: Cosa è stato concordato tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump a Davos?
R: È stato definito il quadro delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, in attesa di firma e ratifica parlamentare.
D: La questione dei territori occupati dalla Russia è stata risolta?
R: No, il tema dei confini e del controllo territoriale resta il principale nodo irrisolto del negoziato.
D: Gli Stati Uniti hanno accettato modifiche ai confini dell’Ucraina?
R: Secondo le versioni ufficiali della Casa Bianca e di Kiev, nell’incontro non si è discusso di cambiamenti dei confini.
D: Qual è il ruolo di Steve Witkoff e Jared Kushner?
R: Sono emissari americani incaricati di tenere contatti diretti con Mosca e preparare il vertice trilaterale.
D: Dove e quando si terrà il trilaterale tra Ucraina, Russia e Usa?
R: È previsto negli Emirati Arabi Uniti, il 23 e 24 gennaio, come primo incontro a tre di questo formato.
D: Che posizione ha espresso Donald Trump sul conflitto?
R: Ha definito “buono” il colloquio con Zelensky e ha ribadito che “questa guerra deve finire”, mantenendo toni prudenti sulle soluzioni.
D: Come reagisce l’Unione Europea alle mosse diplomatiche in corso?
R: Zelensky ha criticato alcune capitali europee, accusandole di rassegnazione e di aver concesso una vittoria narrativa a Putin.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata nel pezzo?
R: Le informazioni si basano su ricostruzioni e lanci di agenzia ripresi dalla stampa italiana, in particolare da articoli pubblicati su Adnkronos sul summit di Davos e sul trilaterale Emirati-Ucraina-Russia-Usa.




