Trump scuote i mercati: Groenlandia al centro della tempesta, borse europee in caduta

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Dazi legati alla Groenlandia e scosse ai mercati
Donald Trump annuncia dazi del 10% su merci europee dal 1° febbraio, collegando la misura alla contesa sulla Groenlandia e ventilando un aumento al 25% dal 1° giugno in assenza di intesa. Nel mirino Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. Le parole della Casa Bianca saldano politica commerciale e ambizioni strategiche nell’Artico, innescando immediata avversione al rischio sui listini.
Le piazze europee virano in rosso: vendite su ciclici e comparti esposti all’export mentre cresce il premio al rischio geopolitico. L’indice Stoxx 600 scivola oltre l’1% con pressioni su tecnologia, auto e lusso; i mercati prezzano scenari di frizione transatlantica e possibili ripercussioni sulle catene di fornitura.
La tensione colpisce in modo netto i listini scandinavi, più sensibili al dossier artico e ai rapporti con Washington. A Copenhagen cali vicini al 3% tra farmaceutici e industriali; flessioni di circa il 2% a Stoccolma e Helsinki, debolezza anche a Oslo. Sullo sfondo, proteste a Nuuk e a Copenaghen contro le rivendicazioni statunitensi, mentre gli investitori ricalibrano l’esposizione sul rischio Europa in attesa di risposte coordinate da parte dell’Ue e dei governi nazionali.
Vendite diffuse sui listini europei e settori più colpiti
Le principali piazze Ue aprono in flessione, con un’ondata di realizzi sui titoli ciclici e sugli esportatori. Parigi arretra di oltre l’1,4%, Francoforte cede circa l’1%, Londra scivola di quasi mezzo punto, mentre Milano perde attorno all’1,3%.
L’indice Stoxx 600 registra un calo superiore all’1% appesantito da tecnologia, auto e lusso, settori più esposti alla domanda statunitense e alle filiere globali. In Italia, vendite su Stm, Cucinelli e Stellantis, con pressione anche su diversi componenti dell’indotto.
La debolezza è marcata nei listini nordici: a Copenhagen ribassi prossimi al 3% colpendo farmaceutici e industriali; scivolano di circa il 2% Stoccolma e Helsinki, mentre rimane fragile Oslo per effetto combinato di volatilità su energia e incertezza commerciale.
Ipotesi di ritorsioni Ue e corse ai beni rifugio
L’Unione europea valuta contromisure mirate: sul tavolo dazi di ritorsione fino a 93 miliardi di euro e l’attivazione dello strumento anti-coercitivo per difendere le filiere strategiche. Da Parigi, Emmanuel Macron spinge per una risposta rapida e coordinata, mentre a Londra il premier Keir Starmer frena su una “guerra commerciale per la Groenlandia”, chiedendo però più investimenti comuni in difesa.
La postura europea mira a contenere l’escalation senza indebolire l’export, con l’opzione di colpire beni a elevato valore aggiunto statunitensi per massimizzare l’effetto deterrente. Le capitali sondano anche canali diplomatici con Washington per un’intesa che separi le partite commerciali dal dossier artico.
Nei mercati, si rafforza la ricerca di coperture: l’oro estende i guadagni come bene rifugio, mentre i titoli della Difesa corrono in Europa grazie al premio per il rischio geopolitico. Il dollaro si indebolisce, con euro sopra 1,16; petrolio in calo tra timori su domanda e rotte, governativi poco mossi con spread Btp-Bund intorno a 63 punti base e decennale italiano poco sotto il 3,5%.
A Piazza Affari brilla Leonardo oltre il 2%, sostenuta da flussi difensivi; acquisti selettivi anche su altri gruppi europei del settore, mentre resta pressione su tecnologia, automotive e lusso in scia all’incertezza sui dazi.
FAQ
- Quali ritorsioni valuta l’Ue?
Ipotesi di dazi su beni Usa fino a 93 miliardi di euro e uso dello strumento anti-coercitivo. - Qual è la posizione di Emmanuel Macron?
Spinge per risposta rapida e coordinata a tutela delle filiere europee. - Cosa ha detto Keir Starmer?
Contrario a una guerra commerciale legata alla Groenlandia, favorevole a maggiori investimenti in difesa europea. - Quali asset beneficiano dell’incertezza?
Oro e titoli della Difesa, con acquisti diffusi sui principali gruppi europei. - Come si muovono valuta e bond?
Euro sopra 1,16, dollaro debole; spread Btp-Bund circa 63 pb, Btp decennale sotto 3,5%. - Quali settori soffrono di più?
Tecnologia, automotive e lusso, esposti a export e catene globali. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dati e contesto riprendono le informazioni dell’articolo d’ispirazione sulle borse europee e le mosse di Donald Trump.




