Trump rivela accordo segreto con Putin sulla guerra in Ucraina

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Lo stop agli attacchi chiesto da Trump
Durante una riunione di governo alla Casa Bianca, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha raccontato di aver chiesto al leader russo Vladimir Putin di fermare per una settimana i bombardamenti su Kiev e su altre città ucraine. Secondo la sua versione, la richiesta è stata motivata dall’ondata di gelo eccezionale che sta colpendo il Paese, già provato da mesi di attacchi alle infrastrutture energetiche.
Trump ha spiegato di aver sollecitato personalmente il Cremlino a sospendere il fuoco durante il picco di freddo: una pausa limitata nel tempo ma presentata come un gesto umanitario. “Ho chiesto personalmente al presidente Putin di non aprire il fuoco su Kiev e su varie città per una settimana, e lui ha accettato”, ha affermato, definendo il risultato “una cosa molto buona”.
L’ex presidente ha aggiunto che alcuni consiglieri lo avrebbero messo in guardia dal “non sprecare la telefonata”, ritenendo improbabile un via libera da Mosca. Trump ha però insistito sul fatto che, a suo dire, il consenso sarebbe arrivato e che le autorità ucraine avrebbero accolto con sollievo l’ipotesi di una tregua, pur con iniziale scetticismo sulla reale disponibilità russa a rispettarla.
La posizione del Cremlino e i dubbi sulla tregua
Alle dichiarazioni di Donald Trump non è seguita, al momento, una conferma ufficiale da parte di Mosca. Un dispaccio dell’agenzia Associated Press ha sottolineato come il racconto dell’ex presidente parli di un consenso espresso da Vladimir Putin, ma “non c’è stata conferma da parte della Russia”. La mancanza di riscontri alimenta interrogativi sulla reale esistenza di un accordo strutturato e sulle sue eventuali condizioni operative.
Interpellato dai giornalisti, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha scelto la linea della cautela. Ha dichiarato di “non poter commentare la questione per ora”, evitando accuratamente sia di smentire sia di avallare il racconto statunitense. Questa posizione attendista mantiene alto il grado di ambiguità, elemento ricorrente nella comunicazione di guerra russa.
L’eventuale sospensione degli attacchi toccherebbe in particolare le infrastrutture energetiche ucraine, bersaglio sistematico dei raid russi. Alla domanda se fosse in discussione una pausa reciproca sui bombardamenti agli impianti elettrici e termici, Peskov non ha fornito dettagli, lasciando irrisolto un nodo centrale: la differenza tra una tregua tattica e un vero processo negoziale, con implicazioni sia militari sia umanitarie.
L’Ucraina tra gelo estremo e infrastrutture devastate
L’ondata di freddo che investe l’Ucraina segna uno dei momenti più critici dall’inizio del conflitto. Secondo il Servizio statale di emergenza ucraino, nei primi giorni di febbraio le temperature notturne oscillano tra -20 e -27 gradi, con punte fino a -30 in alcune regioni. In queste condizioni, l’accesso stabile a elettricità e riscaldamento diventa letteralmente una questione di sopravvivenza per milioni di civili.
Un’analisi del quotidiano Kyiv Post ricorda come l’ondata di gelo arrivi dopo settimane di bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche. Interi quartieri della capitale Kiev e di altre città sono rimasti a lungo senza luce, acqua calda e riscaldamento, con blackout prolungati che colpiscono ospedali, scuole e condomìni. Il sistema elettrico nazionale, già fragilizzato, è costretto a continui interventi di emergenza.
Una pausa negli attacchi, anche solo di pochi giorni, permetterebbe di riparare linee ad alta tensione, sottostazioni e centrali danneggiate, riducendo il rischio di collasso a catena della rete. Per il governo di Kiev, ogni ora senza bombardamenti significa tecnici sul campo, materiali in movimento e maggiori chance di garantire un minimo di continuità ai servizi essenziali. Ma senza conferme ufficiali da Mosca, la prospettiva di una tregua legata al gelo resta fragile e incerta.
FAQ
D: Cosa avrebbe chiesto esattamente Donald Trump a Vladimir Putin?
R: Trump sostiene di aver chiesto a Putin di fermare per una settimana gli attacchi su Kiev e altre città ucraine a causa del gelo estremo.
D: La Russia ha confermato l’esistenza di questo accordo?
R: No, finora da Mosca non è arrivata alcuna conferma ufficiale sulle affermazioni di Trump.
D: Cosa ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov?
R: Peskov ha detto di “non poter commentare per ora”, senza confermare né smentire la presunta tregua.
D: Perché l’Ucraina è particolarmente vulnerabile in questo momento?
R: A causa del freddo fino a -30 gradi e dei pesanti danni alle infrastrutture energetiche causati dai bombardamenti russi.
D: Quali città sarebbero coinvolte nella sospensione degli attacchi?
R: Oltre a Kiev, Trump ha parlato genericamente di “varie città” ucraine, senza elencarle nel dettaglio.
D: Una tregua di una settimana può davvero cambiare la situazione sul campo?
R: Può offrire un margine per riparare reti elettriche e impianti critici, ma non modifica da sola l’equilibrio militare complessivo.
D: Qual è il ruolo delle condizioni meteo nella strategia militare in Ucraina?
R: Il gelo estremo complica la logistica, penalizza i movimenti di truppe e rende vitali le infrastrutture energetiche per la popolazione civile.
D: Qual è la principale fonte delle informazioni riportate su questa vicenda?
R: Le informazioni derivano da dichiarazioni pubbliche di Donald Trump e da lanci di agenzia, in particolare dell’Associated Press citata come fonte originale.




