Trump ricalibra la linea sui dazi all’Europa e apre uno spiraglio nel braccio di ferro commerciale

Indice dei Contenuti:
Trump frena sui nuovi dazi ai Paesi europei
Retromarcia improvvisa
La decisione di Donald Trump di ritirare, almeno per ora, la minaccia di nuovi dazi del 10% contro otto Paesi europei ha congelato uno dei fronti più caldi tra Washington e gli alleati della Nato. L’annuncio spiazza i mercati e le cancellerie, arrivando a poche ore di distanza dal duro linguaggio usato sulla questione della Groenlandia durante il Forum di Davos.
Secondo il presidente americano, l’intesa raggiunta con i vertici dell’Alleanza atlantica avrebbe definito il perimetro di un futuro accordo sull’assetto dell’Artico, sufficiente a far “congelare” i dazi annunciati per il 1° febbraio. La nuova linea emerge da un post su Truth Social, dove la mossa viene presentata come un passo avanti per gli Stati Uniti e per tutte le nazioni Nato.
Dietro il cambio di rotta resta però irrisolto il nodo politico: il capo della Casa Bianca continua a definire “inaccettabile” qualunque soluzione che non garantisca un controllo pieno sulla Groenlandia, posizione respinta con fermezza da Copenaghen e destinata a riaccendere lo scontro in assenza di garanzie giuridiche chiare.
Asse Nato e progetto “Golden Dome”
La frenata sui dazi matura dopo un faccia a faccia tra Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte, impegnato a contenere le tensioni transatlantiche alimentate dalla disputa sull’Artico. Il vertice ha permesso di definire una cornice di cooperazione che, almeno per ora, evita lo scontro commerciale diretto con gli alleati europei.
Nel suo messaggio pubblico, il presidente ha citato anche una misteriosa iniziativa battezzata “Golden Dome”, legata alla Groenlandia, senza però fornire dettagli operativi né tempistiche. L’impressione, tra diplomatici e analisti, è che si tratti di un progetto strategico a forte contenuto militare e infrastrutturale, destinato a rafforzare la presenza americana nell’area.
Per gestire il dossier, il leader Usa ha incaricato il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff, chiamati a negoziare direttamente con gli alleati e a riferire alla Casa Bianca. Una cabina di regia ristretta che conferma la centralità geopolitica dell’Artico nell’agenda di Washington.
Shock sui mercati e nodo commerciale
L’annuncio di stop ai dazi ha prodotto un immediato rimbalzo sui mercati finanziari. L’indice S&P 500 è salito dell’1,5% nelle contrattazioni pomeridiane, mentre i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza sono scesi, segnalando un netto sollievo tra gli investitori dopo giorni di forte volatilità legata alla minaccia tariffaria.
Resta tuttavia l’immagine di una politica commerciale imprevedibile, definita da alcuni operatori come l’ennesimo caso di “Taco trade”, ovvero annunci aggressivi seguiti da rapide marce indietro. In parallelo, l’Unione europea ha sospeso i negoziati commerciali con gli Stati Uniti e congelato l’accordo entrato in vigore ad agosto, evidenziando un logoramento di fondo nel rapporto transatlantico.
Lo studioso Kyle Handley, del Cato Institute, ha ricordato in dichiarazioni riportate da Fortune che la sospensione dei colloqui non rappresenta un crollo improvviso, perché non esisteva un’intesa strutturata. A suo giudizio, si sta semplicemente sgretolando una fragile impalcatura di comunicati politici, da sempre vulnerabile alle minacce tariffarie dell’esecutivo americano.
FAQ
D: Perché gli Usa hanno sospeso i nuovi dazi verso i Paesi europei?
R: La sospensione è legata a un’intesa politica con la Nato sulla gestione della Groenlandia e dell’area artica.
D: I dazi del 10% possono essere reintrodotti?
R: Sì, si tratta di una pausa condizionata all’evoluzione dei negoziati e non di una revoca definitiva.
D: Qual è il ruolo della Groenlandia in questa crisi?
R: L’isola è considerata strategica per rotte artiche, basi militari e risorse, al centro delle ambizioni di Washington.
D: Cosa prevede il progetto “Golden Dome”?
R: È un’iniziativa citata da Trump su Truth Social, probabilmente legata a infrastrutture e difesa, ma senza dettagli ufficiali.
D: Chi guida i negoziati per gli Stati Uniti?
R: Il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff sono indicati come referenti principali.
D: Come hanno reagito i mercati alla frenata sui dazi?
R: Le borse Usa sono risalite e i rendimenti dei Treasury sono calati, segnalando un clima di sollievo tra gli investitori.
D: In che stato sono i rapporti commerciali tra Ue e Usa?
R: I negoziati sono sospesi e l’intesa provvisoria è di fatto congelata, in un quadro di crescente sfiducia reciproca.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria di queste informazioni?
R: Le principali ricostruzioni e citazioni riportate derivano da un articolo pubblicato su Fortune.com.




