Trump domina Davos con toni trionfalistici e avvertimenti duri che agitano mercati e alleati

Indice dei Contenuti:
Trump a Davos, tra autocelebrazioni e minacce
Show autarchico a Davos
Nel centro congressi di Davos, blindato dalla polizia e con i giornalisti relegati in una sala separata, l’intervento di Donald Trump al Forum economico mondiale si è trasformato in un atto di autocelebrazione e sfida. Il presidente statunitense ha rivendicato di aver “praticamente eliminato l’inflazione in un anno” e di guidare “un’economia in pieno boom, motore del mondo”, scaricando le colpe delle difficoltà precedenti sull’amministrazione del Democratico Joe Biden.
Nel mirino anche l’Europa, accusata di “non andare nella direzione giusta” e di diventare “irriconoscibile” a causa di una “immigrazione incontrollata”. Sulla politica estera, ha prefigurato una rinascita del Venezuela, destinato secondo lui a guadagnare “più soldi nei prossimi sei mesi che negli ultimi vent’anni” grazie all’appoggio delle grandi compagnie petrolifere americane.
Riguardo all’Ucraina, il leader repubblicano ha insistito che la difesa del Paese “spetta agli europei, non a chi è separato dall’oceano”, sostenendo che sia Vladimir Putin sia Volodymyr Zelensky desiderino un accordo e annunciando l’intenzione di incontrare il presidente ucraino proprio a Davos.
Groenlandia, NATO e minaccia dei dazi
Sulla questione più delicata, la Groenlandia, il presidente ha ribadito di avere “grande rispetto per danesi e groenlandesi”, ma ha definito “un errore” la restituzione del territorio dopo la Seconda guerra mondiale. Di fronte ai partner dell’Alleanza Atlantica, ha sostenuto che gli Stati Uniti abbiano dato “tantissimo alla NATO ricevendo pochissimo in cambio”, descrivendo una possibile acquisizione di porzioni artiche come “non minacciosa” e paragonandola a operazioni già compiute in passato anche dall’Europa: “Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio in cambio della protezione mondiale”.
Pur escludendo l’uso della forza, ha voluto mantenere alta la pressione dichiarando di volere “negoziati immediati”. In serata, però, ha annunciato di non voler far scattare dal primo febbraio i dazi minacciati ai Paesi europei in relazione alla Groenlandia, decisione comunicata sulla piattaforma Truth dopo un incontro definito “costruttivo” con il segretario generale della NATO, identificato come Mark Rutte.
Trump ha spiegato di aver “definito la struttura di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e all’intera regione artica”, presentato come “estremamente vantaggioso” per Washington e per tutti i membri della NATO, affidando il dossier a una squadra guidata dal vicepresidente J.D. Vance, dal segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato speciale Steve Witkoff.
Svizzera, UE e braccio di ferro commerciale
Il fronte commerciale è stato un altro terreno di scontro. Nel suo intervento, il presidente ha ironizzato sulla Svizzera, “che produce splendidi orologi ma ha un enorme disavanzo nei nostri confronti”, giustificando così dazi iniziali al 30%. Un colloquio definito da lui “aggressivo” con l’allora presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter lo avrebbe spinto a portare i dazi al 39%, minacciando persino il 70%, salvo dichiarare di non voler “far precipitare la Svizzera in una crisi economica”.
Al termine del discorso, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha incontrato Trump per circa 15 minuti, assieme alla stessa Keller-Sutter e al ministro degli Esteri Ignazio Cassis, spiegando in conferenza stampa che, secondo gli ultimi dati, la bilancia commerciale si sarebbe ribaltata: da circa 40 miliardi di dollari a favore di Berna a 8,8 miliardi a favore di Washington.
In parallelo, il Parlamento europeo ha congelato il via libera al nuovo accordo commerciale con gli Stati Uniti. Il presidente della commissione commercio internazionale dell’Eurocamera, il socialista tedesco Bernd Lange, ha accusato Trump di aver “rotto” il patto firmato a luglio in Scozia usando i dazi come arma di pressione per ottenere la vendita della Groenlandia, definendo la minaccia “un attacco alla sovranità economica e territoriale dell’UE” e invocando l’uso dello strumento anti-coercizione europeo.
FAQ
D: Perché il discorso di Donald Trump a Davos è stato così controverso?
R: Per l’intreccio di autocelebrazioni economiche, attacchi a UE e NATO e minacce di dazi legate alla Groenlandia.
D: Cosa ha detto Trump sull’economia USA?
R: Ha rivendicato di aver quasi azzerato l’inflazione in un anno e di guidare un’economia in “pieno boom”, in contrasto con l’era Biden.
D: Qual è la posizione di Trump sull’immigrazione in Europa?
R: Sostiene che l’Europa stia diventando “irriconoscibile” per via di un’immigrazione definita incontrollata.
D: Come ha collegato Trump la Groenlandia ai dazi contro l’Europa?
R: Ha usato la minaccia di nuove tariffe come leva politica per ottenere negoziati sull’assetto artico e sulla Groenlandia.
D: Che ruolo avrà la NATO nel dossier Groenlandia secondo Trump?
R: Ha parlato di un futuro accordo “vantaggioso” per tutti i Paesi dell’Alleanza, inserendo l’Artico in una cornice di sicurezza collettiva.
D: Cosa è emerso sul fronte dei rapporti economici con la Svizzera?
R: Trump ha rivendicato dazi punitivi, mentre Guy Parmelin ha replicato che la bilancia commerciale oggi favorisce gli USA.
D: Come ha reagito l’Unione europea alle minacce di dazi USA?
R: Il Parlamento europeo ha sospeso l’accordo commerciale e valuta contromisure, incluso lo strumento anti-coercizione.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento per questi sviluppi?
R: La ricostruzione si ispira a dispacci e lanci di agenzia di Reuters, AFP, ATS e ANSA diffusi dopo il Forum di Davos.




