Trump al Forum di Davos critica l’Europa e assicura la protezione della Groenlandia

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Davos, Trump al Forum attacca l’Europa: “Non vi riconosco più”. “Con noi la Groanlandia al sicuro”
Trump, l’Europa e la frattura al Forum
Al Forum economico di Davos, le parole di Donald Trump scuotono la platea: l’ex presidente dichiara di non riconoscere più l’Europa, accusando i partner di indecisione strategica e debolezza militare. La tensione cresce quando rivendica il ruolo degli Stati Uniti nel riportare i Paesi europei verso l’obiettivo del 2% del PIL in spesa militare, presentandolo come conseguenza diretta delle sue pressioni politiche.
Nel mirino finiscono soprattutto le capitali che hanno rallentato sugli impegni presi in sede Nato. Il messaggio è chiaro: senza una riarmatura coerente, l’Alleanza rischia di non essere credibile di fronte alle minacce di Russia e Cina. La provocazione è studiata per dividere l’opinione pubblica europea, facendo apparire Washington come unico garante della sicurezza occidentale.
L’intervento contrasta con il tono più conciliante di altri leader presenti a Davos, ma finisce per dettare l’agenda del dibattito, costringendo i governi europei a riposizionarsi su difesa, Artico e rapporto transatlantico.
Rutte tra difesa di Trump e gelo sulla Groenlandia
Durante un panel su come l’Europa possa difendere se stessa, il segretario generale della Nato Mark Rutte si schiera, a sorpresa, a sostegno di Trump. Ricorda che, senza le pressioni statunitensi, otto grandi economie europee – tra cui Spagna, Italia e Belgio – e il Canada non avrebbero mai accelerato per raggiungere il 2% di spesa in difesa entro il 2025. All’inizio dell’anno, sottolinea, erano fermi attorno all’1,5%.
Rutte invita a non drammatizzare, richiamando antiche tensioni intra-Nato, come quelle tra Grecia e Turchia, ma ammette che oggi il rischio è una crisi sistemica. Sulla questione Groenlandia, però, oppone un secco “no comment”, limitandosi a evocare negoziati diplomatici “dietro le quinte” e la necessità di proteggere l’Artico dall’influenza russa e cinese.
La scelta di glissare su Nuuk e sulla proiezione americana nel Nord estremo rivela l’equilibrismo del nuovo leader della Nato: difendere l’alleato più ingombrante, contenere le fratture interne e non aprire un nuovo fronte con l’opinione pubblica europea.
Kiev oscurata, l’allarme di Rutte
Rutte richiama con forza l’attenzione sulla guerra in Ucraina, avvertendo che il dossier di Kiev rischia di scivolare ai margini del dibattito globale, schiacciato tra Artico, Groenlandia e sfide commerciali. Mentre nelle ultime settimane i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche hanno causato blackout diffusi nel pieno dell’inverno, il segretario Nato ribadisce che “l’Ucraina deve restare la priorità numero uno per la nostra sicurezza”.
La leadership ucraina sperava di sfruttare Davos per rilanciare la cooperazione con gli Stati Uniti sulla ricostruzione. La visita del presidente Volodymyr Zelensky viene però annullata, alimentando la percezione di un progressivo logoramento dell’attenzione internazionale sul fronte orientale europeo.
Per Rutte, solo dopo aver messo in sicurezza l’Ucraina sarà possibile discutere serenamente di Groenlandia, Artico e nuovi equilibri geopolitici. Il messaggio, rivolto soprattutto alle capitali europee, è un avvertimento: perdere Kiev significherebbe indebolire irreversibilmente l’architettura di sicurezza occidentale.
FAQ
D: Cosa ha contestato Donald Trump ai leader europei a Davos?
R: Ha denunciato la lentezza dell’Europa sulla difesa e la mancanza di impegni chiari sul 2% del PIL in spesa militare.
D: Qual è la posizione di Mark Rutte sulle pressioni di Trump?
R: Rutte sostiene che senza Trump molti Paesi Nato non avrebbero mai accelerato verso il 2% di spesa in difesa.
D: Perché si parla di Groenlandia e Artico nel confronto transatlantico?
R: L’area è strategica per il controllo delle rotte e per contenere l’influenza di Russia e Cina nel Nord globale.
D: Rutte ha chiarito la posizione della Nato sulla Groenlandia?
R: No, ha scelto un secco “no comment”, limitandosi a evocare contatti diplomatici riservati.
D: Qual è il principale timore di Rutte su Ucraina e opinione pubblica?
R: Che la guerra venga marginalizzata e che Kiev perda centralità rispetto ad altri dossier geopolitici.
D: Perché l’Ucraina è considerata cruciale per la sicurezza europea?
R: Perché il risultato del conflitto con la Russia influenzerà l’intera architettura di sicurezza del continente.
D: Zelensky ha partecipato al Forum di Davos?
R: No, il presidente ucraino ha annullato la visita con cui puntava a siglare intese sulla ricostruzione.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha ispirato questo resoconto?
R: La ricostruzione si basa su un articolo di cronaca internazionale pubblicato da La Repubblica e ripreso nel circuito dei media italiani.




