Truffe online in crescita come riconoscere i 9 raggiri più insidiosi

Le truffe digitali più comuni nel 2026
Nel 2026 le truffe online circolano soprattutto via SMS, WhatsApp ed e-mail, mimando linguaggi e grafiche di banche, corrieri, social network e pubbliche amministrazioni. I criminali puntano su urgenza, paura di perdere denaro, richieste da presunti familiari e finti avvisi di sicurezza.
Riconoscere gli schemi ricorrenti è decisivo per prevenire danni economici e furti d’identità. I messaggi fraudolenti chiedono quasi sempre di cliccare link esterni o condividere credenziali, codici OTP e dati bancari. Un controllo incrociato con le fonti ufficiali permette di smascherare rapidamente la maggior parte di questi tentativi di frode.
Falsi avvisi da banche e pubbliche amministrazioni
I truffatori imitano comunicazioni di istituti di credito e uffici pubblici, preannunciando blocchi del conto, pratiche sospese, rimborsi fiscali o verifiche obbligatorie. I link rimandano a copie dei siti originali, dove vengono richieste password, PIN e dati personali. Nessuna banca o amministrazione chiede conferme sensibili via SMS o chat: è essenziale ignorare i link e verificare solo tramite numeri e portali ufficiali.
Queste campagne sono spesso massive, ma personalizzate con nome e cognome, recuperati da precedenti violazioni di dati.
Falsi supporti da corrieri e servizi essenziali
Messaggi che segnalano problemi con bollette, forniture di luce e gas o spedizioni bloccate sfruttano la dipendenza da servizi quotidiani. Il testo chiede di aggiornare l’indirizzo o sanare piccoli importi per “sbloccare” il servizio. In realtà i pagamenti finiscono su carte ricaricabili o portali clonati. Prima di agire, è opportuno entrare nell’area clienti ufficiale o contattare l’assistenza usando solo canali istituzionali.
Le principali tipologie di messaggi truffa
I messaggi fraudolenti seguono copioni relativamente stabili: amicizie improvvise, spedizioni inesistenti, finti avvisi di social network, rimborsi e bonus mai richiesti. Capire la logica di ciascun modello aiuta a riconoscere subito un tentativo di raggiro, anche quando grafica e tono risultano molto credibili.


Ogni schema punta a un obiettivo specifico: estorcere denaro diretto, rubare credenziali di accesso, acquisire dati personali per futuri abusi o rivendere informazioni nel dark web.
La truffa della ballerina e dei contatti stranieri
La cosiddetta truffa della “ballerina”, o dei contatti stranieri, parte da messaggi in inglese o in italiano incerto, spesso con saluti informali e riferimenti a conoscenze casuali. Dopo settimane di conversazioni su WhatsApp o chat social, l’interlocutore introduce richieste di aiuto economico, investimenti in criptovalute o opportunità lavorative inesistenti. La strategia fa leva su fiducia e coinvolgimento emotivo: interrompere il dialogo ai primi segnali sospetti è fondamentale.
Spedizioni bloccate e finti avvisi di consegna
I messaggi relativi a presunte spedizioni bloccate invitano a “aggiornare l’indirizzo” o “pagare un piccolo sovrapprezzo” tramite link. Le pagine di atterraggio riproducono loghi di corrieri famosi e chiedono dati di carta di credito o accesso all’home banking. Non bisogna mai pagare da link ricevuti via SMS: la verifica va fatta entrando manualmente nel sito del corriere, digitando l’indirizzo nel browser o usando l’app ufficiale.
Account social, rimborsi e furto di identità
Una fetta crescente delle truffe nel 2026 mira al controllo di profili social e alla raccolta di dati bancari tramite falsi rimborsi. Gli account compromessi diventano strumenti per nuove frodi, mentre le informazioni finanziarie alimentano prelievi non autorizzati e attivazioni di servizi a pagamento non richiesti.
La consapevolezza sui meccanismi di furto d’identità è cruciale per proteggere non solo se stessi, ma anche contatti e familiari raggiunti successivamente dai truffatori.
Finti messaggi da Instagram e Facebook
I finti avvisi da Instagram o Facebook segnalano presunte violazioni delle linee guida, richieste di verifica dell’account o rischi di chiusura immediata. I link portano a pagine quasi identiche a quelle ufficiali, dove viene chiesto di inserire e-mail e password. Una volta ottenute le credenziali, i criminali cambiano accessi, contattano i follower e diffondono ulteriori truffe. È indispensabile verificare che il dominio sia realmente quello dei social e usare sempre l’app ufficiale per gestire notifiche e segnalazioni.
Falsi rimborsi, bonus e incentivi
I messaggi che promettono rimborsi, bonus o incentivi fiscali richiedono spesso IBAN, numeri di carta o codici di sicurezza. Nessun ente serio accredita denaro chiedendo prima informazioni sensibili via SMS. In questi casi è prudente ignorare il link e controllare eventuali agevolazioni solo tramite l’area personale del sito istituzionale o contattando il servizio clienti ufficiale. Qualsiasi richiesta di “piccola quota” per sbloccare il rimborso è un segnale chiaro di frode.
Come difendersi dalle truffe?
La protezione più efficace nasce da abitudini digitali prudenti: verificare sempre il mittente, non cliccare link inattesi, non condividere codici OTP, password o dati bancari via messaggio. Anche quando il testo appare credibile, prendersi qualche minuto per riflettere riduce drasticamente il rischio.
È buona pratica aggiornare costantemente sistemi operativi e app, usare autenticazione a due fattori e controllare periodicamente movimenti bancari e impostazioni di sicurezza dei propri account.
Verifica delle comunicazioni e canali ufficiali
In presenza di SMS o e-mail che sembrano provenire da una banca, è essenziale contattare direttamente il proprio istituto utilizzando solo numeri e riferimenti reperiti sul sito ufficiale. Lo stesso vale per operatori telefonici, corrieri e aziende di servizi: non rispondere al messaggio sospetto, ma aprire manualmente l’app o il portale. Per presunti avvisi di familiari o conoscenti, una verifica diretta tramite telefonata o videochiamata permette spesso di smascherare il raggiro in pochi secondi.
Segnalazione alle autorità e tutela dei dati
Quando si individua una possibile truffa, conservare screenshot e dettagli del messaggio aiuta a presentare denuncia alla Polizia Postale o alle autorità competenti. Segnalare tempestivamente a banca, gestori di carta e piattaforme coinvolte consente di bloccare accessi non autorizzati e ridurre i danni. È inoltre utile sensibilizzare familiari, in particolare persone anziane o meno esperte, condividendo esempi concreti di messaggi fraudolenti.
FAQ
Quali sono i segnali più evidenti di un messaggio truffa?
Errori grammaticali, richieste urgenti di denaro o dati sensibili, link accorciati o sospetti, mittenti generici o numeri non salvati sono campanelli d’allarme chiari. Va sempre evitata qualsiasi azione impulsiva.
Cosa fare se ho cliccato su un link sospetto?
Chiudere subito la pagina, non inserire dati, eseguire una scansione antivirus e cambiare le password principali. Se sono stati forniti dati bancari, contattare immediatamente la propria banca per bloccare carte e accessi.
Come posso proteggere i miei account social dalle truffe?
Usare password complesse e diverse, attivare l’autenticazione a due fattori, controllare regolarmente gli accessi da nuovi dispositivi e ignorare messaggi che chiedono credenziali via link esterni.
Le banche inviano mai link per confermare i dati?
No. Gli istituti bancari seri non chiedono mai di confermare credenziali o codici via SMS, WhatsApp o e-mail. Qualsiasi richiesta di questo tipo va considerata sospetta e verificata solo tramite canali ufficiali.
Come riconoscere un finto rimborso o bonus?
Se non è stato richiesto alcun rimborso, il messaggio è sospetto. Le istituzioni comunicano i benefici economici attraverso portali ufficiali e non chiedono mai codici di sicurezza o piccoli pagamenti per sbloccare somme.
Quali precauzioni adottare con messaggi da numeri esteri?
Evitarne l’apertura quando non si conosce il mittente, non rispondere e non cliccare link. I contatti improvvisi in inglese o in italiano scorretto che cercano dialogo personale vanno bloccati.
Cosa fare se un parente sembra chiedere soldi via chat?
Non inviare denaro e non condividere dati finché non si è effettuata una verifica diretta con telefonata o videochiamata. Spesso si tratta di account rubati o numeri clonati da truffatori.
Dove trovare maggiori informazioni sulle truffe citate?
Per approfondimenti aggiornati sulle principali truffe via messaggio del 2026 è possibile consultare la fonte originale analizzata, pubblicata su Libero nella sezione tecnologia dedicata alla sicurezza digitale.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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