Tragedia Crans-Montana, svolta drammatica: muore il giovane simbolo della speranza

Nuovo bilancio delle vittime e quadro della strage di Crans-Montana
Il bilancio della strage di Crans-Montana è salito a 41 vittime, trasformando l’incendio del locale Constellation in una delle più gravi tragedie recenti in Svizzera. Il tributo di dolore colpisce in particolare le famiglie delle sei vittime italiane, mentre emergono nuovi dettagli su soccorsi, responsabilità e percorso giudiziario tra autorità elvetiche e italiane.
L’ultima vittima e l’impatto sulle comunità locali
L’ennesima vittima è un diciottenne svizzero ricoverato in condizioni disperate all’ospedale di Zurigo, il cui decesso è stato confermato dal Canton Vallese tramite Beatrice Pilloud. La morte del ragazzo, risalente a sabato, allarga la ferita di una comunità già provata. Le famiglie si confrontano con lutti multipli, mentre il territorio elvetico e i paesi di provenienza delle vittime organizzano messe di suffragio, veglie e iniziative di sostegno psicologico.
Le autorità locali monitorano possibili ricadute su turismo e percezione di sicurezza nelle località alpine, cercando di bilanciare trasparenza, rispetto del dolore e tutela dell’economia.
Le parole di Papa Francesco e il sostegno spirituale
Nel messaggio per la messa di trigesimo, Papa Francesco ha invocato per i familiari “la speranza di rivedere un giorno coloro che avete perduto” e il ritorno della gioia nei cuori. Il pontefice ha sottolineato la necessità di accompagnare “anime trafitte non solo dalla sofferenza, ma anche dall’incomprensione e dal senso di abbandono”.
Le sue parole assumono un peso particolare nel pieno delle polemiche sulla gestione giudiziaria del caso, offrendo una cornice di conforto a comunità divise tra richiesta di giustizia e bisogno di elaborare il lutto in modo non strumentale.
Polemiche sulla scarcerazione e responsabilità del gestore
Le famiglie delle vittime hanno reagito con indignazione alla scarcerazione, dopo il pagamento della cauzione, del gestore del locale Jacques Moretti. Il dibattito pubblico si concentra sul rapporto tra presunzione di innocenza, garanzie processuali e percezione di giustizia, in un contesto emotivo già esasperato.
La posizione di Jacques Moretti e della moglie Jessica
Jacques Moretti e la moglie Jessica saranno nuovamente interrogati l’11 e 12 febbraio dalla procuratrice aggiunta del Vallese Christine Seppey, alla presenza di decine di avvocati delle famiglie. L’atto si svolgerà in un’aula da 170 posti nel campus universitario di Sion, segno della complessità del procedimento.
In Italia, il fascicolo aperto dalla Procura di Roma procede per disastro colposo. Con l’arrivo dei primi atti dalla Svizzera, è previsto l’inserimento di Moretti e della moglie nel registro degli indagati, con possibili riflessi su misure cautelari future.
Le accuse delle famiglie tra dolore e richiesta di giustizia
I familiari contestano la scarcerazione come segnale di scarsa attenzione verso le vittime. L’avvocato Leone parla di “anime trafitte anche dall’incomprensione e dal senso di abbandono”. Le associazioni dei parenti chiedono verifiche puntuali su autorizzazioni comunali, piani di evacuazione, rispetto delle norme antincendio e capacità effettiva del locale.
Il tema centrale è se l’evento fosse prevedibile e prevenibile. In gioco c’è la responsabilità penale dei gestori, ma anche eventuali omissioni di controlli da parte delle autorità locali, con possibili azioni risarcitorie in sede civile.
Indagini, cooperazione giudiziaria e analisi delle prove
Le prossime settimane saranno decisive per la collaborazione giudiziaria tra Svizzera e Italia. La Procura vallesana ha dato sostanziale via libera alla rogatoria dei pm di piazzale Clodio, aprendo alla condivisione degli atti istruttori necessari per definire responsabilità, dinamica dell’incendio e tempistiche dei soccorsi.
Rogatoria internazionale e squadra investigativa comune
I magistrati italiani hanno chiesto verbali degli interrogatori, documentazione sulle autorizzazioni comunali e atti relativi alla sicurezza del Constellation. È allo studio l’invio di un team investigativo con agenti della Squadra Mobile e dei Vigili del Fuoco di Roma, preliminare alla creazione di una squadra investigativa comune con gli altri paesi coinvolti.
Solo una task force congiunta potrà acquisire perizie tecniche condivise su impianti, materiali, vie di fuga e gestione dell’emergenza, riducendo conflitti di giurisdizione e contrasti interpretativi.
Le 171 chiamate di emergenza come fonte probatoria
Nelle indagini assumono rilievo le 171 telefonate arrivate al centralino del soccorso sanitario svizzero subito dopo lo scoppio dell’incendio. La prima, poco prima dell’1:30, descrive una generica “emergenza al Constellation”. In seguito, gli audio diffusi da BfmTv mostrano un crescendo di panico: si parla di incendio, feriti, necessità di inviare “subito” i soccorsi.
Queste registrazioni, incrociate con orari degli interventi e registri operativi, saranno cruciali per valutare la tempestività dei soccorsi, la gestione del flusso di chiamate e l’eventuale sottostima iniziale della gravità della situazione.
FAQ
Quante sono le vittime accertate nella strage di Crans-Montana?
Le vittime accertate sono 41, inclusi cittadini svizzeri e stranieri. Tra loro figurano sei italiani e un diciottenne svizzero deceduto all’ospedale di Zurigo, la cui morte è stata confermata dal Canton Vallese.
Perché la scarcerazione di Jacques Moretti sta suscitando polemiche?
La scarcerazione di Jacques Moretti dopo il pagamento della cauzione è percepita dai familiari come un segnale di scarsa severità. Le parti civili temono che misure meno restrittive indeboliscano la percezione di giustizia e chiedono garanzie su indagini complete e indipendenti.
Qual è il ruolo della Procura di Roma nelle indagini?
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per disastro colposo, al momento contro ignoti. Tramite rogatoria chiede atti e prove ai magistrati svizzeri per valutare responsabilità di cittadini o interessi italiani, coordinando eventuali azioni penali parallele o complementari.
Come si sta svolgendo la cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera?
La Procura vallesana ha dato via libera all’assistenza giudiziaria, avviando lo scambio di documenti con l’Italia. È prevista la creazione di una squadra investigativa comune che includerà specialisti di entrambi i paesi per condividere perizie, testimonianze e analisi tecniche.
Perché le telefonate ai soccorsi sono considerate prove importanti?
Le 171 chiamate al centralino di emergenza svizzero permettono di ricostruire in tempo reale la percezione della tragedia, la gravità iniziale segnalata e la risposta operativa. Cronologia, contenuti e toni aiutano a valutare tempestività e adeguatezza dei soccorsi.
Qual è la principale fonte giornalistica di riferimento su questa vicenda?
Una delle principali fonti giornalistiche analizzate è l’agenzia ANSA, che ha documentato aggiornamenti su vittime, indagini, posizioni delle procure e reazioni dei familiari, consentendo una ricostruzione dettagliata e verificabile dei fatti.




