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La nuova sfida al centro del campo progressista
All’Eur, la convention dell’associazione Primavera guidata da Vincenzo Spadafora ha messo attorno allo stesso tavolo la galassia centrista che guarda al campo progressista, con l’obiettivo dichiarato di costruire una “quarta gamba” del centrosinistra capace di parlare ai delusi di Pd e Movimento 5 Stelle e agli astenuti. L’ex ministro richiama esplicitamente una costituente politica, chiedendo al Partito Democratico e alla segretaria Elly Schlein di convocare un tavolo dopo il referendum, per dare forma a un progetto comune. Spadafora insiste: non è il giorno dei contratti, ma quello del riconoscimento che, per battere la destra di Giorgia Meloni, “occorre mettersi insieme”.
Alla kermesse partecipano realtà diverse: Italia Viva, con la presenza di Maria Elena Boschi; Progetto Civico Italia dell’assessore capitolino Alessandro Onorato; il movimento Più Uno promosso da Ernesto Maria Ruffini; e i sindaci riformisti di grandi città come Genova e Milano, con il ruolo centrale della sindaca Silvia Salis e di Beppe Sala. L’idea di molti è quella di una sorta di “Margherita 2.0”, un contenitore capace di tenere insieme culture uliviste, civiche, cattolico-democratiche e riformiste, aggiornandole alle nuove fratture sociali ed elettorali.
Proprio Sala, chiudendo i lavori della mattinata, frena sugli annunci immediati e richiama alla necessità di tempo per un pensiero politico “saggio e concreto”, ricordando che alle politiche manca circa un anno e mezzo. Nell’analisi del sindaco di Milano, la giornata all’Eur rappresenta un passaggio importante ma non definitivo, una tappa di verifica più che un punto di arrivo, dentro un processo che dovrà chiarire chi ci sta, come e con quale leadership condivisa.
Coalizione larga, leadership e nuove classi dirigenti
Dal palco, la sindaca Silvia Salis rivendica l’esigenza di un campo progressista realmente unito, mettendo in guardia da chi preferisce rifugiarsi nella difesa identitaria: una scorciatoia che porta, secondo lei, “verso l’irrilevanza”. Salis insiste sul modello amministrativo dei sindaci delle grandi città, che si presenta come alternativa all’impostazione della destra: rispetto delle istituzioni, rapporto non conflittuale con giornalisti e magistrati, centralità della Costituzione. Per lei, l’obiettivo non è solo vincere le elezioni, ma governare le sfide strutturali del Paese.
Sul versante riformista, Maria Elena Boschi rilancia la linea “zero veti” di Matteo Renzi e rivendica i risultati di Casa Riformista alle ultime regionali in Campania, Toscana e Calabria. Il traguardo fissato è il 2027, con la prospettiva dichiarata di mandare a casa la destra di Giorgia Meloni. Boschi sottolinea che, con l’attuale legge elettorale, un centrosinistra largo potrebbe battere la maggioranza di governo, e interpreta anche in questa chiave il dibattito sul possibile cambio delle regole del voto promosso da Fratelli d’Italia.
Un nodo cruciale, emerso a più riprese, è la costruzione di una nuova classe dirigente. L’assessore capitolino Alessandro Onorato, alla guida di Progetto Civico Italia, usa una metafora sanitaria: nessuno tornerebbe da un medico che ha sbagliato cura, per spiegare che chi ha già avuto ruoli di primo piano dovrebbe mostrare “generosità” e farsi da parte. In questa prospettiva, le primarie appaiono come strumento chiave: sia Onorato sia Ernesto Maria Ruffini evocano consultazioni aperte per scegliere la leadership, accusando il Pd di aver abbandonato la “bandiera dell’Ulivo” e invitando ad affidarsi ai propri elettori come fase finale di un percorso condiviso.
Tasse, sicurezza e narrazione alternativa alla destra
Nel cantiere della nuova offerta centrista-progressista, le politiche fiscali e il tema della sicurezza si impongono come i due assi principali di confronto con il governo guidato da Giorgia Meloni. Per Maria Elena Boschi, proprio su tasse e sicurezza la premier potrebbe perdere la sfida elettorale, se l’opposizione sarà in grado di presentare proposte credibili e un fronte largo. L’impostazione riformista punta a rassicurare ceti medi, professionisti e lavoratori autonomi, proponendo una fiscalità più semplice e meno ideologica rispetto allo scontro permanente tra “tassa ricchi” e condoni.
Sul versante sicurezza, i sindaci Sala e Salis rivendicano l’esperienza amministrativa come antidoto alla retorica emergenziale. Sala ricorda di aver impostato la campagna per il secondo mandato a Milano sull’aumento della polizia locale, sottolineando di aver tradotto le promesse in scelte concrete. Le sue critiche al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si concentrano sullo scarto tra dichiarazioni mediatiche e risultati sul territorio: l’appello è a “incalzare” il governo sulle responsabilità effettive nella gestione della sicurezza urbana.
Per Progetto Civico Italia, la sicurezza viene letta anche come questione di qualità amministrativa e rigenerazione urbana, non solo come ordine pubblico. L’idea è costruire una narrazione alternativa alla destra, meno fondata sulla paura e più sulla capacità dello Stato e degli enti locali di prevenire il degrado, presidiare i quartieri, garantire servizi. In questo quadro, la futura “quarta gamba” del centrosinistra mira a presentarsi come opzione pragmatica: una coalizione che amministri come governa le città, con maggiore attenzione al sociale, alla legalità quotidiana e a un uso non propagandistico del tema sicurezza.
FAQ
D: Che cos’è il progetto della “quarta gamba” del centrosinistra?
R: È il tentativo di creare un nuovo polo centrista-progressista che allarghi l’offerta politica oltre Pd e M5S, rivolgendosi a delusi e astenuti.
D: Chi ha promosso la convention all’Eur?
R: L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Primavera, guidata dall’ex ministro Vincenzo Spadafora, come momento di confronto tra diverse realtà riformiste e civiche.
D: Qual è il ruolo di Italia Viva in questo progetto?
R: Italia Viva, rappresentata da Maria Elena Boschi, sostiene la linea dei “zero veti” e punta a un fronte largo riformista per sfidare la destra alle prossime elezioni politiche.
D: Perché si parla di “Margherita 2.0”?
R: Il riferimento richiama l’esperienza dell’Ulivo e della Margherita, ipotizzando un contenitore capace di unire culture cattolico-democratiche, uliviste, civiche e riformiste.
D: Che posizione hanno i sindaci come Beppe Sala sulla sicurezza?
R: Beppe Sala rivendica un approccio pragmatico, basato sul potenziamento della polizia locale e su politiche urbane concrete, criticando le scelte del ministro Piantedosi.
D: Perché le primarie sono considerate centrali?
R: Per figure come Onorato e Ruffini, le primarie sono lo strumento per scegliere la leadership del nuovo soggetto, ridando voce diretta agli elettori del centrosinistra.
D: In che modo tasse e sicurezza diventano un terreno di scontro con la destra?
R: L’area centrista-progressista vuole offrire soluzioni più credibili e meno ideologiche su fisco e sicurezza, contestando i risultati del governo Meloni su entrambi i fronti.
D: Qual è la fonte originale di queste informazioni?
R: Le informazioni riportate si ispirano a una cronaca politica pubblicata da Adnkronos a Roma il 31 gennaio.




