Tokenizzazione ovvero la parcellizzazione dei beni

6 Gennaio 2020

Dall’arte ai fondi d’investimento, dai cavalli da corsa agli immobili, dalle auto d’epoca alle squadre di calcio, il modo in cui effettuiamo investimenti potrebbe essere in procinto di cambiare radicalmente con l’arrivo della Tokenizzazione.

L’atto di tokenizzare dei beni minaccia di perturbare molti settori, in particolare quello finanziario e coloro che non sono preparati rischiano di essere lasciati indietro.

Oggi ti voglio parare di questo argomento poiché si tratta di un tema importante e molto utile conoscere.

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Anche se è difficile da crederci, presto potresti possedere una frazione della tua squadra del cuore, oppure qualche metro quadrato di un appartamento a Hong Kong o magari ancora una quota di un’auto di Formula 1 da collezione.

Grazie alla tokenizzazione, il mondo ha iniziato a frazionarsi, ogni giorno di più, dandoci la possibilità di plasmare il nostro destino finanziario.

Quale bene frazionato ti piacerebbe possedere appena ciò sarà possibile? Un’opera d’arte? Un immobile? La tua squadra del cuore? O forse un’auto d’epoca?

La possibilità di tokenizzare qualsiasi bene è sicuramente la visione più brillante del ventunesimo secolo.

Sebbene il mercato non sia oggi ancora pronto e sufficientemente liquido, andiamo a vedere di cosa si tratta e quali vantaggi porterà la tokenizzazione.

Tokenizzazione ovvero la parcellizzazione dei beni

Che cos’è la tokenizzazione?

Oggigiorno ogni asset è incentrato sull’identità, ciò significa che la tua casa, la tua auto, il tuo stipendio e le tue azioni sono tutti legati al tuo nome.

Quando sarà possibile digitalizzare tutti i beni attraverso la tokenizzazione, essi potranno essere suddivisi in piccole quote di proprietà. In altre parole, questi potranno diventare di proprietà di più soggetti.

La tokenizzazione di un bene avviene tramite l’utilizzo dei cosiddetti Security Token.

Esistono token derivanti da Initial Coin Offering (ICO) ed altri da Security Token Offering (STO). La differenza principale tra i due sta nella natura del token emesso. Un utility token, che può essere acquistato nel corso di un’ICO, può essere utilizzato solo all’interno dell’ecosistema del progetto, ad esempio per l’acquisto di prodotti o servizi specifici. A sua volta, un security token è una rappresentazione digitale di un bene reale.

Nel contesto di un’STO, gli investitori acquistano security token che sono rappresentativi di un vero e proprio asset. Tramite l’acquisto di questi token gli investitori entrano in rapporto contrattuale con gli emittenti e di conseguenza ottengono una serie di diritti ma anche di doveri. Poiché gli investitori STO sono protetti dalle leggi applicabili nelle rispettive giurisdizioni ciò rende, di fatto, gli ideatori del progetto, più responsabili.

Analogamente ai titoli finanziari i security token sono strumenti fungibili e negoziabili, con un valore monetario. Possono rappresentare un diritto di proprietà, un rapporto fra creditore e governo o una società, oppure ancora diritti di proprietà. Essi possono essere anche previsti per conferire agli investitori diritti diversi quali, ad esempio, il diritto al dividendo oppure al voto.

Generalmente i security token vengono considerati alla stessa stregua degli investimenti, pertanto ogni giurisdizione prevede una propria normativa che regolamenta la gestione degli stessi.

Come funziona la tokenizzazione?

Come abbiamo visto, la tokenizzazione dei beni si riferisce al processo di emissione di un token su blockchain, il quale rappresenta digitalmente un vero e proprio bene, commerciabile in modi simili al tradizionale processo di cartolarizzazione, con un tocco di modernità.

Un security token può essere utilizzato per creare una versione digitale di un bene, il che significa che esso può rappresentare una quota di una società, la proprietà di un bene immobile o la partecipazione in un fondo di investimento. Questi security token possono poi essere scambiati su un mercato secondario.

Quando un bene viene tokenizzato ci troviamo in presenza di una parcellizzazione dello stesso, in tanti piccoli security token, ognuno di essi rappresenta una frazione del valore dell’oggetto. Tale valore può essere venduto o acquistato su un mercato secondario, analogamente a quanto succede per i titoli azionari, ma in maniera più rapida, con minore burocrazia, ed un accesso ad un mercato sempre aperto.

Quali sono i vantaggi della Tokenizzazione degli asset?

Dal punto di vista del proprietario di un bene

Aumento della liquidità

Immagina che Paolo abbia urgentemente bisogno di EUR 10’000 e che il suo appartamento sia valutato EUR 100’000. Se ad esempio il suo appartamento fosse tokenizzato in 20 security token, ognuno dei quali valesse EUR 5’000, egli potrebbe vendere 2 security token ed ottenere il denaro che necessita, senza per questo dover intraprendere la lunga trafila prevista per la vendita di un immobile. In questo modo il bene è reso più liquido.

Prezzi equi

I beni illiquidi non hanno un mercato sul quale vengono negoziati regolarmente, pertanto i proprietari di beni particolari come ad esempio i team di eSports, devono fornire agli investitori incentivi come ad esempio degli sconti (illiquidity discount), abbassando in questo modo il prezzo del bene. L’aumento di liquidità dovuto alla proprietà frazionata è in grado di eliminare l’usanza degli sconti necessari al fine di riuscire a vendere un bene illiquido.

Minore costo derivante dalla burocrazia

Attualmente, il trasferimento della proprietà di un bene coinvolge generalmente diversi professionisti necessari alla gestione delle pratiche legate alla transazione, oltre ai costi elevati, ciò richiede tempi piuttosto lunghi. La tokenizzazione dei beni automatizza una parte di questo processo, facendo risparmiare in questo modo sia denaro sia tempo.

Dal punto di vista dell’investitore

Aumento della liquidità

Immagina che Maria desideri investire il suo denaro nel settore immobiliare ma che il possegga solo EUR 15’000. Dal momento in cui Paolo ed altri come lui hanno tokenizzato il proprio immobile, Maria è in grado, con poco denaro d’investire nel settore immobiliare. Essa potrebbe diversificare il proprio portafoglio investendo ad esempio EUR 10’000 nella proprietà di Paolo, EUR 2’000 in un’opera d’arte e EUR 3’000 in un cavallo da corsa.

In questo modo, gli investitori beneficiano di una maggiore liquidità legata a beni particolari ed illiquidi, come pure di una maggiore diversificazione di portafoglio utile alla mitigazione del rischio.

Periodo di lock-up più breve

Il lock-up dei token consiste in una strategia finalizzata al mantenimento del valore del security token nel lungo termine. I periodi di lock-up generalmente fanno spesso riferimento agli investimenti illiquidi e di grandi dimensioni, essi pongono delle restrizioni di vendita del bene per un determinato periodo. Questo introduce un notevole costo legato all’opportunità d’investimento in altre attività. La tokenizzazione degli asset aumenta la liquidità sui mercati, consentendo in questo modo all’investitore una maggiore flessibilità legata agli investimenti, grazie a questo fatto, ne possono conseguire periodi di lock-up più brevi.

Maggiore trasparenza

Gli investitori sono spesso ignari della reale esposizione al rischio quando investono in attività perché i proprietari delle stelle ne presentano solo il lato positivo affinché il prezzo della trattativa sia il più alto. Una blockchain le cui registrazioni sono immutabili, aiuterà gli investitori a prendere decisioni di investimento più informate e a monitorare facilmente i propri investimenti.

Inoltre, poiché i dettagli relativi alla proprietà degli asset sono memorizzati sulla blockchain, la tecnologia fa sì che le transazioni gravanti il bene non possano essere ricondotte all’investitore da parte di una persona non autorizzata.

Da ultimo, il mercato dei token sarà accessibile 24/7/365, ci sarà una maggiore apertura ai mercati globali, la possibilità di trattare asset diversi su di un medesimo mercato, attività di compliance automatizzate e molto altro.

Mercato secondario

Il mercato secondario è di regola un mercato finanziario in cui vengono acquistati e venduti strumenti finanziari precedentemente emessi quali azioni, obbligazioni, opzioni e futures. Per la compera e la vendita di security token occorreranno mercati secondari simili, molto efficienti.

Di quanto tempo stiamo parlando quando si tratta di scambiare security token?

Negli Stati Uniti è previsto generalmente un periodo di lock-up di un anno prima che le attività cartolarizzate diventino negoziabili, ma questo non significa che gli investitori STO possano uscirne dopo 12 mesi. La cessione di qualsiasi attività richiede infatti una controparte disposta ad acquistarla ed in questo momento gli investitori accreditati con i mezzi e la volontà di acquistare i security token sul mercato secondario sono molto pochi, così come le stesse piattaforme di trading.

Ad oggi il problema è ancora quello di raggiungere una massa critica sia di investimenti sia di investitori poiché, si può avere la migliore tecnologia del mondo, ma senza acquirenti e venditori non c’è mercato.

La Tokenizzazione ci aprirà ad opportunità fino ad oggi inimmaginabili, appena il mercato sarà a regime, le possibilità d’investimento e disinvestimento saranno innumerevoli e noi saremo sempre più responsabili del nostro destino finanziario.

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