Titolare Le Constellation scappa con l’incasso durante l’incendio: rivelazioni shock su pannelli montati abusivamente

Indice dei Contenuti:
Testimonianza sulla fuga della titolare
Jean Daniel Clivaz, marito della vicesindaca di Crans-Montana, riferisce la versione di una dipendente sopravvissuta all’incendio de “Le Constellation”: la titolare avrebbe visto le fiamme, afferrato il registratore di cassa e lasciato il locale ordinando “Dobbiamo andare”.
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Secondo il racconto, la fuga della proprietaria avrebbe preceduto di circa 50 secondi l’avanzata del fuoco, tempo in cui i giovani all’interno sarebbero rimasti bloccati nelle vie di fuga. La testimone, unica superstite del gruppo di lavoro, avrebbe riconosciuto la donna mentre lasciava il locale con l’incasso.
Clivaz sostiene che la dipendente sia già stata ascoltata dai magistrati e che la sua deposizione confermerebbe le indiscrezioni sulla presunta fuga della titolare nel momento cruciale dell’emergenza, circostanza ritenuta centrale per ricostruire l’esatta dinamica del rogo.
Sicurezza carente e controlli mancati
Jean Daniel Clivaz descrive un quadro di misure antincendio inadeguate dentro “Le Constellation”, con pochi estintori distribuiti tra piano superiore e uffici, uno dei quali in un locale chiuso, quindi di fatto non immediatamente accessibile in emergenza.
Alla carenza di dotazioni si somma l’assenza di verifiche periodiche dal 2020, riconosciuta anche dal sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Clivaz parla di un sistema che non riesce a garantire ispezioni annuali, per mancanza di tempo e personale, rendendo “impossibile” un monitoraggio costante.
Secondo la testimonianza, le priorità amministrative avrebbero deviato risorse e attenzione dai controlli di sicurezza, con uffici comunali non specializzati e procedure che, di fatto, non hanno intercettato criticità strutturali e operative del locale prima del rogo.
Pannelli fonoassorbenti e responsabilità tecniche
Jean Daniel Clivaz riferisce che i pannelli fonoassorbenti sul soffitto di “Le Constellation” sarebbero stati installati direttamente dai gestori, senza autorizzazioni né competenze tecniche adeguate. L’uomo descrive materiali plastici potenzialmente infiammabili, indicati dagli inquirenti tra i possibili fattori di propagazione del rogo.
Secondo Clivaz, i lavori sarebbero stati eseguiti da Jacques Moretti, marito della titolare Jessica Moretti, già indagati per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni colpose. “Lo abbiamo visto tutti che faceva i lavori”, afferma, sostenendo di aver avvertito in passato dei rischi legati ai materiali utilizzati.
La ricostruzione suggerisce un’operazione fai‑da‑te priva di validazioni tecniche, con pannelli che, a contatto con la fiamma, avrebbero reagito velocemente. Clivaz dice di aver invitato Moretti alla prudenza, ricevendo rassicurazioni sulle precauzioni adottate, poi rivelatesi insufficienti alla prova dei fatti.
FAQ
- Quanti pannelli fonoassorbenti sono stati citati?
Non viene indicato un numero; si parla di pannelli sul soffitto. - Chi avrebbe installato i pannelli?
Jacques Moretti, secondo la testimonianza riportata. - I pannelli erano autorizzati?
Clivaz sostiene che fossero montati senza il diritto di farlo. - Quali reati vengono contestati ai gestori?
Omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. - I materiali dei pannelli sono stati ritenuti critici?
Clivaz parla di plastica e di reazione rapida al fuoco. - La fonte giornalistica della testimonianza?
Servizio di Quarta Repubblica su Rete 4, intervista curata da Lodovica Bulian. - Le autorità hanno ascoltato testimoni sui pannelli?
Sì, una dipendente sopravvissuta sarebbe già stata sentita dai magistrati.




