Tether guida l’Onu nella cybersicurezza africana: alleanza strategica che cambia le regole del gioco

Indice dei Contenuti:
Rafforzamento della sicurezza informatica in africa
Tether avvia con l’Unodc un intervento mirato a ridurre i rischi legati agli asset digitali nel continente africano, oggi tra i mercati crypto a crescita più rapida e al tempo stesso esposto a truffe e frodi su larga scala. L’operazione dell’Interpol che ha intercettato 260 milioni di dollari tra criptovalute e valute fiat illecite mostra il divario di difesa cibernetica e la necessità di strumenti efficaci di contrasto. L’iniziativa punta a combinare tecnologia, formazione e supporto operativo per innalzare gli standard di protezione.
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La strategia prevede l’uso della blockchain e di tecnologie emergenti per migliorare il tracciamento dei flussi, ridurre le vulnerabilità dei sistemi locali e consolidare capacità di risposta agli attacchi. Focus su educazione pubblica, alfabetizzazione digitale e protocolli di sicurezza per giovani e comunità ad alto rischio, con programmi multifase che integrano bootcamp, mentoring e micro-sovvenzioni per portare le competenze sul campo.
L’approccio privilegiato è pragmatico: rafforzare la resilienza cibernetica delle istituzioni e degli utenti finali, proteggere gli asset digitali e sostenere l’emersione di opportunità economiche legali. Il coordinamento tra settore privato, agenzie internazionali e società civile mira a interrompere le reti criminali online, elevare gli standard di conformità e creare un ecosistema più sicuro e inclusivo per i cittadini e le imprese africane.
Collaborazione tra tether e unodc per la visione 2030
La partnership tra Tether e Unodc si allinea alla Visione Strategica per l’Africa 2030, con obiettivi concreti: rafforzare la resilienza delle comunità, proteggere gli asset digitali e sostenere le istituzioni nella lotta alla criminalità online. Il modello operativo integra innovazione tecnologica e formazione specialistica, con interventi mirati su prevenzione, tracciabilità e risposta rapida agli illeciti. L’azione congiunta punta a ridurre le superfici d’attacco e ad aumentare la capacità investigativa locale.
Il programma prevede percorsi educativi strutturati, toolkit di sicurezza e protocolli standardizzati per forze dell’ordine, soggetti privati e società civile. L’utilizzo della blockchain consente verifiche tempestive delle transazioni e supporta attività di analisi forense per intercettare flussi sospetti. Il focus è duplice: tutela degli utenti vulnerabili e consolidamento delle opportunità economiche legali attraverso pratiche di compliance e alfabetizzazione digitale.
«Supportare le vittime e prevenire lo sfruttamento richiede coordinamento intersettoriale», ha ribadito Paolo Ardoino, sottolineando il binomio innovazione–formazione come leva per creare contesti più sicuri e inclusivi. La cooperazione operativa include mentoring, micro-finanziamenti per progetti locali e un framework di valutazione dei risultati, con metriche su riduzione delle frodi, efficacia delle indagini e impatto sulle comunità.
Progetti e impatto su comunità e vittime della tratta
Il Progetto Senegal introduce un percorso educativo modulare rivolto ai giovani: apprendimento iniziale, bootcamp tecnico e sessioni con la Plan B Foundation in collaborazione con la Città di Lugano. L’iniziativa è completata da coaching mirato, mentoring e micro-sovvenzioni per trasformare idee in prototipi e servizi, con focus su sicurezza informatica e uso responsabile degli asset digitali.
Nel Progetto Africa, fondi e supporto operativo raggiungono organizzazioni della società civile in Senegal, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Etiopia e Uganda. Le attività includono assistenza diretta alle vittime della tratta, protezione immediata, percorsi di reintegrazione e strumenti di segnalazione sicura. Obiettivo: limitare lo sfruttamento, rafforzare la resilienza comunitaria e favorire l’accesso a canali economici legali.
Il Progetto Papua Nuova Guinea coinvolge l’Università di Papua Nuova Guinea e l’Università delle Isole Salomone con programmi di sensibilizzazione su inclusione finanziaria e prevenzione delle frodi crypto. Un concorso studentesco stimola soluzioni blockchain per il contrasto alla criminalità e la tutela degli utenti, promuovendo modelli replicabili in contesti vulnerabili.
L’impatto atteso: aumento delle competenze digitali, riduzione delle truffe, maggiore capacità investigativa locale e tutele concrete per le vittime. Metriche chiave includono numero di beneficiari formati, progetti finanziati, segnalazioni qualificate e casi di tratta intercettati grazie a strumenti analitici e protocolli condivisi.
FAQ
- Qual è l’obiettivo centrale dei progetti?
Formazione, protezione degli utenti e sostegno operativo alle comunità per ridurre frodi e sfruttamento. - Quali paesi africani sono coinvolti nell’assistenza alle vittime?
Senegal, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Etiopia e Uganda. - Cosa offre il Progetto Senegal ai giovani?
Bootcamp, coaching, mentoring e micro-sovvenzioni orientati alla sicurezza informatica e alla blockchain. - In cosa consiste il concorso universitario in Papua Nuova Guinea?
Premia soluzioni blockchain per inclusione finanziaria e prevenzione delle frodi. - Come vengono misurati i risultati?
Beneficiari formati, progetti finanziati, segnalazioni qualificate e casi di tratta prevenuti o intercettati. - Qual è il ruolo della società civile?
Fornire assistenza diretta, protezione e percorsi di reintegrazione per le vittime. - Qual è la fonte giornalistica citata?
L’iniziativa è descritta nell’articolo di riferimento su Tether e Unodc, base informativa per questa sezione.




