Testimone sviene all’improvviso e racconta il momento in cui ha perso conoscenza

Il macchinista del tram deragliato a Milano rompe il silenzio
Pietro M., 60 anni, storico conducente dei tram di Milano, ha raccontato cosa è accaduto venerdì pomeriggio, quando il mezzo della linea 9 è deragliato finendo contro un edificio.
L’incidente è avvenuto nel capoluogo lombardo durante il servizio ordinario, in fase di trazione. Il conducente, dimesso dall’ospedale Niguarda, riferisce di essere stato colpito da un malore improvviso, con perdita di coscienza e conseguente perdita di controllo del tram.
Parlando con il quotidiano la Repubblica, l’uomo ha espresso profondo dolore per le vittime e ha sottolineato che in 35 anni di servizio non aveva mai avuto incidenti, né episodi simili di malessere.
In sintesi:
- Conducente del tram di Milano riferisce un malore improvviso prima del deragliamento.
- L’uomo ha oltre 35 anni di servizio sui tram senza precedenti incidenti.
- La moglie conferma lo stato di shock morale nonostante lievi lesioni fisiche.
- Restano da chiarire natura del malore e dinamica completa dell’incidente.
Il racconto del conducente e lo stato delle indagini
Nel suo resoconto, Pietro M. descrive un dolore improvviso alla gamba seguito da un mancamento: *“Non ho visto più nulla, era diventato tutto nero e ho perso il controllo. Ho ripreso conoscenza solo quando ho sbattuto contro quel palazzo”*.
Il sessantenne, assunto nel marzo 1991, ribadisce la propria esperienza professionale: *“Sono in servizio da trentacinque anni. Sempre sul tram. Questo è stato il mio primo incidente”*. Il suo stato d’animo resta segnato soprattutto dalle vittime: *“Penso a loro, il mio morale è a terra. Mi dispiace tantissimo per le vittime”*.
La moglie, Cinzia, conferma che fisicamente il marito è quasi illeso, con un occhio nero dopo aver sbattuto la testa sul vetro, ma sottolinea il trauma psicologico. Secondo il suo racconto, il macchinista avrebbe avuto un malore assimilabile a uno svenimento, senza alcuna consapevolezza immediata di quanto stava accadendo.
Le conseguenze umane e le prossime verifiche sanitarie
La testimonianza di Pietro M. apre ora un fronte decisivo sulle verifiche mediche e sulla ricostruzione tecnica della dinamica. Saranno cruciali gli accertamenti clinici per chiarire natura, cause e precedenti del malore, insieme alle analisi su impianti, freni e sistemi di sicurezza del tram.
L’impatto emotivo, sottolineato dalla moglie Cinzia, evidenzia il peso psicologico che simili eventi hanno anche sugli operatori del trasporto pubblico, spesso ignari di condizioni latenti. Le indagini dovranno fornire risposte rapide su responsabilità, protocolli sanitari e eventuali misure preventive da rafforzare per evitare episodi analoghi.
FAQ
Chi è il conducente del tram deragliato a Milano?
Si tratta di Pietro M., 60 anni, dipendente del trasporto pubblico milanese, in servizio dal marzo 1991 sempre come conducente di tram.
Che cosa riferisce il macchinista sul deragliamento del tram?
Riferisce di aver avuto un dolore alla gamba, quindi un mancamento improvviso, con perdita di coscienza e controllo fino all’impatto contro l’edificio.
Quali sono le condizioni di salute attuali del conducente?
Risulta fisicamente quasi illeso, con un occhio nero e un trauma alla testa, ma in grave sofferenza psicologica per le vittime e l’eccezionalità dell’incidente.
Che ruolo avrà il presunto malore nelle indagini ufficiali?
Avrà un ruolo centrale: saranno disposti accertamenti medici e perizie tecniche per stabilire se il malore sia documentabile e rilevante penalmente.
Qual è la fonte delle informazioni riportate nell’articolo?
Le informazioni derivano da un’elaborazione redazionale basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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