Svizzera verso una crisi casa senza precedenti: alloggi introvabili e affitti alle stelle in arrivo
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Previsioni per il 2026
Martin Tschirren, direttore dell’Ufficio federale delle abitazioni, prevede un peggioramento della carenza abitativa in Svizzera nel 2026. La pressione sul mercato rimarrà elevata per l’effetto combinato di domanda sostenuta e offerta insufficiente, senza segnali di inversione nel breve periodo. L’inasprimento sarà particolarmente visibile nelle aree urbane e nelle regioni a forte dinamica occupazionale.
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I fattori strutturali non sono modificabili rapidamente e continueranno a comprimere la disponibilità di alloggi. La ripresa congiunturale, dopo il rallentamento legato all’incertezza sui dazi statunitensi, tende ad amplificare il fabbisogno di manodopera e, di riflesso, di case in affitto. In assenza di un’accelerazione significativa dell’attività edilizia, i tassi di sfitto resteranno bassi e i canoni sotto pressione.
Le autorità federali prevedono un impatto diluito ma crescente lungo tutto l’anno, con criticità accentuate nei segmenti a prezzi accessibili. Le misure già delineate a inizio 2024 produrranno effetti soprattutto nel medio-lungo periodo, lasciando il 2026 esposto a un ulteriore irrigidimento delle condizioni per inquilini e nuovi arrivati sul mercato.
Fattori che aggravano la carenza
L’aumento dei nuclei familiari, la crescita demografica e l’immigrazione alimentano una domanda strutturalmente elevata di alloggi in Svizzera. A questi driver si somma l’andamento dell’economia: un miglioramento del ciclo comporta più occupazione e quindi un fabbisogno abitativo superiore, specie nelle aree urbane e nei poli industriali.
La controparte dell’equazione è un’offerta insufficiente. La bassa attività edilizia e i tempi lunghi di autorizzazione limitano l’immissione di nuove unità, mentre i tassi di sfitto rimangono compressi. La prudenza degli investitori, accentuata dall’incertezza sui dazi USA, ha ulteriormente frenato i cantieri negli ultimi trimestri.
Ne deriva una pressione sui canoni e una scarsità più marcata nelle fasce a prezzo accessibile. Nei mercati tesi, ogni lieve ripresa dell’occupazione si traduce rapidamente in maggiore competizione tra inquilini, aggravando l’asimmetria tra domanda e offerta e rendendo più difficile l’accesso alla locazione per i nuovi entranti.
Misure e tempi di intervento
A inizio 2024 la Confederazione, insieme a cantoni, città, comuni, settore immobiliare e società civile, ha varato un piano d’azione con oltre 30 misure per ampliare l’offerta e favorire alloggi a prezzi accessibili. L’impianto è pensato per effetti graduali e duraturi, non immediati, con priorità a semplificazioni procedurali, incentivi mirati e cooperazione pubblico‑privato.
Secondo Martin Tschirren, l’impatto sarà prevalentemente di medio-lungo periodo: i colli di bottiglia autorizzativi e la bassa attività edilizia richiedono orizzonti pluriennali per sbloccarsi. Nel breve, la capacità di mitigazione resta limitata e i tassi di sfitto continueranno su livelli bassi, mantenendo alta la pressione sui canoni.
Le azioni previste includono l’aumento dell’offerta di case a canone moderato, l’ottimizzazione dell’uso del patrimonio esistente e un quadro più stabile per gli investimenti. Le autorità ribadiscono che non si intravvedono miglioramenti rapidi: l’efficacia del piano dipende dall’attuazione coordinata tra livelli istituzionali e dalla reattività del mercato delle costruzioni.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale del piano d’azione? Ampliare l’offerta e favorire alloggi a prezzi accessibili attraverso oltre 30 misure coordinate.
- Chi partecipa all’attuazione delle misure? Confederazione, cantoni, città, comuni, settore immobiliare e società civile.
- Quando sono attese le prime ricadute concrete? Prevalentemente nel medio-lungo periodo, dato il tempo necessario per nuove costruzioni e riforme procedurali.
- Le misure ridurranno i canoni a breve? No, la pressione sui canoni resterà elevata finché l’offerta non crescerà in modo significativo.
- Quali leve operative sono previste? Semplificazioni autorizzative, incentivi per alloggi a canone moderato e migliore utilizzo dello stock esistente.
- Perché non si può intervenire subito sulle cause? I fattori strutturali, come demografia ed economia, non si modificano rapidamente e l’edilizia ha cicli lunghi.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Intervista di Martin Tschirren riportata da Blick e ripresa da swissinfo.ch.




