Svizzera scarica il caso Crans-Montana sulla giustizia vallesana indipendente

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La Svizzera dice che l’indagine su Crans-Montana «spetta alla giustizia vallesana e non al governo»
Indagine e separazione dei poteri
Le autorità federali della **Svizzera** hanno ribadito che l’accertamento delle responsabilità sull’incendio di **Capodanno** a **Crans-Montana**, costato la vita a 40 persone, è di esclusiva competenza della magistratura del **Canton Vallese**. L’**Ufficio federale di giustizia** ha sottolineato che, in uno Stato fondato sulla separazione dei poteri, come **Svizzera** e **Italia**, il governo non può intervenire sulle decisioni dei giudici.
«La politica non deve interferire con la giustizia», ha dichiarato la portavoce **Ingrid Ryser**, fissando una linea di principio destinata a valere anche nei futuri passaggi del caso. Le autorità federali hanno comunque confermato la disponibilità a fornire una risposta formale, entro pochi giorni, alla richiesta italiana di una collaborazione strutturata tra procure.
L’inchiesta elvetica ruota attorno al locale di proprietà di **Jacques Moretti**, scarcerato dopo il versamento di una cauzione di 200mila franchi, decisione contestata pubblicamente dal governo italiano. I magistrati vallesani difendono tuttavia l’autonomia delle proprie valutazioni su misure cautelari, tempi e modalità delle indagini.
Tensione diplomatica e richieste italiane
Il governo italiano ha condizionato il ritorno a **Berna** dell’ambasciatore **Gian Lorenzo Cornado** alla creazione di una vera «squadra investigativa comune» con le autorità svizzere. Il diplomatico era stato richiamato in **Italia** in modo inusuale, come segnale di forte dissenso rispetto alla decisione di scarcerare il proprietario del locale di **Crans-Montana**.
Richiamare un ambasciatore è uno degli strumenti più incisivi della diplomazia, di solito riservato a crisi politiche o violazioni gravi. In questo caso viene utilizzato per contestare l’operato della magistratura straniera, scelta che molti osservatori ritengono rischiosa in termini di rispetto dell’indipendenza giudiziaria.
Il ministro degli Esteri **Antonio Tajani** ha insistito sulla necessità di una «collaborazione effettiva», criticando le decisioni prese dalla procura cantonale dopo il pagamento della cauzione da parte di **Moretti**. La linea italiana punta a un coinvolgimento diretto degli inquirenti nazionali, anche per dare risposte rapide alle famiglie delle numerose vittime italiane della tragedia.
Cooperazione giudiziaria e prospettive
La richiesta di costituire una squadra investigativa congiunta si fonda sul protocollo aggiuntivo alla **Convenzione europea di assistenza giudiziaria**, sottoscritto da **Italia** e **Svizzera**. L’articolo 20 consente la creazione di team misti per indagini complesse, con obiettivi limitati, durata definita e coinvolgimento di più giurisdizioni sullo stesso fatto.
La procura di **Roma** ha già aperto un fascicolo autonomo sull’incendio, in quanto sono coinvolti numerosi cittadini italiani. Il 13 gennaio ha inviato una formale richiesta di assistenza alla **Svizzera**: l’**Ufficio federale di giustizia** l’ha trasmessa il giorno seguente alla procura del **Canton Vallese**, competente per il procedimento principale. Quest’ultima ha annunciato che comunicherà la propria decisione entro la fine della settimana.
L’ambasciatore svizzero a **Roma**, **Roberto Balzaretti**, è impegnato a raffreddare lo scontro politico. Ha affermato di non ritenere in pericolo i rapporti bilaterali e ha definito il trattenimento di un ambasciatore «una leva sbagliata». Ha inoltre anticipato che rappresentanti delle procure di **Roma** e vallesana si incontreranno entro metà febbraio per rafforzare il coordinamento investigativo.
FAQ
D: Chi conduce l’indagine principale sull’incendio?
R: La competenza principale spetta al ministero pubblico del Canton Vallese, secondo il diritto svizzero.
D: Qual è il ruolo del governo svizzero nel caso?
R: Il governo federale garantisce il quadro di cooperazione internazionale, ma non interviene sulle decisioni delle procure e dei tribunali.
D: Perché l’ambasciatore italiano è stato richiamato?
R: È stato richiamato in segno di protesta contro la scarcerazione del proprietario del locale coinvolto nell’incendio di Crans-Montana.
D: Cos’è una squadra investigativa comune?
R: È un gruppo misto di inquirenti di diversi Paesi che lavora congiuntamente su un’unica indagine, condividendo atti e informazioni in modo diretto.
D: Quale base legale regola la cooperazione tra Italia e Svizzera?
R: Il protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria, che disciplina scambio di atti e squadre congiunte.
D: L’Italia ha aperto un’indagine autonoma?
R: Sì, la procura di Roma ha avviato un procedimento penale per le vittime italiane e ha chiesto assistenza giudiziaria alla Svizzera.
D: Le tensioni diplomatiche possono bloccare l’inchiesta?
R: No, l’inchiesta procede comunque sotto la guida delle procure competenti, indipendenti dai governi.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle informazioni sul caso?
R: Le ricostruzioni più dettagliate sono state pubblicate da testate italiane come il Post, che ha seguito da vicino sviluppo delle indagini e dinamica diplomatica.




