Svizzera promette svolta sulla giustizia per Crans Montana con azioni concrete

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L’ambasciatore svizzero: “Ora giustizia per Crans- Montana. Chiederemo scusa con i fatti”
Nuova fase nelle relazioni giudiziarie
L’ambasciatore di **Svizzera** in **Italia**, **Roberto Balzaretti**, ha confermato che le autorità del Cantone interessato risponderanno alla richiesta di cooperazione giudiziaria di **Roma** entro la fine della settimana. La tempistica è stata definita “vincolante” e segna uno scarto rispetto alle lentezze del passato.
Il diplomatico ha chiarito che la magistratura cantonale sta completando gli ultimi passaggi formali per trasmettere gli atti, in coordinamento con l’*Ufficio federale di giustizia* a **Berna**. L’obiettivo è evitare ulteriori zone d’ombra sulle responsabilità penali e amministrative legate alla vicenda.
Secondo Balzaretti, la volontà delle autorità elvetiche è “totale” nel favorire l’accesso ai documenti, agli interrogatori e agli accertamenti tecnici richiesti dagli inquirenti italiani. Il canale di cooperazione, ha aggiunto, resterà aperto e aggiornato in tempo reale per tutta la durata delle indagini congiunte.
Impegno concreto verso le famiglie
Il rappresentante di **Berna** ha insistito sul fatto che le scuse non saranno solo simboliche, ma si tradurranno in atti tangibili, a partire dalla massima trasparenza verso le famiglie delle vittime. Entro metà febbraio è stato fissato un primo incontro operativo tra gli investigatori italiani e quelli svizzeri, con un tavolo tecnico dedicato alla condivisione di prove e perizie.
La parte elvetica intende mettere a disposizione tutte le risultanze raccolte dalle autorità cantonali, incluse eventuali responsabilità di funzionari pubblici, gestori privati e soggetti di controllo. Per Balzaretti, l’unico esito accettabile è un quadro completo e verificabile dei fatti, che consenta ai magistrati di **Roma** di procedere senza ostacoli.
Il diplomatico ha inoltre annunciato una linea di comunicazione stabile con i legali delle famiglie, così da garantire aggiornamenti periodici sull’avanzamento dei passi giudiziari e delle verifiche amministrative, anche sul fronte risarcitorio.
Trasparenza istituzionale e opinione pubblica
La posizione espressa dall’ambasciatore si inserisce in un contesto di forte pressione dell’opinione pubblica in **Italia** e in **Svizzera**, che chiede chiarezza sull’operato delle autorità locali prima e dopo i fatti. In quest’ottica, il governo federale e il Cantone coinvolto stanno riesaminando protocolli di allerta, controlli di sicurezza e flussi informativi interni.
Balzaretti ha riconosciuto che la credibilità delle istituzioni passa dalla capacità di correggere errori e omissioni accertate, anche attraverso eventuali azioni disciplinari e riforme normative. Il messaggio politico-diplomatico è che nessun livello dell’amministrazione sarà sottratto a un vaglio rigoroso.
L’ambasciata elvetica a **Roma** ha già predisposto un gruppo di lavoro misto con esperti legali e tecnici, incaricato di seguire in modo continuativo il dossier e di riferire alle rispettive autorità nazionali, in linea con gli standard europei di cooperazione giudiziaria e tutela delle vittime.
FAQ
D: Quali tempi sono stati indicati per la risposta delle autorità svizzere?
R: Entro la fine della settimana è prevista la risposta formale della magistratura cantonale alla richiesta di cooperazione avanzata da Roma.
D: Quando avverrà il primo incontro operativo tra inquirenti italiani e svizzeri?
R: È stato programmato entro la metà di febbraio, con un tavolo tecnico dedicato alla condivisione di atti e prove.
D: Chi è il diplomatico che segue il dossier in Italia?
R: Il caso è seguito dall’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, in stretto coordinamento con l’*Ufficio federale di giustizia* di Berna.
D: Che tipo di collaborazione è stata promessa alle autorità italiane?
R: È stata promessa collaborazione piena: accesso a documenti, testimonianze, perizie tecniche e supporto nelle eventuali rogatorie internazionali.
D: In che modo le famiglie delle vittime verranno coinvolte?
R: Attraverso contatti regolari con i loro legali, aggiornamenti sullo stato delle indagini e informazione trasparente sugli sviluppi giudiziari e amministrativi.
D: La Svizzera prevede misure disciplinari interne?
R: Le autorità non escludono provvedimenti disciplinari e correttivi se emergeranno responsabilità o gravi negligenze nell’azione dei funzionari competenti.
D: Qual è il valore politico delle scuse annunciate?
R: Le scuse vengono presentate come impegno concreto a garantire verità giudiziaria, riforme dei protocolli e tutela effettiva delle vittime, non come gesto meramente formale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata sul tema?
R: Il quadro dichiarativo e la citazione su tempi e obiettivi dell’inchiesta derivano da un’intervista riportata dal quotidiano italiano Corriere della Sera.




