Svizzera, procuratrice svela choc: incendio devastante scatenato da candele su bottiglie, ecco cosa non sai
Dinamica dell’incendio
Crans-Montana, notte di Capodanno: le prime ricostruzioni convergono su un innesco legato a candele scintillanti collocate sulle bottiglie di champagne e posizionate troppo vicino al soffitto. L’effetto combinato tra fiamme libere e la struttura in legno del locale ha generato un rapido aumento della temperatura dei gas stratificati in alto, culminando in un flashover, il punto di transizione in cui l’incendio si espande simultaneamente in più aree, trasformando l’ambiente in un volume pienamente coinvolto. In pochi istanti, le fiamme hanno guadagnato potenza e copertura, propagandosi lungo il soffitto e le superfici contigue.
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Secondo quanto illustrato dalla procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, la distanza insufficiente tra le fonti di calore e gli elementi superiori del locale ha creato le condizioni ideali per l’innesco e l’accelerazione del rogo. Le candele, note come flare, emettono getti incandescenti e scintille idonee a incendiare materiali combustibili in quota; in un ambiente chiuso e affollato, questo tipo di spettacolarizzazione, se non correttamente gestita, amplifica il rischio di eventi critici. La natura lignea del soffitto ha agito da catalizzatore, favorendo l’accumulo di calore e la successiva generalizzazione delle fiamme.
La sequenza degli eventi, come delineata in conferenza stampa, indica una dinamica compatibile con una combustione inizialmente localizzata in prossimità delle bottiglie e rapidamente trasferita alla parte alta del locale. Il fronte di fuoco, sostenuto dal calore radiante e dal contributo dell’aria disponibile, si è propagato con estrema velocità, riducendo il margine di intervento e complicando le vie di fuga. In questo quadro, ogni secondo ha inciso sull’evoluzione dell’incendio, trasformando un innesco puntuale in un coinvolgimento esteso delle strutture interne.
Ipotesi investigative e prove raccolte
La linea d’indagine, coordinata dalla procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, si concentra su un quadro accusatorio che comprende incendio colposo per negligenza, omicidio colposo e lesioni colpose. Il perimetro investigativo resta aperto: nessuna pista viene esclusa e ogni elemento utile è stato acquisito per verificare la catena causale che ha condotto al rogo.
Gli inquirenti hanno raccolto e analizzato numerosi filmati, sia dell’interno sia dell’esterno del locale, con l’obiettivo di ricostruire i minuti precedenti all’innesco e la successiva diffusione delle fiamme. Le immagini, integrate da riscontri tecnici sul posto, sono state utilizzate per mappare la posizione delle bottiglie con flare, la distanza dal soffitto e l’evoluzione del flashover. Parallelamente, sono stati sentiti testimoni, personale del locale e prime squadre di intervento per allineare le testimonianze a evidenze oggettive.
Le perlustrazioni hanno interessato il soffitto in legno, le superfici adiacenti e i punti di possibile propagazione verticale, con rilievi sui residui di combustione e sulle tracce di calore. L’attenzione si è concentrata sulle candele scintillanti fissate sulle bottiglie di champagne, considerate un potenziale fattore scatenante: la loro collocazione troppo prossima alla copertura avrebbe aumentato in modo critico l’esposizione termica degli strati alti dell’aria, innescando una combustione rapida e diffusa.
La raccolta di prove digitali e materiali è stata completata da sopralluoghi tecnici per valutare la rispondenza delle pratiche operative del locale alle norme di sicurezza. Gli elementi oggi disponibili confermano una dinamica coerente con un innesco puntuale e un’escalation accelerata; ulteriori analisi proseguiranno per definire eventuali profili di responsabilità legati alla gestione dell’effettistica pirotecnica da tavolo e all’organizzazione dell’evento.
Materiali e conformità del locale
Gli investigatori stanno verificando la presenza e le caratteristiche di una schiuma acustica installata all’interno del locale, con accertamenti su composizione, comportamento al fuoco e modalità di posa. Saranno valutate la conformità alle normative vigenti, l’eventuale certificazione dei materiali e l’aderenza alle prescrizioni per ambienti aperti al pubblico. In particolare, si analizzerà se l’isolamento acustico abbia contribuito all’innesco o all’accelerazione della combustione in sinergia con il soffitto in legno.
Le verifiche comprenderanno documentazione tecnica, autorizzazioni, schede di sicurezza, prove di reazione al fuoco e corrispondenza tra progetto dichiarato e installazione effettiva. Gli accertamenti mirano a chiarire se l’allestimento sia stato eseguito secondo le regole dell’arte e se i materiali impiegati presentassero requisiti di resistenza e ignifugazione idonei al contesto. La tracciabilità dei componenti e l’eventuale manutenzione saranno elementi essenziali per stabilire aderenza a standard e responsabilità gestionali.
Nel medesimo perimetro rientra l’analisi degli spazi e delle distanze di sicurezza rispetto a sorgenti di calore, incluse le candele scintillanti utilizzate a fini scenografici. Saranno esaminate le procedure interne, la formazione del personale e la supervisione durante l’evento, al fine di verificare se fossero previste misure di mitigazione del rischio per l’utilizzo di dispositivi con fiamma libera in ambienti chiusi.
FAQ
- Qual è l’ipotesi principale sull’innesco del rogo?
L’innesco è attribuito a candele scintillanti posizionate sulle bottiglie di champagne, troppo vicine al soffitto in legno. - Per quali reati si procede attualmente?
Incendio colposo per negligenza, omicidio colposo e lesioni colpose. - Quali prove sono state raccolte finora?
Video da diverse angolazioni, testimonianze, rilievi tecnici sul posto e analisi dei residui di combustione. - Che ruolo avrebbe avuto il fenomeno di flashover?
Ha determinato una rapida estensione delle fiamme, coinvolgendo quasi simultaneamente più superfici del locale. - Si indaga sulla conformità dei materiali interni?
Sì, con particolare attenzione a una schiuma acustica, alla sua composizione, installazione e certificazioni. - Le procedure del locale sono sotto esame?
Sì, vengono verificate distanze di sicurezza, formazione del personale e gestione dei dispositivi a fiamma libera.
Materiali e conformità del locale
Gli accertamenti si concentrano sulla qualità e sulla corretta installazione della schiuma acustica, con particolare attenzione alla sua reazione al fuoco, alla presenza di eventuali trattamenti ignifughi e alla conformità delle certificazioni dichiarate. Gli inquirenti verificheranno se il materiale, in combinazione con il soffitto in legno, abbia incrementato la carica combustibile dell’ambiente o favorito la propagazione termica verso lo strato superiore d’aria, contribuendo alla rapidità del flashover. Saranno confrontate le specifiche tecniche con l’installazione reale, per accertare eventuali discrepanze tra progetto, capitolati e materiali effettivamente posati.
Rientrano nelle verifiche la raccolta di schede tecniche e schede di sicurezza, i rapporti di prova di laboratori accreditati e la tracciabilità della catena di fornitura, inclusi lotti, marchiature e date di produzione. L’analisi documentale sarà incrociata con i riscontri in loco per valutare la corretta posa, la presenza di giunti e interstizi che possano aver facilitato la penetrazione delle fiamme o dei fumi caldi, e l’eventuale utilizzo di adesivi o supporti con comportamento al fuoco non idoneo. Particolare attenzione sarà rivolta all’aderenza alle normative applicabili agli ambienti aperti al pubblico, con rilievi su resistenza e reazione al fuoco dell’insieme costruttivo.
Gli investigatori stanno inoltre esaminando le autorizzazioni e le dichiarazioni di conformità rilasciate per l’allestimento, compresa l’eventuale necessità di permessi specifici per materiali acustici e rivestimenti a soffitto. Verranno valutati i piani di emergenza, la segnaletica, la disponibilità e l’accessibilità dei presidi antincendio, nonché la manutenzione periodica prevista dal gestore. L’obiettivo è stabilire se le scelte progettuali e gestionali abbiano rispettato gli standard di prevenzione incendi e se eventuali carenze abbiano inciso sull’evoluzione dell’evento.
Nel perimetro della conformità rientra anche la verifica delle distanze di sicurezza tra gli elementi combustibili e le fonti di calore, comprese le candele scintillanti impiegate a scopo scenografico. Saranno esaminate le procedure interne e la formazione del personale relative all’uso di dispositivi a fiamma libera in ambienti chiusi, con controllo di eventuali linee guida operative, istruzioni scritte e supervisione durante l’evento. L’insieme degli elementi raccolti servirà a definire la rispondenza del locale ai requisiti di legge e l’eventuale nesso tra materiali, modalità di installazione e accelerazione della combustione.




