Svizzera prepara missione diplomatica a Mosca tra pressioni europee e spiraglio nei rapporti con Putin

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Swiss foreign minister plans Russia visit
Missione diplomatica verso Mosca
Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri, il consigliere federale Ignazio Cassis, ha annunciato l’intenzione di recarsi a Mosca nel quadro della presidenza svizzera dell’OSCE. Il viaggio, emerso a margine del World Economic Forum di Davos, non ha ancora una data precisa e resta subordinato all’evoluzione della guerra in Ucraina. L’obiettivo politico è riattivare il dialogo con la Federazione Russa in un formato multilaterale, senza scalfire la linea di sanzioni e la solidarietà con Kiev concordate in sede europea.
Per la diplomazia elvetica si tratterebbe del primo contatto di alto livello a Mosca dopo l’ultima visita di Cassis del giugno 2019. Nello stesso anno l’allora presidente della Confederazione Ueli Maurer si era recato in Russia, prima che, meno di tre anni dopo, l’invasione su larga scala cambiasse radicalmente il contesto di sicurezza europeo.
L’operazione è considerata a Berna un test cruciale sulla capacità della neutrale Svizzera di fungere da ponte in un sistema internazionale frammentato, salvaguardando al contempo credibilità, discrezione e coerenza con il diritto internazionale.
OSCE sotto stress e ruolo della Svizzera
Per Cassis, la priorità assoluta dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa resta la fine del conflitto in Ucraina. La presidenza svizzera punta a preservare l’OSCE come piattaforma minima di dialogo tra Occidente e Russia, in un momento in cui l’organizzazione è paralizzata dai veti e da un budget bloccato. Oltre a Mosca, il ministro intende recarsi anche a Kiev e a Washington, per tessere una trama multilaterale che renda credibile qualsiasi futuro meccanismo di cessate il fuoco.
Berna vuole chiarire il mandato dell’OSCE nel dopo-guerra, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio sul terreno, la verifica di eventuali linee di demarcazione e la protezione delle comunità civili. L’idea è “essere pronti quando il momento arriva”, evitando vuoti di governance nelle aree più esposte.
Nel calcolo svizzero, una struttura OSCE funzionante è anche uno strumento di prevenzione per altri focolai di crisi nello spazio euroasiatico, coerente con la tradizione della Conferenza sulla sicurezza di Helsinki.
Preparazione a un cessate il fuoco rapido
La strategia delineata da Cassis prevede la capacità di dispiegare entro 48 ore una squadra di specialisti OSCE sul territorio ucraino, qualora si profilasse un accordo di cessate il fuoco. Ciò implica liste di esperti già selezionati, logistica definita e intese preliminari con le parti, inclusi i partner occidentali e la Russia. Per la Svizzera sarebbe anche un banco di prova delle proprie capacità di mediazione e di gestione di missioni civili complesse.
Un eventuale mandato potrebbe includere osservazione del rispetto del cessate il fuoco, raccolta di prove di violazioni, supporto tecnico allo sminamento umanitario e facilitazione dell’accesso per aiuti e reti energetiche. Il tutto richiede un delicato equilibrio tra sicurezza degli osservatori, accettazione politica da entrambe le parti e sostegno finanziario degli Stati partecipanti all’OSCE.
Questo approccio, giudicato ambizioso ma realistico nei corridoi diplomatici, mira a evitare il vuoto normativo osservato in altri teatri di guerra, posizionando l’OSCE come attore credibile nella gestione del “day after”.
FAQ
D: Chi è il responsabile della diplomazia svizzera coinvolto nella missione?
R: Il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri.
D: Perché è prevista una visita a Mosca?
R: Il viaggio serve a mantenere un canale di dialogo OSCE con la Russia nel contesto della guerra in Ucraina.
D: La data del viaggio è già fissata?
R: No, il calendario dipende dall’evoluzione militare e politica sul fronte ucraino.
D: Qual è la priorità dichiarata dell’OSCE secondo Cassis?
R: Mettere fine alla guerra in Ucraina e preparare meccanismi credibili di cessate il fuoco.
D: Perché la Svizzera presiede l’OSCE?
R: La presidenza ruota tra gli Stati partecipanti; la Svizzera la esercita per valorizzare la propria tradizione di neutralità attiva e mediazione.
D: Quali altre capitali sono previste nel tour diplomatico?
R: Oltre a Mosca, sono previsti viaggi a Kiev e Washington.
D: Come verrebbe impiegata una missione OSCE in Ucraina?
R: Per monitorare un eventuale cessate il fuoco, assistere le parti e proteggere le popolazioni civili.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni provengono da un dispaccio dell’agenzia Keystone-SDA, ripreso e tradotto da SWI swissinfo.ch.




