Svizzera, due giovanissimi italiani gravissimi: perché il trasferimento è impossibile e cosa non ci dicono
Indice dei Contenuti:
Condizioni cliniche e impossibilità di trasferimento
Crans-Montana e Zurigo restano i punti nevralgici dell’emergenza clinica dopo l’incendio al bar Le Costellation, con due giovanissimi italiani giudicati non trasportabili dai medici. Le équipe specialistiche svizzere proseguono il monitoraggio h24, rinviando qualsiasi trasferimento finché i parametri vitali non saranno stabili. Le condizioni, segnate da ustioni estese e complicanze respiratorie, fanno escludere l’elicottero sanitario verso l’Italia per il rischio di peggioramento in volo.
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La priorità è la stabilizzazione: gestione del dolore, protezione delle vie aeree, prevenzione delle infezioni e supporto emodinamico. Ogni decisione viene rivista giorno per giorno sulla base degli esami e della risposta ai trattamenti intensivi. L’indicazione condivisa è proseguire le cure nei centri svizzeri dove i pazienti sono stati presi in carico subito dopo il rogo.
Accanto ai ragazzi, famiglie assistite da psicologi e personale di mediazione, mentre la Protezione civile italiana mantiene contatti costanti per il supporto logistico. Per i non trasferibili, l’obiettivo resta evitare forzature nei tempi e negli spostamenti, considerati potenzialmente dannosi in questa fase clinica instabile.
Giovane milanese in terapia intensiva a Zurigo
Lo studente sedicenne del Liceo Virgilio di Milano, classe 3D, è ricoverato in terapia intensiva a Zurigo con quadro clinico definito serio e non stabilizzato. Le ustioni importanti e le complicanze respiratorie impongono monitoraggio continuo e rendono impraticabile il rientro in Italia con elicottero sanitario, a differenza dei compagni già trasferiti.
L’équipe svizzera ha aggiornato la valutazione nelle ultime ore, confermando la necessità di proseguire il supporto avanzato: ventilazione, controllo del dolore, gestione dei fluidi e prevenzione delle infezioni. Ogni ipotesi di spostamento è stata esclusa finché non emergeranno parametri vitali stabili e margini di sicurezza per il trasporto.
In reparto sono presenti i genitori, affiancati da psicologi; a Milano compagni e amici mantengono iniziative di solidarietà e messaggi di vicinanza. Le autorità competenti restano in contatto con la famiglia per garantire assistenza logistica senza interferire con le procedure cliniche in corso.
Caso della quindicenne biellese e percorso chirurgico
La quindicenne originaria di Biella, studentessa di liceo linguistico, è ricoverata in terapia intensiva a Zurigo con ustioni su circa il 70% del corpo e mantiene sedazione profonda. Nelle scorse ore è stata sottoposta a un intervento complesso di chirurgia delle ustioni, considerato passo iniziale di un percorso lungo e graduale. La prognosi resta riservata, con quadro grave ma stabile secondo i sanitari.
I medici escludono il trasferimento: la paziente non è trasportabile e la priorità resta la stabilizzazione, la protezione delle vie aeree e la prevenzione delle infezioni. Le prossime settimane saranno decisive per valutare l’efficacia delle procedure, l’attecchimento dei innesti e l’evoluzione respiratoria.
La famiglia, in accordo con l’équipe, ha scelto la continuità di cura nella struttura svizzera, ritenuta adeguata alla complessità clinica. La Protezione civile italiana mantiene un contatto costante per supporto logistico e assistenziale, nel pieno rispetto dei protocolli del centro grandi ustionati.
Coordinamento tra ospedali e aggiornamenti sui compagni trasferiti
Il raccordo tra strutture svizzere e italiane prosegue con scambi clinici costanti e criteri condivisi per l’eventuale trasferimento solo a stabilizzazione avvenuta. Tre coetanei dello studente del Liceo Virgilio sono stati trasferiti al Niguarda di Milano, dove restano in prognosi riservata sotto la supervisione del Centro grandi ustionati.
A Milano risultano seguiti complessivamente undici feriti tra terapia intensiva, subintensiva e percorsi specialistici; la maggioranza sono minorenni, con due donne adulte in carico ai reparti dedicati. Le équipe hanno eseguito interventi di copertura con cute bancaria, utilizzando circa 13 mila cm² di innesti, secondo protocolli per estese ustioni e protezione dal rischio infettivo.
Alcuni pazienti mostrano primi segnali di miglioramento, mentre per tre permangono condizioni critiche legate a danni polmonari da inalazione di fumi, con necessità di ventilazione meccanica. La priorità operativa resta la stabilizzazione dei non trasportabili in Svizzera e la continuità assistenziale dei ricoverati a Milano, evitando trasferimenti affrettati e garantendo uniformità di trattamento tra i centri coinvolti.
FAQ
- Quanti studenti italiani restano non trasferibili?
Due giovani sono giudicati non trasportabili e restano ricoverati in Svizzera. - Dove è ricoverato lo studente sedicenne di Milano?
È in terapia intensiva a Zurigo con quadro serio e non stabilizzato. - Qual è la situazione della quindicenne di Biella?
È in terapia intensiva a Zurigo, sedata, con ustioni sul 70% del corpo dopo un intervento complesso. - Quanti feriti sono seguiti a Milano?
Undici pazienti sono in carico al Niguarda tra intensiva, subintensiva e Centro grandi ustionati. - Che tipo di interventi sono stati eseguiti sui trasferiti?
Coperture delle ustioni con cute della banca, per un totale di circa 13 mila cm². - Perché non si effettuano nuovi trasferimenti?
Le condizioni instabili e i rischi in volo impongono la stabilizzazione prima di qualsiasi spostamento.




