Svizzera apre all’Italia sulle indagini segrete del rogo di Crans-Montana

Indagine congiunta tra Italia e Svizzera
Le autorità della Svizzera hanno accettato formalmente che l’Italia partecipi alle indagini sull’incendio del locale Le Constellation di Crans-Montana, in Canton Vallese, in cui la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone. La decisione è stata confermata da Ingrid Ryser, portavoce dell’Ufficio federale di giustizia (UFG), che ha annunciato l’avvio di una cooperazione giudiziaria strutturata tra i due paesi. Le vittime comprendono anche diversi cittadini italiani, elemento che ha spinto la procura di Roma ad aprire un fascicolo autonomo fin dai primi giorni successivi alla tragedia.
La collaborazione si fonda su un protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria, firmata sia dall’Italia che dalla Svizzera, che consente lo scambio di prove, documenti e atti investigativi in tempo reale. In questo quadro, il 13 gennaio la procura di Roma ha formalizzato una richiesta di assistenza giudiziaria, trasmessa dall’Ufficio federale di giustizia alla procura competente del Canton Vallese già il giorno successivo. Venerdì sera, le autorità vallesane hanno concesso l’assistenza giudiziaria, aprendo la strada a un’indagine coordinata su dinamiche, responsabilità e eventuali omissioni di sicurezza.
A metà febbraio è previsto un primo incontro operativo tra le autorità penali dei due paesi, che sarà accompagnato dall’Ufficio federale di giustizia con l’obiettivo dichiarato di «chiarire i dettagli della collaborazione e coordinare le procedure». Per gli inquirenti italiani, l’accesso immediato alle prove già raccolte in Svizzera – rilievi tecnici, testimonianze, perizie preliminari – rappresenta un elemento cruciale per ricostruire con precisione la posizione delle vittime italiane e le eventuali responsabilità penali dei gestori e dei proprietari del locale.
Squadra investigativa comune e risvolti diplomatici
La prospettiva di una «squadra investigativa comune» tra Italia e Svizzera ha avuto da subito una forte valenza politica e diplomatica, oltre che giudiziaria. Il governo italiano aveva infatti posto la creazione di questo meccanismo di cooperazione rafforzata come condizione per il rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma in modo irrituale per segnalare il profondo dissenso rispetto alle prime decisioni della magistratura elvetica. Il caso è esploso in particolare dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation, ritenuto dal governo italiano una scelta prematura rispetto alla gravità dei fatti contestati.
La possibilità di costituire una squadra investigativa congiunta rientra sempre nel quadro della Convenzione europea di assistenza giudiziaria e delle sue integrazioni, che prevedono forme avanzate di cooperazione, fino alla partecipazione diretta di magistrati e forze di polizia di un paese agli atti compiuti nell’altro. In pratica, questo consentirebbe agli inquirenti italiani di assistere agli interrogatori, alle perizie tecniche e agli accertamenti sui sistemi antincendio e sulle vie di fuga del locale di Crans-Montana. Allo stesso tempo, le autorità svizzere potrebbero richiedere supporto investigativo in Italia, per ricostruire il profilo delle vittime e di eventuali soggetti coinvolti nelle attività del club.
La gestione di questo delicato equilibrio tra sovranità giudiziaria e cooperazione transfrontaliera sarà uno dei temi centrali del vertice di metà febbraio, in cui l’Ufficio federale di giustizia avrà il compito di mediare tra le esigenze delle due procure. L’obiettivo, condiviso a livello politico, è evitare frizioni diplomatiche e garantire alle famiglie delle vittime – svizzere, italiane e di altre nazionalità – un percorso di verità il più possibile rapido, trasparente e fondato su prove tecniche solide.
Profili giuridici, responsabilità e impatto pubblico
Dal punto di vista giuridico, l’inchiesta sull’incendio di Le Constellation solleva questioni centrali in materia di sicurezza nei locali pubblici, normativa antincendio e gestione del rischio in eventi ad alta affluenza come la notte di Capodanno. Gli inquirenti del Canton Vallese stanno esaminando la conformità delle strutture, la capienza autorizzata, l’efficienza delle uscite di emergenza e l’eventuale presenza di materiali altamente infiammabili negli arredi e nelle decorazioni. In parallelo, la procura di Roma dovrà valutare se le condizioni in cui si sono trovati i cittadini italiani configurino responsabilità aggravate o ipotesi di disastro colposo con plurimi omicidi colposi.
Per gli esperti di diritto internazionale e di cooperazione giudiziaria, il caso rappresenta un banco di prova per gli strumenti europei di assistenza tra autorità di paesi diversi. Il fatto che Italia e Svizzera abbiano aderito agli stessi protocolli consente uno scambio quasi immediato di rogatorie, atti e prove, riducendo i tempi morti tipici delle inchieste transfrontaliere. La creazione di una possibile squadra investigativa comune, se confermata, potrebbe diventare un modello per future indagini complesse che coinvolgono cittadini di più Stati e fatti accaduti fuori dai confini nazionali.
Sul piano dell’opinione pubblica, la decisione di richiamare l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado e le critiche italiane alla scarcerazione di Jacques Moretti hanno acceso il dibattito sui rapporti tra Roma e Berna. Le famiglie delle vittime chiedono verità e responsabilità chiare, mentre i governi puntano a evitare escalation diplomatiche e a mantenere un dialogo costruttivo con le rispettive magistrature indipendenti. Nei prossimi mesi, la trasparenza delle comunicazioni ufficiali e l’accesso alle informazioni sull’avanzamento delle indagini saranno decisivi anche per la credibilità delle istituzioni coinvolte, sia in Svizzera che in Italia.
FAQ
Dove è avvenuto l’incendio che ha causato 40 morti?
L’incendio è avvenuto nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Canton Vallese, in Svizzera.
Perché l’Italia partecipa alle indagini in Svizzera?
L’Italia partecipa perché tra le 40 vittime ci sono cittadini italiani e la procura di Roma ha aperto un’indagine autonoma.
Qual è il ruolo dell’Ufficio federale di giustizia svizzero?
L’Ufficio federale di giustizia coordina l’assistenza giudiziaria verso l’Italia e accompagna gli incontri tra le autorità penali dei due paesi.
Che cos’è la squadra investigativa comune?
È un meccanismo di cooperazione che permette a magistrati e investigatori di Italia e Svizzera di lavorare insieme sulla stessa indagine condividendo atti e prove.
Perché l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado era stato richiamato a Roma?
L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado è stato richiamato per protestare contro la scarcerazione del proprietario del locale, Jacques Moretti.
Quali norme regolano la cooperazione tra Italia e Svizzera?
La cooperazione si basa sulla Convenzione europea di assistenza giudiziaria e sul suo protocollo aggiuntivo, sottoscritti da entrambi gli Stati.
Cosa ottengono concretamente gli inquirenti italiani da questa collaborazione?
Gli inquirenti italiani ottengono accesso alle prove già raccolte in Svizzera, come perizie, testimonianze e documentazione tecnica sul locale.
Qual è la fonte originale delle informazioni sull’accordo di cooperazione?
Le informazioni provengono da dichiarazioni ufficiali di Ingrid Ryser dell’Ufficio federale di giustizia svizzero e dalle comunicazioni delle procure coinvolte.




