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Carnevale di Venezia 2026, le maschere storiche tornano protagoniste
Il Carnevale di Venezia 2026 entra nella fase centrale con il ritorno delle maschere dei Carnevali storici italiani, coordinate da Unpli e Fondazione Pro Loco Italia. Oltre undici gruppi da otto regioni trasformano Venezia in un laboratorio vivo di patrimonio culturale immateriale, dove riti comunitari, teatralità popolare e costumi artigianali dialogano con un pubblico internazionale. In questo quadro, le Pro Loco assumono il ruolo di mediatori culturali, collegando piccoli centri e grande evento globale in una narrazione coerente di identità, memoria e sviluppo locale.
Campania ed Emilia-Romagna, i Carnevali contadini e satirici
La Campania porta a Venezia tre declinazioni del Carnevale contadino. La Pro Loco Eboli propone la maschera di don Annibale, farsa settecentesca che unisce canto, musica e recitazione in un rito collettivo chiuso dalla tarantella.
Con la Pro Loco Olevano sul Tusciano arriva il Carnevale dei Poveri – “La Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”, racconto antropologico del ciclo agricolo affidato a tredici figuranti simbolici.
La Pro Loco Aquara presenta la manifestazione dei mesi, mascherata in rima dove dodici mesi e stagioni evocano morte, rinascita e fatica agraria. Dall’Emilia-Romagna la Pro Loco Civitella di Romagna porta le maschere in cartapesta e i Pasqualotti, sintesi di satira sociale e cultura romagnola.
Friuli Venezia Giulia e Lazio, riti propiziatori e danze rinascimentali
Dal Friuli Venezia Giulia arriva il Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, uno dei Carnevali rituali più antichi delle Valli del Natisone. Maschere multicolori, campanacci e cortei itineranti mettono in scena il passaggio dall’inverno alla primavera, in un rituale propiziatorio di forte valenza comunitaria.
Dal Lazio la Pro Loco Cori presenta la Compagnia Rinascimentale “Tres Lusores”, che ricostruisce filologicamente le danze del XVI secolo tratte dai trattati di Fabritio Caroso.


La dimensione di corte dialoga così con la tradizione popolare, offrendo a Venezia una lettura storica del Carnevale come spazio di incontro tra élite e culture locali.
Liguria, Sicilia e Veneto: identità locali in dialogo con Venezia
Le maschere storiche di Liguria, Sicilia e Veneto evidenziano la varietà dei linguaggi carnevaleschi italiani, dalla Commedia dell’Arte alla sartoria d’arte, fino alle mascherate alpine. In questo mosaico, il Carnevale diventa strumento di narrazione territoriale e asset strategico per il turismo culturale. Le Pro Loco agiscono come garanti di autenticità, mantenendo il legame tra riti originari e contesto contemporaneo di Venezia, evitando derive puramente spettacolari.
Le maschere liguri tra Commedia dell’Arte e tradizione marinara
Dalla Liguria arrivano le maschere coordinate dalle Pro Loco territoriali. La Pro Loco Genova porta figure cittadine come Capitan Spaventa, O Marcheise e O Paisan, radicate nella Commedia dell’Arte e nel tessuto popolare genovese.
La Pro Loco Savona valorizza Re Cicciolin, simbolo del Carnevale savonese e della cultura marinara. La Pro Loco La Spezia accompagna Batiston e Maìa, protagonisti del Carlevà spezzino con rituale di matrimonio e rogo finale.
La Pro Loco Loano presenta Puè Pepin e Beciancin, maschere del CarnevaLöa, in cui satira, cartapesta e comunità costruiscono una narrazione condivisa della città.
Sicilia e Veneto tra costumi d’arte e mascherate alpine
Dalla Sicilia l’associazione A Maschira con la Pro Loco San Filippo del Mela porta la leggenda degli Scacciùni, caratterizzata dall’imponente copricapo conico ornato da nastri multicolori, emblema di orgoglio e memoria collettiva.
Il Comune di Misterbianco sfila con i celebri “Costumi più belli di Sicilia”, autentiche opere sartoriali frutto di mesi di lavoro, oggi risorsa identitaria e turistica.
Dal Veneto la Pro Loco Canale d’Agordo propone la Zinghenésta, mascherata alpina che culmina nel processo al Carnevale, rito catartico di passaggio alla Quaresima, mentre lo Zogo de l’Oca della Pro Loco Mirano rappresenta una delle tradizioni popolari più riconoscibili della terraferma veneziana.
Sardegna, ruolo delle Pro Loco e valore del patrimonio immateriale
La presenza della Sardegna e le dichiarazioni dei vertici di Unpli e Fondazione Pro Loco Italia chiariscono la dimensione strategica del Carnevale di Venezia come piattaforma del patrimonio immateriale nazionale. In quest’ottica, maschere, musiche e ritualità diventano strumenti attivi di coesione sociale, promozione culturale e sviluppo sostenibile dei territori, in linea con gli orientamenti internazionali sulla salvaguardia delle tradizioni viventi.
La forza arcaica del Carnevale di Sardegna
Dalla Sardegna arriva la maschera arcaica di Su Bundhu di Orani, figura antropo-bovina in sughero e orbace, legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali. Simbolo di fertilità e forza primordiale, agisce come ponte tra mondo contadino e sensibilità contemporanea.
I festeggiamenti sono accompagnati dalle musiche tradizionali della Barbagia: i suonatori di launeddas di San Vito creano un suono continuo e rituale che interagisce con gesti delle maschere e fuoco.
L’insieme costruisce un paesaggio sonoro immersivo, percepito dal pubblico veneziano come esperienza culturale totale, più che semplice spettacolo folklorico.
Dichiarazioni Unpli e valore strategico del Carnevale
Antonino La Spina, presidente Unpli, sottolinea: “Il Carnevale è un grande racconto collettivo: dietro ogni maschera c’è una comunità, dietro ogni rito c’è un territorio che resiste e si rinnova”. Tornare a Venezia con i Carnevali della tradizione significa riaffermare il ruolo delle Pro Loco nella tutela del patrimonio immateriale.
Fernando Tomasello, coordinatore del Centro Studi di Fondazione Pro Loco Italia, evidenzia: “Le nostre maschere non sono folklore statico, ma strumenti vivi di identità, coesione e sviluppo territoriale”.
L’Unpli rimarca come il 16 febbraio non sia solo una sfilata, ma un incontro tra comunità, in cui Venezia diventa crocevia delle identità locali e spazio di rappresentazione dell’Italia più autentica.
FAQ
Qual è il ruolo delle Pro Loco nel Carnevale di Venezia 2026?
Le Pro Loco coordinano i Carnevali storici, garantiscono autenticità dei riti, accompagnano le comunità partecipanti e trasformano il Carnevale in strumento di valorizzazione territoriale e promozione culturale strutturata.
Quante regioni italiane sono rappresentate con maschere storiche?
Sono presenti gruppi da almeno otto regioni: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Sicilia, Veneto e Sardegna, offrendo un quadro ampio dei Carnevali rituali italiani.
Perché le maschere campane sono considerate espressione contadina?
Le maschere della Campania raccontano il ciclo agrario attraverso mesi, stagioni, morte e rinascita, usando rime, canti e tarantelle collettive che derivano da antiche comunità rurali e dai loro calendari rituali.
Cosa distingue il Pust di Mersino dalle altre sfilate carnevalesche?
Il Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, è un Carnevale rituale: cortei itineranti, campanacci e maschere multicolori celebrano il passaggio stagionale, con forte funzione propiziatoria e identitaria per le Valli del Natisone.
In che cosa eccelle il Carnevale di Misterbianco in Sicilia?
Il Comune di Misterbianco è noto per i “Costumi più belli di Sicilia”, creazioni sartoriali di alto livello artigianale, frutto di mesi di lavoro collettivo, divenute simbolo riconoscibile del Carnevale isolano.
Qual è il significato di Su Bundhu di Orani in Sardegna?
Su Bundhu di Orani incarna un’energia arcaica legata a fuoco, cicli agro-pastorali e fertilità; la maschera antropo-bovina rappresenta la forza primordiale che protegge e rigenera la comunità rurale.
Come viene interpretato il Carnevale dal presidente Unpli Antonino La Spina?
Antonino La Spina vede il Carnevale come “grande racconto collettivo”, in cui ogni maschera custodisce la storia di una comunità e ogni rito testimonia la capacità dei territori di resistere e innovarsi nel tempo.
Qual è la fonte originale delle informazioni sul Carnevale di Venezia 2026?
Le informazioni analizzate provengono da una nota di agenzia firmata Adnkronos relativa al programma del Carnevale di Venezia 2026 e al coinvolgimento delle Pro Loco coordinato da Unpli.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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