Strage di Crans-Montana, la mossa disperata di Jessica Moretti che cambia tutto sulla tragedia

Indice dei Contenuti:
Difesa dei Moretti e dolore per le vittime
Gli avvocati dei coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation di Crans-Montana, hanno scelto di intervenire pubblicamente solo a distanza di diversi giorni dalla strage, spiegando che il silenzio iniziale era dettato dal rispetto verso le vittime, i feriti e i loro familiari.
Secondo i tre legali, Yaël Hayat, Patrick Michod e Nicola Meier, negli ultimi giorni si sarebbe consolidata una rappresentazione parziale e distorta dei fatti, che non restituirebbe la reale posizione dei loro assistiti.
Viene sottolineato come i Moretti si sentano investiti da un’enorme responsabilità morale per quanto accaduto all’interno del locale, dove nell’incendio hanno perso la vita 40 persone e oltre 120 sono rimaste ferite.
I difensori descrivono i coniugi come «devastati dal dolore», evidenziando che considerano le vittime non solo clienti, ma parte integrante dell’identità del Constellation.
Nella loro ricostruzione, queste morti rappresentano anche una frattura personale profonda per i proprietari, che riconoscono il peso del ruolo avuto nella gestione del luogo, pur contestando alcuni addebiti emersi nel dibattito pubblico.
Per gli avvocati, è ora necessario affiancare al cordoglio una ricostruzione dei fatti basata sugli atti d’indagine, nel tentativo di limitare derive accusatorie ritenute prive di riscontro e di riportare il confronto su un piano più aderente agli elementi oggettivi.
Contestazione delle accuse e chiarimenti sul ruolo di Jessica
La difesa dei coniugi Moretti contesta con forza la narrazione circolata in queste settimane, definendola frutto di una «lettura deformata» degli eventi di Crans-Montana.
Al centro delle polemiche viene collocato in particolare il presunto video che mostrerebbe Jessica Moretti allontanarsi dal locale Le Constellation portando con sé la cassa, ricostruzione che i legali respingono come priva di fondamento.
Gli avvocati parlano apertamente di materiale «fabbricato» e affermano che non esiste alcuna sequenza autentica che attesti una fuga con l’incasso.
Secondo la versione difensiva, l’uscita repentina di Jessica dal club non sarebbe stata dettata dalla volontà di mettersi in salvo o di sottrarre denaro, ma dalla necessità urgente di avvisare i vigili del fuoco.
I legali ricordano che la donna è figlia di un pompiere e che la sua priorità, nell’immediatezza del rogo, sarebbe stata quella di attivare rapidamente i soccorsi, circostanza che – sostengono – risulta confermata dagli accertamenti finora compiuti.
In questa prospettiva, l’uscita di corsa dal locale viene descritta come un gesto funzionale alla gestione dell’emergenza, e non come un comportamento di fuga o di abbandono dei presenti.
FAQ
D: Chi sono i coniugi Moretti coinvolti nella vicenda di Crans-Montana?
R: Jacques e Jessica Moretti sono i proprietari del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro dell’incendio costato la vita a 40 persone e con oltre 120 feriti.
D: Perché gli avvocati dei Moretti sono intervenuti pubblicamente solo dopo alcuni giorni?
R: I legali spiegano che la scelta iniziale di non rilasciare dichiarazioni era motivata dal rispetto per le vittime, per i feriti e per le loro famiglie, e che solo in un secondo momento hanno ritenuto necessario replicare alle ricostruzioni ritenute distorte.
D: Cosa contesta la difesa riguardo al presunto video di Jessica con la cassa?
R: Gli avvocati affermano che il video in cui Jessica Moretti sarebbe ripresa mentre lascia il locale con la cassa è inesistente o falsato, parlano di materiale «fabbricato» e negano che vi sia una prova autentica di una fuga con l’incasso.
D: Qual è la spiegazione fornita per l’uscita di corsa di Jessica dal locale?
R: Secondo la difesa, Jessica è uscita velocemente dal Constellation esclusivamente per avvisare i vigili del fuoco, agendo con l’obiettivo di attivare quanto prima i soccorsi.
D: In che modo la biografia personale di Jessica viene richiamata dagli avvocati?
R: I legali ricordano che Jessica Moretti è figlia di un pompiere, elemento che a loro giudizio conferma la sua attenzione verso le procedure di emergenza e rafforza la tesi di un’azione orientata all’allerta dei soccorsi.
D: Qual è la posizione della difesa rispetto alla rappresentazione mediatica dei fatti?
R: Gli avvocati parlano di «deriva accusatoria» e di una narrazione mediatica che avrebbe semplificato e distorto gli eventi, chiedendo che il dibattito si basi esclusivamente sugli atti e sugli accertamenti ufficiali.
D: Quale fonte giornalistica ha riportato per prima le dichiarazioni degli avvocati?
R: Le posizioni dei legali dei coniugi Moretti sono state rese note in particolare attraverso servizi della Radiotelevisione svizzera, indicata come uno dei principali canali di diffusione delle loro dichiarazioni.
Responsabilità sulla sicurezza del locale e materiali infiammabili
La difesa dei coniugi Moretti interviene anche sugli aspetti tecnici legati alla sicurezza del Le Constellation, concentrandosi in particolare sui materiali utilizzati per l’allestimento del soffitto e sulla gestione delle vie di fuga.
L’avvocato Patrick Michod sostiene che la schiuma installata nell’area interna fosse stata acquistata dopo avere chiesto indicazioni precise al fornitore circa l’uso in un locale aperto al pubblico.
Secondo la difesa, le verifiche precedenti all’incendio non avrebbero mai segnalato rischi specifici collegati a quel rivestimento, né avrebbero messo in luce la possibilità di un’ignizione così rapida e violenta.
L’avvocato Nicola Meier evidenzia che, solo dopo la tragedia di Crans-Montana, nei negozi che vendono lo stesso tipo di schiuma sarebbero apparsi avvisi ben visibili sui potenziali pericoli di infiammabilità.
Per i legali, ciò solleva interrogativi sulle informazioni fornite al momento dell’acquisto ai proprietari del Constellation, che non sarebbero tecnici del settore ma semplici clienti.
La responsabilità primaria, viene suggerito, ricadrebbe quindi su chi produce e commercializza il materiale, ritenuto tenuto a comunicare in modo chiaro le caratteristiche di rischio.
Sul fronte delle uscite, la difesa ricorda che nel seminterrato esisteva un’uscita di sicurezza dotata di maniglia antipanico, che per sua natura non potrebbe essere bloccata.
Al piano terra, oltre all’ingresso principale, era presente una porta di servizio con chiavistello, che secondo gli avvocati non andrebbe equiparata a un’uscita di sicurezza in senso tecnico.
Resta da chiarire chi abbia azionato il chiavistello di quella porta e per quale motivo, mentre le responsabilità legali, affermano, dovrebbero concentrarsi solo sulle vie di fuga ufficialmente omologate.
FAQ
D: Qual è la posizione della difesa sulla schiuma installata nel locale Le Constellation?
R: Gli avvocati sostengono che la schiuma sia stata acquistata da Jacques Moretti dopo aver chiesto informazioni sull’uso in un locale pubblico e che nessuna ispezione precedente avesse segnalato pericoli di infiammabilità.
D: Cosa afferma l’avvocato Patrick Michod riguardo ai controlli di sicurezza?
R: Michod dichiara che le verifiche svolte prima dell’incendio non avevano evidenziato problemi specifici legati alla schiuma del soffitto, né avevano indicato un rischio di incendio così estremo.
D: Perché l’avvocato Nicola Meier richiama l’attenzione sulle etichette dei prodotti?
R: Meier segnala che solo dopo la tragedia nei negozi sarebbero comparse avvertenze più evidenti sulla possibile infiammabilità della schiuma, ponendo dubbi sulle informazioni fornite ai Moretti al momento dell’acquisto.
D: Chi, secondo la difesa, dovrebbe essere ritenuto esperto sui rischi dei materiali?
R: I legali sostengono che a conoscere le reali caratteristiche della schiuma debba essere il produttore o il rivenditore, non i proprietari del locale, ritenuti privi di competenze specialistiche in materia.
D: Quali uscite di sicurezza erano presenti nel locale di Crans-Montana?
R: La difesa segnala un’uscita di sicurezza con maniglia antipanico nel seminterrato e, al piano terra, l’ingresso principale più una porta di servizio, che però non sarebbe classificata come uscita di sicurezza.
D: Perché la porta di servizio con chiavistello è al centro delle verifiche?
R: Gli avvocati affermano che occorrerà stabilire chi abbia azionato il chiavistello e per quale ragione, ma ribadiscono che tale porta non era destinata a fungere da uscita di emergenza certificata.
D: Quale fonte ha riportato le principali dichiarazioni sulla sicurezza del locale?
R: Le posizioni degli avvocati dei coniugi Moretti riguardo ai materiali e alle uscite di sicurezza sono state diffuse attraverso la Radiotelevisione svizzera, indicata come fonte giornalistica di riferimento.




