Strage di Capodanno a Crans-Montana: prime vittime italiane identificate, cresce il bilancio tra i giovani svizzeri
Bilancio e identificazioni delle vittime
Crans-Montana conta le vittime di una tragedia che ha colpito famiglie in tutta Europa. Le autorità del Cantone Vallese hanno confermato l’identità dei primi tre italiani morti nel rogo della notte di San Silvestro: Giovanni Tamburi, 16 anni, originario di Bologna; Achille Barosi, 16 anni, di Milano; e Emanuele Galeppini, 17 anni, giovane golfista di Genova. La conferma è arrivata dopo ore di verifiche incrociate tra polizia locale, consolati e famiglie, in un contesto ancora segnato dall’emergenza sanitaria per i numerosi feriti.
Indice dei Contenuti:
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Il bilancio complessivo resta pesante: sono quaranta le persone che hanno perso la vita durante i festeggiamenti di fine anno. Tra loro figurano anche otto giovani svizzeri, identificati dagli inquirenti locali, che si trovavano all’interno del locale al momento in cui le fiamme hanno avvolto la struttura. L’attività di riconoscimento procede senza sosta per attribuire un nome a tutte le vittime, con il supporto dei servizi forensi e dei team di crisi incaricati di gestire comunicazioni e assistenza ai familiari.
Parallelamente, il sistema sanitario continua a monitorare i sopravvissuti con lesioni gravi. All’Ospedale Niguarda di Milano sono ricoverati nove italiani con ustioni e danni respiratori dovuti all’intensa inalazione di fumo. Le condizioni sono sotto osservazione continua, mentre le procedure di trasferimento e rientro vengono valutate caso per caso in coordinamento con le autorità consolari.
Il quadro delle identificazioni si sta delineando con gradualità, ma la dimensione del disastro e la complessità delle operazioni sul luogo dell’incendio impongono tempi tecnici stringenti. Le famiglie sono seguite da unità specializzate nel supporto psicologico e dalle reti di assistenza attivate tra Italia e Svizzera, mentre la comunità internazionale resta in attesa di ulteriori aggiornamenti ufficiali sul completamento dell’elenco delle vittime.
Ipotesi sulle cause e dinamica dell’incendio
Gli investigatori del Cantone Vallese stanno ricostruendo minuto per minuto l’innesco e la propagazione del rogo che, nella notte di San Silvestro, ha trasformato un evento privato in una catastrofe. Le prime valutazioni tecniche indicano un’escalation rapidissima delle fiamme all’interno del locale di Crans-Montana, con un punto di origine ancora in corso di definizione. L’attenzione si concentra su possibili materiali altamente infiammabili presenti nell’allestimento e sulle condizioni di ventilazione, fattori che avrebbero favorito il cosiddetto “flashover”, rendendo impossibile un’evacuazione ordinata.
Secondo testimonianze raccolte dagli inquirenti, in pochi istanti la sala principale è stata saturata da calore e fumo denso, riducendo drasticamente la visibilità e disorientando i presenti. Diversi superstiti parlano di corridoi invasi da una coltre irrespirabile e di percorsi di fuga resi impraticabili dalla velocità con cui l’incendio ha coinvolto arredi e rivestimenti. In questo contesto, l’effettiva fruibilità delle uscite di emergenza è sotto verifica, così come la segnaletica interna, l’illuminazione di sicurezza e l’efficienza degli impianti antincendio.
I periti stanno valutando la conformità degli ambienti alle norme antincendio vigenti, con rilievi su compartimentazioni, carico di incendio, eventuali barriere tagliafumo e sistemi di allarme. La ricognizione comprende il controllo dei quadri elettrici, degli impianti audio-luci e di eventuali dispositivi temporanei utilizzati per la serata. Le analisi dei residui e la mappatura dei danni termici puntano a definire una sequenza causale univoca, distinguendo ciò che è stato danneggiato nella fase iniziale da quanto è stato coinvolto nella propagazione.
Le autorità hanno raccolto e incrociato immagini e video acquisiti da telefoni e sistemi di videosorveglianza, ritenuti fondamentali per delineare i tempi di reazione del personale e dei presenti. I frame iniziali mostrerebbero un peggioramento repentino della situazione, compatibile con un incendio a sviluppo esplosivo. Resta da accertare se siano intercorsi ritardi nell’attivazione dell’allarme, nell’apertura delle vie di fuga o nell’intervento con estintori portatili.
La dinamica dell’evacuazione è un nodo centrale: l’ipotesi operativa è che il flusso verso le uscite sia stato ostacolato dal panico e da colli di bottiglia in prossimità degli accessi principali. Gli esperti stanno verificando capienza, affollamento effettivo e distribuzione del pubblico negli ambienti nel momento in cui è scattata l’emergenza, per misurare la compatibilità tra numero di presenti e dotazioni di sicurezza. Accertamenti supplementari riguardano la manutenzione dei sistemi, la formazione del personale e l’eventuale presenza di combustibili accidentali o di fonti di calore vicino a materiali sensibili.
Gli esiti delle perizie laboratoristiche e degli accertamenti strutturali saranno incardinati nel fascicolo d’indagine, con particolare attenzione al tempo di sviluppo dell’incendio, alla traiettoria dei fumi e alle condizioni che hanno impedito a molti giovani di raggiungere l’esterno in sicurezza. La priorità resta definire un quadro probatorio solido sulle cause e sulle criticità che hanno amplificato l’impatto del rogo.
Indagini sui proprietari e responsabilità legali
La Procura del Cantone Vallese ha iscritto nel registro degli indagati i due proprietari del locale con l’ipotesi di omicidio colposo, alla luce degli elementi preliminari emersi sullo stato delle misure di sicurezza. Al centro dell’inchiesta figura la presunta non fruibilità di una uscita di emergenza, indicata come presente nella planimetria ma, secondo testimonianze convergenti, inaccessibile durante i minuti decisivi. Gli investigatori stanno acquisendo documentazione tecnica, manuali di esercizio e certificazioni antincendio per verificare procedure, manutenzioni e conformità normative.
I magistrati hanno disposto sequestri di impianti e arredi, oltre al prelievo dei registri di manutenzione, dei piani di evacuazione e della segnaletica di sicurezza. Particolare attenzione riguarda l’illuminazione di emergenza, la funzionalità dei dispositivi antincendio e l’eventuale presenza di ostacoli lungo i percorsi di fuga. Saranno valutate la capienza autorizzata, l’affollamento effettivo nella notte di San Silvestro e la formazione del personale addetto alla sicurezza, con accertamenti su turni, organici e tempi di reazione.
Le verifiche includono le comunicazioni intercorse tra i gestori e le autorità competenti, i contratti di servizio con aziende esterne e le relazioni degli ispettori antincendio. In parallelo, gli inquirenti stanno esaminando la catena delle decisioni nella gestione dell’emergenza: dall’attivazione dell’allarme alla gestione delle vie di fuga, fino all’uso di estintori portatili e all’assistenza ai presenti. La ricostruzione dei minuti iniziali, supportata da filmati e tracciati temporali, servirà a definire eventuali omissioni o ritardi imputabili alla gestione.
La posizione dei proprietari sarà valutata anche alla luce delle norme locali su prevenzione incendi, compartimentazione, carico di incendio e piani di evacuazione. In questa cornice, l’eventuale mancata conformità o l’inefficacia delle misure adottate potrebbe configurare profili di colpa specifica. Gli esiti delle perizie confluiranno in un quadro probatorio che, oltre alle responsabilità penali, potrà attivare procedimenti amministrativi e richieste risarcitorie da parte delle famiglie delle vittime e dei feriti.
Il fascicolo resta in evoluzione: la polizia scientifica e i periti nominati dalla Procura stanno completando rilievi su compartimentazioni, porte tagliafuoco, sistemi di allarme e piani di esodo, con l’obiettivo di definire se una corretta applicazione degli standard avrebbe potuto mitigare l’esito dell’incendio. Il confronto tra la conformità dichiarata e le condizioni riscontrate sul posto rappresenta il perno dell’accertamento sulle responsabilità dei gestori.
FAQ
- Quante sono le vittime confermate e chi sono gli italiani identificati?
Le vittime sono quaranta. Tra gli italiani identificati: Giovanni Tamburi (16, Bologna), Achille Barosi (16, Milano) ed Emanuele Galeppini (17, Genova). - Quanti giovani svizzeri risultano tra le vittime?
Gli inquirenti hanno confermato il decesso di otto giovani svizzeri. - Qual è l’ipotesi principale sulla dinamica dell’incendio?
Le perizie indicano una propagazione rapidissima, compatibile con un possibile flashover, favorita da materiali infiammabili e condizioni di ventilazione critiche. - Le uscite di emergenza erano accessibili?
La presenza di una uscita di sicurezza è documentata, ma più testimonianze riferiscono che fosse sbarrata o non fruibile: circostanza al vaglio della Procura. - Chi è indagato e con quale accusa?
Sono indagati i due proprietari del locale con l’ipotesi di omicidio colposo, in relazione a possibili violazioni delle norme di sicurezza. - Quali feriti italiani sono ricoverati e dove?
All’Ospedale Niguarda di Milano risultano ricoverati nove italiani con ustioni e problemi respiratori, sotto monitoraggio continuo.




