Springsteen scuote l’America con una canzone shock sulle violenze Ice

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Un brano politico che parla alle città ferite
La nuova canzone di Bruce Springsteen, Streets of Minneapolis, si inserisce nella tradizione del rocker americano di trasformare l’attualità in racconto musicale, prendendo apertamente posizione contro le violenze legate ai controlli migratori negli Stati Uniti. Nel testo, il cantautore si rivolge agli abitanti di Minneapolis, città segnata dall’uccisione di Alex Pretti e Renee Good, due immigrati colpiti a morte durante un’operazione dell’agenzia federale per l’immigrazione, l’Ice.
L’operazione viene evocata come un episodio di “terrorismo di Stato”, con le strade innevate che diventano teatro di sangue, paura e protesta civile. Springsteen descrive cittadini che, alle prime luci dell’alba, si schierano per la giustizia, mentre sul terreno restano “impronte insanguinate dove avrebbe dovuto esserci pietà”. L’immagine di due corpi lasciati morire sulla neve fa da simbolo di una nazione spaccata tra sicurezza e diritti umani.
Il brano è stato scritto, registrato e pubblicato in tempi strettissimi, quasi in presa diretta con i fatti di cronaca: una scelta che sottolinea l’urgenza del messaggio. Con l’invito a “restare liberi”, il musicista si rivolge non solo alla comunità migrante, ma a chiunque tema la deriva autoritaria di un potere che usa la forza come risposta standard al dissenso.
Il richiamo a Streets of Philadelphia e la tradizione civile di Springsteen
Il titolo Streets of Minneapolis richiama volutamente Streets of Philadelphia, brano del 1993 con cui Bruce Springsteen ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’Aids e sullo stigma verso le persone sieropositive. Come allora, anche oggi il rocker usa le “strade” come metafora di un’America ferita, dove i più vulnerabili pagano il prezzo più alto delle paure collettive.
Nel testo, l’Ice viene definita come “l’esercito privato di re Trump”, immagine che rovescia l’idea di un’agenzia preposta alla sicurezza, trasformandola in strumento personale di potere. Le “armi allacciate ai cappotti” evocano squadre paramilitari che arrivano per “far rispettare la legge, o così racconta la storia”, suggerendo una distanza profonda tra racconto ufficiale e realtà vissuta dai cittadini.
La canzone si inserisce nel filone delle ballad civili di Springsteen, da Born in the U.S.A. alle più recenti denunce sociali, in cui il rocker si fa portavoce di chi non ha accesso ai microfoni del potere. L’uso di personaggi nominali – Alex Pretti e Renee Good – restituisce un volto umano a ciò che spesso viene ridotto a statistica, ribadendo l’idea che ogni politica migratoria ha sempre un costo umano concreto.
Lo scontro con Trump e la reazione politica
La risposta di Donald Trump e della Casa Bianca non si è fatta attendere: un portavoce ha liquidato il brano come una “canzone casuale, con opinioni irrilevanti e informazioni inaccurate”. Un tentativo di marginalizzare il peso culturale di Bruce Springsteen, artista che da decenni incarna una certa idea di America popolare, progressista e attenta ai diritti civili.
Lo scontro tra i due non è nuovo. Il presidente aveva già definito Springsteen “sopravvalutato” e “un rocker secco e inaridito”, dopo che il musicista, dal palco di un concerto in Inghilterra, aveva accusato l’amministrazione di essere “corrotta, incompetente e traditrice”. Con Streets of Minneapolis, il confronto esce dall’ambito delle dichiarazioni e si cristallizza in una canzone destinata a circolare a lungo nei media e sui social.
Sul piano simbolico, il brano mette in discussione l’uso dei “corpi speciali” come strumento di gestione dei conflitti interni, evidenziando la frattura tra sicurezza percepita e diritti fondamentali. In un’America sempre più polarizzata, la scelta di un artista di peso come Springsteen di prendere apertamente posizione su Ice, immigrazione e violenza istituzionale rafforza il ruolo della musica come cronaca alternativa e come archivio emotivo delle crisi democratiche.
FAQ
D: Chi è l’autore di Streets of Minneapolis?
R: La canzone è firmata dal rocker americano Bruce Springsteen.
D: A chi è dedicato il brano?
R: È dedicato agli abitanti di Minneapolis, agli immigrati innocenti e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good.
D: Perché Springsteen cita “l’esercito privato di re Trump”?
R: È una metafora con cui critica il ruolo dell’agenzia federale Ice e il suo uso politico durante la presidenza Trump.
D: Qual è il legame con Streets of Philadelphia?
R: Il titolo richiama Streets of Philadelphia, altro brano di Springsteen dedicato a un’emergenza sociale, allora l’Aids.
D: Come ha reagito la Casa Bianca alla canzone?
R: Un portavoce della Casa Bianca ha definito il brano irrilevante e basato su informazioni inaccurate.
D: Che ruolo hanno Alex Pretti e Renee Good nel testo?
R: Sono i due immigrati uccisi nelle strade di Minneapolis, simbolo delle vittime della violenza istituzionale.
D: Perché il pezzo è importante per la discografia di Springsteen?
R: Perché conferma la sua vocazione di cantautore civile, capace di intervenire in tempo reale sulle crisi sociali americane.
D: Qual è la fonte originale delle informazioni sul brano?
R: Le informazioni riportate derivano da un articolo pubblicato su Amica.it, firmato da Andrea Barsanti il 29 gennaio 2026.




