Sport contro ansia e depressione, il sorprendente effetto da vera terapia

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Prescrivere il movimento come un farmaco
Per la salute mentale non è solo una questione di muscoli, ma di cervello, sinapsi e neurotrasmettitori. Le nuove evidenze scientifiche spingono la Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf) a chiedere agli specialisti di prescrivere l’attività fisica con la stessa sistematicità di un farmaco per ansia e depressione. Il messaggio arriva dal 27° congresso nazionale della Sinpf, in corso a Milano, a ridosso delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Gli studi più recenti mostrano che il movimento agisce sui sistemi dopaminergici e serotoninergici con un’efficacia paragonabile a quella di alcuni trattamenti farmacologici, soprattutto se integrato nei protocolli di cura. Secondo i presidenti Matteo Balestrieri e Claudio Mencacci, lo sport non può più essere un generico consiglio di stile di vita ma una vera “prescrizione clinica” strutturata.
L’idea di inserire l’esercizio fisico nei piani terapeutici non riguarda solo i casi lievi: nei disturbi dell’umore moderati o severi, il movimento appare come un alleato in grado di potenziare l’effetto di psicofarmaci e psicoterapia, riducendo ricadute e cronicizzazione. I dati di letteratura convergono su un punto: la sedentarietà rappresenta un fattore di rischio psichiatrico, mentre la regolarità dell’attività fisica è un fattore protettivo misurabile.
Giovani e adulti: come il movimento protegge il cervello
L’adolescenza è una finestra di vulnerabilità critica per l’insorgenza di disturbi dell’umore, come ricorda Matteo Balestrieri, già professore di psichiatria all’Università di Udine e co-presidente Sinpf. In questa fase lo stile di vita lascia tracce profonde sui circuiti neuronali, influenzando rischio e decorso di ansia e depressione.
Uno studio dell’Università del Sichuan, in Cina, documenta che i giovani che praticano regolare attività fisica riducono il rischio di sviluppare disturbi depressivi dal 15% al 22% rispetto ai coetanei sedentari. Ancora più rilevante: l’effetto protettivo rimane statisticamente significativo anche con incrementi modesti di movimento. Bastano 20 minuti di attività moderata 3 volte alla settimana per osservare una riduzione misurabile del rischio.
Negli adulti, una recente metanalisi su quasi 70.000 persone, pubblicata su Psychiatry Research, conferma che l’esercizio fisico riduce in modo moderato ma costante i sintomi d’ansia. Circa il 40% dei pazienti con ansia elevata sperimenta un miglioramento clinicamente rilevabile dopo un programma di esercizio strutturato, indipendentemente dal tipo di sport praticato.
Dal cortisolo al sonno: i meccanismi neurobiologici
Secondo Claudio Mencacci, psichiatra e direttore emerito del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, l’attività fisica regolare agisce su più fronti: dallo stress reattivo alla qualità del sonno, fino alle funzioni cognitive. Il movimento modula i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, rendendo il cervello più capace di gestire imprevisti ed emozioni intense.
Sul piano neurochimico, l’esercizio stimola il rilascio di serotonina, dopamina e noradrenalina, neurotrasmettitori chiave per l’equilibrio dell’umore, e aumenta i livelli di BDNF, il fattore neurotrofico che favorisce plasticità sinaptica e resilienza neuronale. Anche l’“igiene del sonno” migliora: addormentamento più rapido, meno risvegli notturni, maggiore profondità del sonno, parametri tutti cruciali per prevenire e contenere depressione e ansia.
Che sia attività aerobica o di resistenza, ciò che conta è la regolarità: il corpo “scarica” la tensione accumulata a livello neurologico, trasformando l’esercizio in un vero modulatore biologico dello stress. Per i clinici, questo significa ripensare le ricette: accanto a psicofarmaci e psicoterapia, andrebbero formalizzati protocolli di movimento personalizzati per età, condizioni fisiche e quadro psichiatrico.
FAQ
D: L’attività fisica può sostituire i farmaci per ansia e depressione?
R: Nella maggior parte dei casi no: va considerata un pilastro aggiuntivo che può ridurre sintomi, ricadute e dosaggi, sempre sotto controllo medico.
D: Quanti minuti di esercizio servono per un effetto protettivo nei giovani?
R: Gli studi citano 20 minuti di attività moderata, 3 volte alla settimana, come soglia minima con efficacia statisticamente significativa.
D: Che tipo di sport è più utile per la salute mentale?
R: Le evidenze mostrano benefici indipendenti dal tipo di sport: conta la regolarità, che sia attività aerobica, di resistenza o mista.
D: L’esercizio fisico è efficace anche per l’ansia negli adulti?
R: Sì, una metanalisi su quasi 70.000 persone indica che circa il 40% dei pazienti con ansia elevata migliora dopo programmi strutturati.
D: Perché il movimento aiuta l’umore a livello biologico?
R: Agisce su dopamina, serotonina, noradrenalina e BDNF, riduce il cortisolo e migliora plasticità cerebrale e gestione dello stress.
D: Chi dovrebbe “prescrivere” l’attività fisica come terapia?
R: Psichiatri, medici di medicina generale e specialisti dovrebbero inserirla formalmente nei protocolli terapeutici personalizzati.
D: Camminare a passo svelto è sufficiente per ottenere benefici psichici?
R: Per molti pazienti sì, se praticato con costanza almeno 3 volte a settimana e integrato in uno stile di vita complessivamente attivo.
D: Qual è la fonte principale delle evidenze citate?
R: Le informazioni derivano da comunicazioni della Sinpf, studi dell’Università del Sichuan e metanalisi pubblicate su Psychiatry Research, riportate dall’agenzia ANSA.




