Spiaggia nel terrore: cinque teste mozzate e messaggio di minacce sconvolgono i turisti
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Ritrovamento macabro sulla spiaggia
Puerto López, provincia di Manabí, è stata scossa da un ritrovamento agghiacciante: cinque teste umane sono state esposte sulla spiaggia di Los Álamos con un messaggio di minacce. L’episodio è avvenuto ieri, domenica 11 gennaio, poco dopo le 8:40, in un’area turistica vicina alla riva e a un hotel, in pieno giorno e alla vista di residenti e visitatori.
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Un gruppo di persone in passeggiata ha notato i resti e ha allertato immediatamente le autorità. Secondo il rapporto della Polizia Nazionale, i cinque “frammenti anatomici” erano “sospesi in aria con una corda”, fissata tra due pali. Accanto, un’asse di legno riportava un testo intimidatorio: “La città ci appartiene. Continuate a derubare i pescatori, vi abbiamo già identificati”.
Nel messaggio compare il termine “vacunas”, usato localmente per indicare estorsioni imposte da bande in cambio di presunta protezione. Le immagini circolate sui social confermano la messa in scena e il tenore della minaccia, amplificando lo sconcerto della comunità già provata dall’espansione della criminalità organizzata lungo la costa ecuadoregna.
Identificazione delle vittime
Quattro delle cinque persone decapitate sono state riconosciute in via preliminare dai familiari accorsi sul posto: Pedro Ángel Mero Muñoz (34), Jorge Luis Quijije Quijije (22), Anthony Bartolo Anchundia Figueroa (20) e Bernardo Ramón Medranda Mendoza (24). La quinta vittima resta senza identità ufficiale. Le autorità hanno precisato che i primi tre non risultano avere precedenti penali registrati.
Per Medranda Mendoza emerge un precedente del 2015 per possesso illecito di arma da fuoco. Questa informazione è stata incrociata con i registri giudiziari e le verifiche in loco, mentre proseguono gli accertamenti forensi per consolidare l’attribuzione anagrafica e ricostruire i movimenti delle vittime nelle ore precedenti al ritrovamento.
Le unità specializzate del Dinased hanno isolato l’area e raccolto tracce utili, estendendo le ricerche nei dintorni per rintracciare i resti mancanti e possibili elementi biologici o materiali. Dopo ore di rastrellamenti, non sono stati recuperati i corpi. Gli investigatori stanno ora correlando testimonianze, immagini social e segnalazioni territoriali per definire legami tra le vittime e l’avvertimento esposto sulla spiaggia.
Piste investigative e contesto criminale
Gli inquirenti valutano una matrice legata alle estorsioni note come “vacunas”, richiamate esplicitamente nel messaggio affisso accanto ai resti. La dinamica suggerisce un’azione dimostrativa con finalità di controllo sociale e intimidazione economica su pescatori e commercianti della costa di Puerto López e aree limitrofe.
Le indagini incrociano la recente scia di violenza registrata tra il 27 e il 28 dicembre, quando attacchi coordinati hanno causato nove vittime, incluso un neonato, nell’area di San Pedro. Gli investigatori analizzano convergenze operative, modalità d’azione e reti logistiche per capire se gli autori appartengano a cellule in competizione per la gestione delle economie illegali sul litorale di Manabí.
Fonti di polizia ipotizzano una disputa interna a gruppi riconducibili ai Los Choneros, con la possibilità che l’esposizione dei resti sia un messaggio disciplinare rivolto a rivali e alla popolazione. Il Dinased sta mappando flussi di comunicazioni, veicoli e movimenti sospetti, mentre si cercano collegamenti tra le vittime e circuiti di riscossione illecita. Nessun arresto è stato comunicato; gli accertamenti proseguono su telefoni, telecamere e tracciati di geolocalizzazione raccolti nelle ultime 48 ore.
FAQ
- Qual è la pista principale? Un atto dimostrativo connesso alle estorsioni “vacunas” contro pescatori e commercianti.
- Chi sono i gruppi sotto osservazione? Cellule legate ai Los Choneros in conflitto per il controllo territoriale.
- Ci sono collegamenti con fatti recenti? Sì, si esaminano gli attacchi di fine dicembre nella zona di San Pedro.
- Qual è lo stato delle indagini? Raccolta di prove digitali e forensi, nessun arresto confermato.
- Le vittime avevano precedenti? Tre no; uno risulta con un precedente del 2015 per arma da fuoco; una persona non è ancora identificata.
- Qual è il messaggio lasciato? Rivendicazione di controllo della città e minacce a chi “deruba i pescatori”.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Riferimenti a informazioni riportate da El Universo e comunicazioni della Polizia Nazionale.




