SpaceX valuta storica quotazione in Borsa globale, Musk affida mandato esclusivo alle principali banche d’affari di Wall Street

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SpaceX prepara la maxi-IPO: Musk schiera le grandi banche di Wall Street
La regia di Wall Street
SpaceX si prepara a una delle operazioni di mercato più attese del decennio, con un collocamento azionario che punta a riscrivere le gerarchie della finanza globale. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, il gruppo guidato da Elon Musk avrebbe selezionato come capofila un poker di banche statunitensi di primissimo piano: Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley. Altri istituti sarebbero in negoziazione per entrare nel consorzio di collocamento.
La scelta dei lead manager rappresenta un passaggio cruciale nella marcia verso la Borsa, perché definisce la struttura dell’operazione, il target di investitori e la strategia di pricing. Per gli istituzionali globali, l’IPO della società spaziale è destinata a diventare una delle principali “must have” del listino tecnologico USA, con forte competizione per accaparrarsi le tranche di maggior pregio.
L’assenza di conferme ufficiali da parte dell’azienda e delle banche coinvolte è coerente con la sensibilità dell’iter regolamentare e con la volontà di evitare fughe in avanti su valutazioni e tempistica, in un contesto di massima attenzione da parte delle autorità di vigilanza.
Numeri record e valutazioni stellari
Le prime stime sul collocamento parlano di un’operazione potenzialmente superiore ai 30 miliardi di dollari raccolti, con una capitalizzazione teorica che potrebbe avvicinarsi a 1,5 trilioni. Un livello che proietterebbe SpaceX tra i gruppi più valutati al mondo nel perimetro tech, difesa, spazio e telecomunicazioni, consolidando il ruolo di piattaforma infrastrutturale chiave per l’accesso all’orbita bassa.
Sul mercato privato, una transazione interna di vendita di azioni ha già fissato la valutazione intorno agli 800 miliardi di dollari, segnalando un fortissimo interesse degli investitori pre-IPO. Il divario tra la stima privata e quella potenziale in sede di quotazione lascia intravedere margini significativi di rivalutazione, ma anche un alto grado di aspettative incorporate nel prezzo.
La traiettoria industriale della società – dai lanci riutilizzabili al progetto di costellazione satellitare Starlink – alimenta la narrativa di un campione in grado di coniugare hardware spaziale, servizi digitali e ricavi ricorrenti, elementi molto apprezzati dagli investitori growth globali.
Quiet period e prossime tappe
In linea con le prassi di mercato per le società in fase avanzata di quotazione, SpaceX ha comunicato ai dipendenti l’ingresso in un “quiet period”, imponendo la massima riservatezza su numeri, tempistiche e dettagli dell’IPO. Questa fase è pensata per ridurre il rischio di informazioni fuorvianti che possano influenzare la formazione dei prezzi o generare contenziosi regolamentari.
L’avvio del silenzio societario indica che il lavoro con i consulenti finanziari è entrato nel vivo: definizione del prospetto, affinamento dei dati economico-finanziari, preparazione del roadshow e mappatura degli investitori globali, dai grandi fondi pensione ai sovrani mediorientali, fino agli asset manager specializzati in tech e difesa.
Molto dipenderà anche dal contesto macro: volatilità dei tassi, umore del Nasdaq e appetito per le large cap di crescita. Una finestra di mercato favorevole potrebbe anticipare il debutto già entro l’anno, mentre uno scenario più turbolento spingerebbe a un timing più prudente per massimizzare la domanda istituzionale.
FAQ
D: Che cosa sta preparando SpaceX?
R: Sta lavorando a una grande IPO con l’assistenza delle principali banche di Wall Street.
D: Quali banche risultano coinvolte come lead manager?
R: Secondo le indiscrezioni, sarebbero Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley.
D: Qual è l’ammontare stimato del collocamento?
R: Le stime parlano di oltre 30 miliardi di dollari raccolti in sede di offerta pubblica.
D: A quanto potrebbe arrivare la valutazione in Borsa?
R: Le ipotesi indicano una capitalizzazione potenziale fino a circa 1,5 trilioni di dollari.
D: Qual è la valutazione emersa dalle operazioni sul mercato privato?
R: Una recente vendita interna di azioni ha fissato il valore intorno agli 800 miliardi di dollari.
D: Perché SpaceX ha introdotto un quiet period?
R: Per rispettare le regole di mercato e limitare dichiarazioni pubbliche sulla futura IPO.
D: Ci sono conferme ufficiali da parte dell’azienda o delle banche?
R: Al momento non sono arrivati commenti ufficiali né da SpaceX né dagli istituti coinvolti.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle informazioni sull’IPO?
R: I dettagli sono stati riportati dal Financial Times e ripresi da Teleborsa nella nota del 23-01-2026.




