Sopravvissuti di Crans-Montana raccontano la verità scomoda su Jessica Moretti

Testimonianze dal reparto grandi ustionati
Nel reparto grandi ustionati dell’ospedale universitario di Liegi, il risveglio di una diciottenne segna una svolta nelle indagini sull’incendio del locale Le Constellation di Crans-Montana. Le sue parole, raccolte dalla stampa belga, stanno orientando l’opinione pubblica e il lavoro degli inquirenti, alimentando interrogativi su responsabilità, soccorsi e controlli preventivi.
Le testimonianze dei giovani sopravvissuti offrono una ricostruzione diretta di una notte descritta come «puro caos», destinata a segnare una generazione.
Il racconto di Roze e il caos della notte di Capodanno
La giovane Roze, 18 anni, racconta settimane di coma farmacologico prima del risveglio a Liegi. Descrive l’interno del Le Constellation avvolto dalle fiamme in pochi minuti, il fumo denso, le urla, le uscite di sicurezza difficili da raggiungere. Parla di corpi ammassati vicino alle porte, di vestiti incendiati e di amici dispersi in pochi istanti.
Definisce quella notte un momento che «non finirà mai davvero», sottolineando traumi fisici permanenti e un dolore psicologico che accompagna ogni risveglio in ospedale.
Le accuse ai gestori e la questione dell’aiuto mancato
Nella sua testimonianza, Roze punta direttamente il dito contro Jessica Moretti, indicata come una delle responsabili del locale di Crans-Montana. Racconta di averla vista piangere mentre il bar bruciava, ma senza prestare soccorso ai feriti, molti dei quali gravemente ustionati a pochi passi.
«Non ci ha nemmeno chiesto come stavamo», afferma la ragazza, giudicando «inaccettabile» quell’atteggiamento. Le sue parole rafforzano l’indignazione di familiari e amici delle vittime contro la gestione del locale e la cultura dell’impunità percepita.
La rabbia dei sopravvissuti e delle famiglie
Altri giovani ricoverati in diversi ospedali svizzeri confermano un clima di crescente rabbia verso i proprietari del Le Constellation e verso chi avrebbe dovuto garantire sicurezza e controlli. Non si tratta solo di ricerca di colpevoli, ma di richiesta di un cambiamento strutturale nelle responsabilità, dalle amministrazioni locali alla gestione privata dei locali notturni.
Le loro parole delineano una frattura profonda tra generazioni e istituzioni.
Le richieste di giustizia di Daris Gegic
Daris Gegic, 22 anni, ricoverato a Sierre, dopo aver ripreso a parlare racconta l’angoscia vissuta nel locale in fiamme e il senso di abbandono successivo. Sostiene che i coniugi Moretti avrebbero dovuto essere arrestati immediatamente, ritenendo «ingiusto» vederli in libertà mentre i feriti lottano tra la vita e la morte.
Le sue dichiarazioni, riportate da Le Nouvelliste, denunciano un sistema che appare lento, distante e più attento alle procedure che al dolore concreto delle vittime e dei loro familiari.
L’indignazione collettiva in Svizzera
In molte città della Svizzera cresce la critica verso le autorità comunali di Crans-Montana e verso i proprietari del Le Constellation, rilasciati dalla custodia cautelare. Sui media e sui social circola l’accusa di essere stati «lasciati liberi di distruggere le prove», percezione che alimenta sfiducia nella giustizia.
I familiari denunciano una catena di omissioni: controlli antincendio ritenuti insufficienti, piani di evacuazione poco chiari, affollamento eccessivo. Il rogo diventa così simbolo di un sistema di sicurezza considerato inadeguato rispetto ai rischi reali.
Una generazione segnata dal rogo del Constellation
Per molti adolescenti e giovani adulti, l’incendio del Le Constellation rappresenta una frattura biografica. Non è solo un fatto di cronaca nera, ma un evento che ridefinisce il rapporto con il divertimento, la fiducia negli adulti e nelle istituzioni, la percezione stessa della giovinezza come spazio di spensieratezza.
Le parole dei sopravvissuti mostrano una consapevolezza politica e culturale inaspettata per l’età, maturata nel trauma.
Noah e il lutto di Lutry
Noah, 17 anni, originario di Lutry sul Lago di Ginevra, proviene da una comunità che piange sette ragazzi della squadra under 18 di calcio morti nel rogo. Parla di una «strage» che ha cambiato per sempre l’idea di festa e di futuro. Ogni partita, ogni allenamento, è segnato da assenze irreparabili.
Secondo Noah, i Moretti rappresentano un confine simbolico: dopo di loro, la giovinezza non sarà più sinonimo di leggerezza. L’assenza di giustizia rende impossibile, per molti, anche solo immaginare un ritorno alla normalità.
La crisi della cultura del comando e della fiducia
Nel racconto dei giovani emerge una critica alla «cultura del comando», fatta di decisioni calate dall’alto, scarsa trasparenza e responsabilità sfumate. Senza un reale cambio di classe dirigente, sostengono, ogni promessa di riforma rischia di restare vuota.
La richiesta non è solo punitiva, ma trasformativa: più controlli indipendenti, protocolli di sicurezza verificabili, coinvolgimento dei giovani nelle decisioni su spazi e modalità del divertimento. Solo così, dicono, sarà possibile «ricominciare a vivere» con un senso autentico.
FAQ
Che cosa è accaduto nel locale Le Constellation di Crans-Montana?
Nel locale Le Constellation di Crans-Montana un incendio nella notte di Capodanno ha causato numerosi morti e feriti gravi, soprattutto giovani. Le fiamme si sono propagate rapidamente, mettendo in luce possibili carenze nelle misure di sicurezza e nelle vie di fuga.
Perché la testimonianza di Roze è considerata così importante?
La testimonianza di Roze, sopravvissuta diciottenne ricoverata a Liegi, offre una descrizione diretta dei momenti cruciali del rogo e dell’atteggiamento dei gestori. Le sue parole potrebbero influenzare la ricostruzione giudiziaria e il dibattito pubblico sulle responsabilità.
Quali accuse vengono rivolte ai coniugi Moretti?
I coniugi Moretti, proprietari del Le Constellation, sono accusati da diversi sopravvissuti di non aver prestato soccorso immediato e di non aver garantito sufficienti standard di sicurezza. Alcuni feriti chiedono il loro arresto immediato e contestano la scarcerazione.
Come ha reagito l’opinione pubblica in Svizzera?
L’opinione pubblica svizzera ha reagito con indignazione, criticando sia i gestori del locale sia le autorità comunali di Crans-Montana. Molti temono che la libertà dei proprietari possa facilitare l’alterazione o la distruzione di prove utili alle indagini.
In che modo l’incendio ha inciso sulla percezione della giovinezza?
Per tanti ragazzi, come Noah di Lutry, il rogo ha spezzato l’idea della giovinezza come tempo di spensieratezza. Il divertimento notturno è ora associato a rischio e sfiducia, mentre cresce la richiesta di controlli rigorosi e di una nuova cultura della responsabilità negli spazi pubblici.
Quali sono le principali fonti che hanno raccolto le testimonianze?
Le testimonianze citate provengono soprattutto dal quotidiano belga Het Laatste Nieuws e dal giornale svizzero Le Nouvelliste, che hanno intervistato Roze, Daris Gegic e altri sopravvissuti legati al rogo del Le Constellation di Crans-Montana.




