Sonno e rischio salute, lo studio che ribalta gufi e allodole
Gufi e allodole: cosa ci dice la scienza
Cronotipo serale e rischio cardiovascolare
Il mondo si divide da sempre tra allodole, che si svegliano presto, e gufi, amanti della notte. Ma la ricerca mostra che non si tratta solo di uno stile di vita: il cronotipo può incidere sulla salute del cuore.
Uno studio prospettico pubblicato sul Journal of the American Heart Association ha analizzato 322.777 adulti della UK Biobank, di età compresa tra 39 e 74 anni e senza patologie cardiovascolari note. I ricercatori hanno valutato il cronotipo, distinguendo tra mattutini, intermedi e serali, e lo hanno messo in relazione con la salute cardiometabolica complessiva.
I risultati sono netti: negli adulti di mezza età e negli anziani, chi presenta un cronotipo serale mostra una salute cardiovascolare globalmente peggiore rispetto a chi ha un cronotipo intermedio. Il disallineamento tra orologio biologico e orari sociali standard sembra essere il nodo critico per i cosiddetti gufi.
Il ruolo del disallineamento circadiano
Il cronotipo serale è spesso associato a un disallineamento circadiano: si va a dormire tardi ma si è costretti a svegliarsi presto per esigenze lavorative o familiari.
Questo sfasamento cronico può influenzare ormoni, metabolismo del glucosio, pressione arteriosa e infiammazione sistemica, tutti fattori chiave per la salute cardiovascolare. Dormire meno, in orari irregolari e spesso con qualità di sonno ridotta, incrementa il rischio di comportamenti poco salutari come alimentazione disordinata e sedentarietà.
L’effetto combinato di questi fattori si traduce in un carico aggiuntivo per cuore e vasi sanguigni, rendendo il cronotipo serale un potenziale indicatore di rischio da non sottovalutare nella pratica clinica.
Le8: gli otto pilastri della salute del cuore
Per misurare in modo oggettivo la salute cardiovascolare, lo studio ha utilizzato il punteggio Life’s Essential 8 (Le8), messo a punto dall’American Heart Association.
Questo indice valuta otto fattori: alimentazione, attività fisica, esposizione al fumo, durata e qualità del sonno, indice di massa corporea, livelli di colesterolo, pressione arteriosa e glicemia. Più alto è il punteggio, migliore è la salute cardiovascolare globale.
I partecipanti con cronotipo serale raggiungevano meno frequentemente gli obiettivi ottimali in questi otto parametri, e proprio questo mancato raggiungimento spiegava gran parte dell’associazione tra essere “gufo” e avere un rischio più elevato di malattie cardiovascolari nel lungo periodo.
Numeri, rischi e differenze di genere
I dati della UK Biobank sui nottambuli
Dall’analisi dei dati della UK Biobank emerge che circa l’8% dei partecipanti si è definito nottambulo, più attivo mentalmente e fisicamente nel tardo pomeriggio o in serata.
In un follow-up di 14 anni, i “gufi” hanno mostrato un rischio superiore del 16% di andare incontro al primo infarto o ictus rispetto alla popolazione con cronotipo medio. Si tratta di un incremento considerevole se proiettato su larga scala, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione.
Oltre al rischio di eventi acuti, i nottambuli presentavano punteggi peggiori di salute cardiovascolare complessiva, confermando che il problema non è solo l’evento finale, ma un deterioramento costante e silente nel tempo delle funzioni cardiometaboliche.
Perché le donne gufi sembrano più vulnerabili
Lo studio ha rilevato un dato particolarmente delicato: tra i nottambuli, soprattutto le donne mostravano una salute cardiovascolare complessivamente peggiore.
Le possibili spiegazioni includono differenze ormonali, carichi di stress legati alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, e una maggiore vulnerabilità alle alterazioni del ritmo sonno-veglia. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che servono studi mirati per chiarire i meccanismi di genere.
In ottica di prevenzione, questi risultati indicano che le donne con cronotipo serale potrebbero meritare un’attenzione ancora più proattiva da parte dei medici, con screening anticipati e personalizzati sul rischio cardiometabolico.
Il commento di Matteo Bassetti e il messaggio al pubblico
L’infettivologo Matteo Bassetti, commentando lo studio in un post su X, ha sintetizzato così il quadro: i cosiddetti “gufi” potrebbero essere più a rischio di infarto e ictus.
Nel suo intervento, Bassetti sottolinea che essere nottambuli “non fa bene alla salute” e che, per il benessere cardiovascolare, è preferibile essere attivi nelle ore centrali della giornata, avvicinandosi al modello dell’allodola. Il messaggio chiave è che il sonno non è solo una questione di ore dormite, ma anche di quando le si dorme.
Per il pubblico generale, ciò significa che le abitudini serali reiterate nel tempo – lavoro fino a tardi, uso prolungato di schermi, cene pesanti di notte – possono avere un prezzo sul cuore, anche se nell’immediato non si avvertono sintomi.
Come proteggere il cuore se sei un “gufo”
Strategie pratiche per riallineare l’orologio biologico
Chi ha un cronotipo serale non è condannato a un destino di malattia, ma è chiamato a un lavoro più consapevole sul proprio ritmo circadiano.
Piccoli aggiustamenti progressivi possono aiutare: anticipare di 15–20 minuti alla volta l’orario di addormentamento, esporsi alla luce naturale al mattino, ridurre luci intense e schermi nelle ore serali, mantenere orari di sonno e risveglio il più possibile stabili anche nei weekend.
Nei casi più complessi, può essere utile il supporto di un centro di medicina del sonno per valutare l’uso mirato di cronoterapia, interventi comportamentali e, se indicato, l’impiego controllato di melatonina sotto supervisione medica.
Ottimizzare gli otto fattori Le8
Lo studio suggerisce che il maggior rischio dei gufi è legato soprattutto al minor rispetto degli otto fattori Le8, quindi l’intervento deve essere mirato su questi pilastri.
Per l’alimentazione, puntare su pasti più leggeri la sera e una colazione completa al mattino; per l’attività fisica, privilegiare le ore diurne, evitando l’esercizio intenso a ridosso dell’addormentamento. Curare la durata del sonno, smettere di fumare, controllare regolarmente pressione, colesterolo e glicemia sono passaggi obbligati.
L’obiettivo non è cambiare identità cronobiologica, ma ridurre il divario tra orologio interno ed esigenze sociali, ottimizzando al contempo tutti i fattori modificabili di rischio cardiovascolare.
Il ruolo della prevenzione personalizzata
Le implicazioni cliniche sono chiare: conoscere il proprio cronotipo dovrebbe entrare a pieno titolo nella valutazione del rischio cardiovascolare.
I medici di medicina generale e gli specialisti possono integrare semplici domande sulle abitudini sonno-veglia nei bilanci di salute, identificando i soggetti con cronotipo serale e proponendo percorsi di prevenzione più intensivi. Questo approccio rientra nella logica della medicina personalizzata, che tiene conto non solo dei parametri biologici, ma anche degli stili di vita e dei ritmi individuali.
Per la sanità pubblica, infine, significa ripensare anche gli orari di lavoro e di scuola, per ridurre il conflitto tra orologio biologico e tempo sociale, con possibili benefici a lungo termine su infarti, ictus e diabete.
FAQ
D: Chi sono i “gufi” secondo la cronobiologia?
R: Sono persone con cronotipo serale, più sveglie e attive nelle ore tardo-pomeridiane e notturne rispetto al mattino.
D: Perché il cronotipo serale è considerato a rischio per il cuore?
R: Perché è spesso associato a disallineamento circadiano, sonno insufficiente e peggiori abitudini cardiometaboliche.
D: Quanto aumenta il rischio di infarto o ictus nei nottambuli?
R: Lo studio su UK Biobank indica un aumento di circa il 16% del rischio di primo infarto o ictus in 14 anni.
D: Le donne nottambule sono più a rischio degli uomini?
R: I dati suggeriscono che le donne con cronotipo serale hanno una salute cardiovascolare mediamente più compromessa.
D: Cambiare orari di sonno può ridurre il rischio cardiovascolare?
R: Sì, migliorare regolarità, qualità e tempistica del sonno contribuisce a ridurre il carico di rischio globale.
D: Cosa sono i Life’s Essential 8 (Le8)?
R: Sono otto parametri definiti dall’American Heart Association per valutare la salute cardiovascolare complessiva.
D: Un gufo può diventare allodola?
R: Il cronotipo ha una base biologica, ma è possibile spostarlo parzialmente con igiene del sonno e interventi mirati.
D: Qual è la fonte principale di questi dati?
R: Le evidenze derivano da uno studio prospettico pubblicato sul Journal of the American Heart Association, basato sui dati della UK Biobank.




