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Malnutrizione oncologica come emergenza sanitaria nascosta
La malnutrizione nei pazienti oncologici, spesso invisibile nelle corsie, colpisce fino all’80% dei malati e altera sopravvivenza, risposta alle cure e costi per il Sistema sanitario nazionale. Gli esperti riuniti a Roma sottolineano l’urgenza di integrare in modo strutturale lo screening nutrizionale nei percorsi di cura, trasformando la nutrizione in diritto esigibile e non in supporto opzionale.
Impatto clinico di cachessia e sarcopenia nei tumori
Nei dati presentati da Favo, circa il 60% dei pazienti è già a rischio di malnutrizione alla diagnosi. Cachessia e sarcopenia interessano fino all’80% dei malati in fase avanzata, con incremento della mortalità del 250%. Le complicanze post-operatorie triplicano, così come le infezioni e le interruzioni delle terapie. Le degenze ospedaliere si allungano mediamente del 30%, sovraccaricando reparti oncologici e terapie intensive.
Una presa in carico nutrizionale strutturata, iniziata precocemente, permette di preservare massa muscolare, forza e funzionalità, migliorando aderenza a chemio, radio e immunoterapie. La nutrizione diventa così parte integrante dell’atto terapeutico, al pari di farmaci e chirurgia, con indicatori misurabili di efficacia.
Screening nutrizionale obbligatorio e cartella clinica
Le recenti misure inserite in legge di Bilancio introducono l’obbligo di screening nutrizionale oncologico e la registrazione sistematica degli esiti in cartella clinica. Questo passaggio rende la valutazione nutrizionale un elemento tracciabile, auditabile e giuridicamente esigibile. La standardizzazione delle scale di valutazione e dei tempi di controllo consentirà confronti interregionali e monitoraggio degli esiti.
Per gli esperti, l’obbligo documentale costringe le strutture a organizzare percorsi dedicati, definire responsabilità professionali e garantire la continuità tra ospedale e territorio. La nutrizione smette così di dipendere dalla sensibilità del singolo reparto e diventa requisito organizzativo minimo.
Ruolo degli alimenti a fini medici speciali e degli Ons
Gli alimenti a fini medici speciali (Afms), e in particolare i supplementi nutrizionali orali (Ons), rappresentano strumenti terapeutici essenziali nella gestione del paziente oncologico malnutrito o a rischio. Formulati per bisogni specifici, consentono di intervenire quando la dieta tradizionale non è più sufficiente o possibile.
Come agiscono Afms e supplementi nutrizionali orali
Gli Afms sono destinati a pazienti con capacità ridotta di assumere, digerire o assorbire alimenti comuni. Gli Ons, assunti per via orale, permettono un’integrazione calorico-proteica mirata senza appesantire l’apparato gastrointestinale. Le formulazioni iperproteiche e ipercaloriche supportano il mantenimento della massa magra, riducono perdita di peso e stanchezza e migliorano autonomia funzionale.
La personalizzazione delle miscele in base al quadro clinico (tumore dell’apparato digerente, trattamenti intensivi, comorbilità) riduce il rischio di interruzione delle terapie e favorisce un miglior recupero post-chirurgico. È indispensabile la prescrizione e il monitoraggio da parte di specialisti in nutrizione clinica.
Evidenze cliniche e sostenibilità economica degli Ons
La revisione narrativa europea coordinata dall’Italian Intersociety Working Group for Nutritional Support in Cancer Patients conferma che il supporto nutrizionale personalizzato con Ons migliora qualità di vita e riduce la mortalità a 30 giorni nei pazienti ospedalizzati. L’aumento di massa muscolare e performance funzionale si traduce in minori complicanze, meno interruzioni di cura e dimissioni più rapide.
Sul piano economico, gli studi citati da Riccardo Caccialanza mostrano risparmi medi fino al 12% in ospedale e al 9% sul territorio, grazie a minori riospedalizzazioni e degenze più brevi. Un supporto nutrizionale strutturato può generare risparmi di diverse migliaia di euro per paziente, a fronte di costi di implementazione limitati, dimostrando che la nutrizione è anche leva di sostenibilità.
Disuguaglianze regionali e modelli organizzativi virtuosi
L’accesso agli Ons in Italia è oggi frammentato e dipende in larga parte dalle scelte delle singole Regioni, con rimborsi disomogenei e carichi economici spesso scaricati sulle famiglie. Questa variabilità tradisce il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale e crea una vera geografia dei diritti di cura.
Il caso Lombardia e le prime leggi regionali dedicate
La Regione Lombardia ha introdotto dal 2021 la gratuità degli Ons per i pazienti oncologici in terapia attiva, previa prescrizione nei centri accreditati della Rete di nutrizione clinica. Ha inoltre reso obbligatorio lo screening nutrizionale per tutti i ricoverati, con sanzioni economiche per le strutture inadempienti. Questo modello dimostra che è possibile integrare nutrizione clinica e governance economica.
In Campania, su impulso dell’onorevole Maria Elena Boschi e del gruppo Italia Viva, è stata approvata l’unica legge regionale specifica sul tema, con l’obiettivo di garantire equità di accesso ai supplementi nutrizionali. Entrambi gli esempi indicano una strada replicabile a livello nazionale.
Sinergia tra istituzioni, clinici, associazioni e privati
Durante l’evento promosso dalla senatrice Licia Ronzulli, Favo, società scientifiche e istituzioni hanno ribadito che la nutrizione deve entrare in modo chiaro nei Lea. Danone Nutricia, attraverso Judit Gonzalez Sans, ha sottolineato il ruolo strategico della nutrizione medica nelle politiche di salute pubblica, come partner del sistema e non semplice fornitore.
Le testimonianze di Rosanna Banfi e Lino Banfi hanno dato voce al vissuto dei pazienti: la nutrizione come parte della dignità di cura e non come optional. Solo un ecosistema in cui pubblico, clinici, associazioni e industria collaborano può garantire accesso equo e tempestivo agli Afms.
FAQ
Perché la malnutrizione nei pazienti oncologici è così diffusa?
La malnutrizione deriva dalla combinazione di malattia, effetti collaterali delle terapie, riduzione dell’appetito e difficoltà digestive. Spesso non viene intercettata precocemente, perché peso e massa muscolare non sono monitorati in modo sistematico e mancano percorsi nutrizionali strutturati in molti reparti.
Cosa distingue un alimento a fini medici speciali da un comune integratore?
Gli Afms sono formulati per specifiche condizioni cliniche e prescritti sotto controllo medico, con composizioni precise di proteine, calorie, vitamine e minerali. I comuni integratori non sono progettati per sostituire o integrare in modo completo l’alimentazione di pazienti con funzioni digestive compromesse e non hanno lo stesso livello di evidenza clinica.
Quando è indicato prescrivere supplementi nutrizionali orali?
Gli Ons sono indicati quando il paziente non riesce a coprire il fabbisogno energetico-proteico con la sola alimentazione tradizionale, o presenta calo ponderale significativo, sarcopenia o rischio nutrizionale elevato. La scelta della formulazione deve essere personalizzata da nutrizionisti clinici o team dedicati.
Quali vantaggi clinici concreti offre il supporto nutrizionale?
Un supporto nutrizionale adeguato migliora forza muscolare, autonomia nella vita quotidiana, tolleranza a chemioterapia e radioterapia, riduce complicanze e infezioni, accorcia la durata dei ricoveri e può contribuire a ridurre la mortalità a breve termine. Incide direttamente sulla qualità di vita percepita dal paziente.
Come possono le Regioni ridurre le disuguaglianze di accesso agli Ons?
Le Regioni possono includere Ons e Afms nei propri prontuari, prevedere rimborsi omogenei, istituire reti di nutrizione clinica e rendere obbligatorio lo screening nutrizionale in tutti i ricoveri. Modelli come quelli adottati da Lombardia e Campania mostrano che gli strumenti normativi e organizzativi sono già disponibili.
Qual è la fonte principale delle evidenze citate sulla nutrizione oncologica?
Le principali evidenze richiamate provengono dalla revisione narrativa europea condotta dall’Italian Intersociety Working Group for Nutritional Support in Cancer Patients e dai dati presentati da Favo nell’ambito dell’evento istituzionale organizzato a Roma in occasione della Giornata mondiale contro il cancro.




