Solidarietà in treccia dall’Italia sorprende i ragazzi ustionati di Crans-Montana

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“Ogni ciocca è una carezza”: oltre 100 trecce dall’Italia per i ragazzi ustionati di Crans-Montana
Solidarietà che unisce l’Italia e la Svizzera
Oltre cento trecce sono state raccolte in poche settimane per trasformarsi in parrucche destinate ai ragazzi ustionati nella tragedia del bar “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno.
L’iniziativa nasce dall’associazione pugliese “Il Cuore Foggia”, guidata dalla psicologa Jole Figurella, che ha scelto di coinvolgere parrucchieri e donatrici da tutta Italia, dal Piemonte alla Toscana fino al Lazio, trasformando un gesto intimamente personale in una rete nazionale di sostegno concreto.
Le donazioni sono arrivate sia da chi ha deciso di tagliare i capelli appositamente, sia da chi conservava già trecce lunghe e integre, comprese quelle di un’attrice di Firenze che ha voluto contribuire con un gesto sentito e diretto. La risposta, descritta come “altissima” dalla promotrice, conferma come il dolore dei giovani feriti abbia toccato in profondità famiglie, coetanei e professionisti del settore beauty, generando una mobilitazione rapida e spontanea.
Figurella accompagnerà personalmente in febbraio la consegna delle scatole in Svizzera, in coordinamento con l’associazione locale “Crans Montana Solidarietè”, nata dopo la strage per assistere le vittime nel lungo percorso di cura e reinserimento sociale.
Il valore psicologico delle parrucche donate
Molti dei ragazzi coinvolti riportano ustioni estese su volto, dorso e capo, con danni permanenti al cuoio capelluto che rendono incerta ogni prospettiva di ricrescita naturale dei capelli.
In questo contesto, le parrucche diventano non solo un presidio estetico, ma uno strumento di protezione psicologica: aiutano adolescenti e giovani adulti a guardarsi allo specchio con meno paura, a tornare a scuola, tra gli amici, negli spazi pubblici senza sentirsi immediatamente identificati con la loro ferita.
Secondo l’esperienza clinica di Figurella, che segue da anni maxi emergenze e situazioni traumatiche, il recupero dell’immagine corporea è cruciale per ridurre isolamento, vergogna e ritiro sociale. Un semplice accessorio può sostenere l’autostima, facilitare le relazioni e alleggerire il peso emotivo delle cicatrici.
In più, la consapevolezza che quelle parrucche nascono da un atto volontario di coetanei o adulti sconosciuti crea un ponte simbolico: chi riceve percepisce che esiste una comunità che vede il suo dolore e sceglie di farsene carico, non solo in termini economici ma attraverso una rinuncia personale che tocca l’identità e la propria immagine.
Come funziona la raccolta e chi partecipa
La campagna è partita in modo quasi silenzioso da Foggia, città di origine di Figurella, per poi diffondersi rapidamente tramite passaparola e social. Sei saloni di parrucchieri tra città e provincia hanno aderito offrendo taglio e raccolta gratuiti per chi decideva di donare.
Le ciocche seguono criteri tecnici rigorosi: lunghezza minima di 35 centimetri, capelli puliti, asciutti, naturali o colorati ma in buone condizioni; esclusi quelli decolorati, trattati con henné, dread, extension e fibre sintetiche. Ogni treccia deve essere legata saldamente con elastici, così da preservarne integrità e qualità in fase di lavorazione.
La particolarità del progetto è la forte partecipazione giovanile: molte trecce arrivano da ragazze che, pur non conoscendo personalmente le vittime, hanno scelto di privarsi di qualcosa che richiede anni per crescere. Un gesto che assume un significato ancora più intenso se si pensa che la stessa Figurella è paziente oncologica: dopo aver perso i capelli per le cure e averli visti ricrescere, ha deciso di essere la prima a tagliarli per questa raccolta, raccontando il proprio percorso come testimonianza di resilienza e di restituzione verso chi oggi vive un trauma analogo.
Sui social l’associazione sintetizza lo spirito del progetto: ogni ciocca racconta una storia di generosità, ogni treccia è un atto tangibile di vicinanza verso chi affronta una prova devastante.
FAQ
D: A chi sono destinate le parrucche realizzate con le trecce raccolte?
R: Alle ragazze e ai ragazzi ustionati nella tragedia del bar “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera.
D: Chi ha promosso la raccolta di capelli in Italia?
R: L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Il Cuore Foggia”, presieduta dalla psicologa Jole Figurella.
D: Da quali regioni italiane sono arrivate le principali donazioni?
R: Le ciocche sono arrivate soprattutto da Puglia, Piemonte, Toscana e Lazio, con il supporto di parrucchieri e donatrici private.
D: Perché le parrucche sono così importanti per le vittime ustionate?
R: Aiutano a ricostruire l’immagine corporea, a ridurre l’impatto psicologico delle cicatrici e a facilitare il ritorno alla vita sociale.
D: Quali requisiti devono avere i capelli donati?
R: Devono essere lunghi almeno 35 cm, puliti, asciutti, naturali o colorati sani, legati con elastici; non sono accettati capelli decolorati, con henné, dread, extension o sintetici.
D: Chi coordina la distribuzione in Svizzera?
R: La consegna avviene in collaborazione con l’associazione “Crans Montana Solidarietè”, nata dopo la tragedia di Capodanno.
D: Come hanno reagito i parrucchieri di Foggia e provincia?
R: Sei saloni hanno aderito offrendo disponibilità logistica e professionale, diventando punti di raccolta e sensibilizzazione sul territorio.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha raccontato per prima questa iniziativa?
R: La notizia è stata riportata e diffusa dall’agenzia di stampa Adnkronos, che ha intervistato direttamente Jole Figurella.




