Smartphone pieghevoli: l’iPhone che sfida tutti e il “libro” Motorola che cambia le regole
Panorama dei pieghevoli 2026
CES di Las Vegas e Mobile World Congress di Barcellona scandiscono l’agenda di un anno che porterà i pieghevoli al centro della scena, con un’evoluzione concreta su peso, autonomia, cerniere e integrazione dell’intelligenza artificiale on‑device. I top di gamma “classici” resteranno baluardi di stabilità, ma la spinta d’innovazione arriva dai form factor flessibili, destinati a ridefinire usabilità e design.
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Nel segmento a libro, la traiettoria è chiara: alleggerimento strutturale e batterie più capienti. La linea Samsung Galaxy Z Fold punta a ridurre di circa 15 grammi il peso complessivo attestandosi attorno ai 200 grammi, colmando uno dei principali limiti percepiti, mentre la capacità energetica mira alla soglia dei 5.000 mAh per coprire intere giornate d’uso avanzato. Il perfezionamento della cerniera riduce la visibilità della piega e migliora la sensazione al tatto, con un impatto diretto sulla fruizione di contenuti e sul multitasking.
Sui clamshell, la famiglia Galaxy Z Flip mette l’accento sulla portabilità estrema: l’obiettivo è un “peso piuma” intorno ai 150 grammi, mantenendo un display esterno sempre più ampio e funzionale per notifiche, widget e scatti rapidi. Questo trend è condiviso dal resto del mercato, con diagonali frontali oltre i 5 pollici che rendono il “cover screen” un vero pannello operativo e non un mero accessorio.
In parallelo, i pieghevoli beneficianno di piattaforme più efficienti e potenti. I prossimi Snapdragon e le alternative MediaTek di fascia alta promuovono una gestione termica più rigorosa e una grafica più fluida, prerequisiti per la produttività su schermi interni di qualità elevata. L’iniezione di funzionalità IA, soprattutto di natura on‑device, introduce strumenti di privacy attiva, come la protezione degli angoli di visione per schermare il display da sguardi laterali, e potenzia fotografia computazionale e assistenza contestuale.
Il fronte camera phone resta strategico: moduli sporgenti più compatti, sensori di nuova generazione e algoritmi proprietari consolidano l’esperienza d’uso in condizioni difficili, mentre la piega sempre meno visibile contribuisce a ridurre riflessi e artefatti nella ripresa su display interni. Il tutto con liste prezzi orientate alla continuità rispetto alla generazione precedente nel segmento premium tradizionale, mentre i pieghevoli alzano l’asticella del valore percepito grazie a migliorie tangibili.
Le roadmap indicano l’anticipo di alcuni lanci rispetto ai grandi eventi: debutti tra fine gennaio e marzo per i modelli di riferimento, seguiti dal consolidamento estivo della gamma pieghevole. In sintesi, il 2026 consolida il passaggio da “prototipi di design” a dispositivi maturi: più leggeri, più autonomi, con cerniere robuste e una forte integrazione software, pronti a contendere ai flagship tradizionali il ruolo di smartphone principale.
Novità Apple tra iPhone fold e IA on‑device
Per Apple il 2026 coincide con il possibile debutto del primo iPhone pieghevole, progetto al centro di report concordanti che indicano un approccio focalizzato sulla qualità del pannello interno e sull’affidabilità della cerniera. Le indiscrezioni parlano di una piega praticamente invisibile a schermo aperto, di una meccanica ottimizzata per la durabilità e, soprattutto, di una profonda integrazione con Apple Intelligence per funzioni di produttività, creatività e tutela della privacy interamente elaborate sul dispositivo.
La roadmap prevede anche la gamma iPhone 18, con i 18 Pro e 18 Pro Max potenzialmente presentati in un evento separato rispetto al modello base. Tra gli elementi attesi: Face ID sotto il display, singolo foro per la selfie cam posizionato in alto a un lato, un nuovo chip A20 su nodo a 2 nm e sensori fotografici di dimensioni maggiorate, con un vantaggio più marcato sul Pro Max. Possibili varianti collaterali includono un iPhone 17e come proposta più accessibile e un iPhone Air 2 con doppia fotocamera e batteria potenziata. Il nodo prezzi resta sensibile: la pressione sui materiali potrebbe riflettersi sul listino, con il pieghevole ipotizzato in area 2.500 dollari.
Sul fronte dell’IA, gli sforzi di Cupertino si concentrano su modelli generativi eseguibili localmente. La collaborazione con l’Università dell’Ohio esplora i DLM (Diffusion Language Model) come alternativa agli LLM cloud‑based: un’architettura in grado di “ripulire” e strutturare le risposte in circa 8 passaggi anziché 128, riducendo tempi di calcolo e consumo energetico. L’obiettivo è abilitare assistenza avanzata, editing intelligente e funzionalità di sicurezza senza inviare dati sensibili al cloud, consolidando l’esperienza on‑device che contraddistingue l’ecosistema.
In prospettiva di lancio, l’attenzione resta sulla maturità del form factor pieghevole: display interno di fascia altissima, gestione termica conservativa e ottimizzazioni mirate a fotografia computazionale e multitasking. Se il progetto rispetterà le attese, il primo iPhone Fold punterà a definire lo standard del segmento premium, sfruttando la sinergia tra hardware proprietario, software integrato e una piattaforma di IA locale progettata per velocità, efficienza e riservatezza dei dati.
Strategie Motorola dal razr al formato “libro”
Motorola prepara un’accelerazione decisa nel 2026 con una doppia direttrice: consolidare la leadership nei clamshell e rientrare con forza nel segmento premium non pieghevole. La nuova linea Motorola Signature segna il ritorno a un vero flagship tradizionale dopo la pausa della serie Edge Ultra, con un design che privilegia materiali e grip: back texturizzato, isola fotocamera quadrata e un sensore principale Sony Lytia affiancato da un tele stabilizzato. Sul fronte tecnico, le prime indicazioni puntano su Snapdragon 8 Gen 5, fino a 16 GB di RAM, schermo OLED da 6,7 pollici in risoluzione 1.5K e supporto allo stilo integrato, una dotazione pensata per utenti avanzati, creator e produttività mobile.
Nel perimetro dei pieghevoli a conchiglia, i Razr 70 e Razr 70 Ultra ambiscono a rafforzare il vantaggio competitivo su compattezza e usabilità quotidiana. L’esterno supera la soglia dei 5 pollici trasformando il cover screen in una vera plancia di controllo per notifiche, app rapide e inquadrature senza aprire il device. La cerniera, ulteriormente miniaturizzata, riduce la visibilità della piega e migliora la continuità del pannello interno, con effetti positivi su lettura, editing e scorrimento. È atteso un SoC di ultima generazione — Snapdragon o MediaTek — per ottimizzare reattività, efficienza energetica e gestione termica.
La mossa più ambiziosa riguarda il primo pieghevole “a libro” di Motorola. Le anticipazioni delineano un formato distintivo: aperto assume proporzioni quadrate per massimizzare area utile e simmetria visiva; una volta chiuso, diventa un “piccolo libro” più compatto rispetto ai form factor rettangolari della concorrenza. Questa scelta mira a valorizzare lettura, tavole grafiche, multitasking a due pannelli e fruizione di contenuti con meno compromessi sul taglio dell’interfaccia. La peculiarità del formato richiede una cerniera ad alta tolleranza e un pacchetto batteria ottimizzato per distribuire peso e spessore, preservando ergonomia e autonomia.
La strategia complessiva mira a coprire tre fronti chiave: un top tradizionale ad alte prestazioni per chi non vuole pieghevoli, clamshell leggeri e potenti per chi privilegia tascabilità e cover screen evoluti, e un foldable “a libro” che si differenzia in modo netto dal mercato. In tutti i casi, l’attenzione ricade su fotografia stabilizzata, display più robusti e algoritmi di ottimizzazione che migliorano fluidità, autonomia e gestione delle app in finestre. L’obiettivo è presentare un portafoglio coerente che presidia premium, design e produttività, evitando sovrapposizioni e puntando su identità chiara dei singoli prodotti.
FAQ
- Qual è la novità principale della linea Motorola Signature?
È il ritorno a un vero flagship non pieghevole con design premium, sensore Sony Lytia, tele stabilizzato, Snapdragon 8 Gen 5, fino a 16 GB di RAM, display OLED 6,7” 1.5K e supporto allo stilo integrato.
- Cosa cambia nei Motorola Razr 70 e Razr 70 Ultra?
Il display esterno supera i 5 pollici, la cerniera è più compatta e rende la piega meno visibile, migliorando usabilità, produttività e scatto con il cover screen.
- Che processori avranno i nuovi Razr?
È prevista l’adozione di piattaforme di ultima generazione Snapdragon o MediaTek per potenza, efficienza e migliore gestione termica.
- In cosa si differenzia il pieghevole “a libro” di Motorola?
Adotta un formato quadrato da aperto per massimizzare l’area utile e diventa un “piccolo libro” da chiuso, distinguendosi dai concorrenti con taglio più rettangolare.
- Quali vantaggi offre il formato quadrato nei foldable?
Migliora lettura, tavole grafiche, multitasking affiancato e fruizione di contenuti, con interfacce più equilibrate e meno ritagli.
- Quali sono le priorità trasversali della strategia Motorola 2026?
Fotografia stabilizzata, display più robusti, cerniere più affidabili e ottimizzazioni software per fluidità e autonomia su tutta la gamma premium.




