Sindaco di Cervia indagato per maltrattamenti ritira le dimissioni e spiazza tutti Comune travolto da tensioni crescenti

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Il sindaco di Cervia (indagato per maltrattamenti) revoca le dimissioni. Comune nel caos
Caos istituzionale a Cervia
Nel Comune di Cervia si è aperta una fase di forte instabilità istituzionale dopo la decisione di Mattia Missiroli, sindaco 44enne del Pd, di ritirare le dimissioni presentate il 5 gennaio. La scelta arriva a ridosso della scadenza dei 20 giorni previsti per legge per confermare o revocare l’addio, evitando così l’arrivo di un commissario prefettizio e il conseguente scioglimento anticipato del Consiglio comunale.
La mossa politica ha spiazzato maggioranza e opposizioni, già proiettate verso un percorso di transizione. All’interno della coalizione di centrosinistra emergono tensioni, mentre le forze di minoranza contestano la legittimità “politica” della permanenza in carica di un primo cittadino indagato per reati contro la persona.
Il clima in municipio è segnato da riunioni frenetiche, richieste di chiarimenti e pressioni incrociate, mentre la macchina amministrativa rischia il rallentamento su dossier cruciali per la città romagnola, in piena stagione di programmazione turistica e di bilancio.
Indagine per maltrattamenti e decisioni dei giudici
Il sindaco resta indagato per presunti maltrattamenti nei confronti della moglie, vicenda che ha innescato l’intera crisi politica. La Procura di Ravenna ha chiesto per due volte la custodia cautelare in carcere, ipotizzando il pericolo di reiterazione del reato, ma i giudici non hanno ritenuto necessario adottare misure restrittive personali.
Il Gip di Ravenna prima, e il Tribunale del Riesame di Bologna poi, hanno respinto le richieste della pubblica accusa, escludendo sia il carcere sia provvedimenti alternativi come i domiciliari o il divieto di avvicinamento, pur lasciando aperto il procedimento penale. Per la difesa, questi passaggi delineano un quadro meno allarmante rispetto alle prime settimane di inchiesta.
Missiroli richiama proprio il doppio rigetto delle misure cautelari e l’avvenuta separazione coniugale come elementi chiave a sostegno della propria scelta di restare alla guida del Comune, sostenendo che manchino i presupposti per le accuse contestate.
Strategie politiche e reazioni della città
L’amministratore dem motiva la revoca delle dimissioni come atto di responsabilità per evitare a Cervia un commissariamento lungo e lacerante, con elezioni anticipate e nuove fratture nel tessuto politico cittadino. Rivendica la volontà di garantire continuità amministrativa, specie in una fase di forte incertezza economica e sociale.
La scelta però divide profondamente. Parte della maggioranza teme un logoramento d’immagine del Pd e una perdita di credibilità nei confronti dell’elettorato. Dalle opposizioni arrivano richieste di dimissioni “irrevocabili” e di un ritorno alle urne, con l’accusa di voler restare in carica nonostante un’indagine così delicata.
Nella società civile si alternano appelli alla prudenza, richieste di rispetto della presunzione di innocenza e, dall’altro lato, preoccupazioni per il messaggio politico-istituzionale di mantenere in sella un sindaco sotto inchiesta per maltrattamenti familiari, con il rischio di un duraturo logoramento della fiducia nelle istituzioni locali.
FAQ
D: Il sindaco di Cervia è ancora in carica?
R: Sì, ha revocato le dimissioni entro i 20 giorni previsti e mantiene la carica di primo cittadino.
D: A che punto è l’indagine per maltrattamenti?
R: Il procedimento è in corso; il sindaco è indagato, ma non sono state applicate misure cautelari.
D: Perché non è stata disposta la custodia cautelare?
R: Il Gip di Ravenna e il Tribunale del Riesame di Bologna hanno respinto le richieste della Procura ritenendo non necessari provvedimenti restrittivi.
D: Cosa sarebbe successo se le dimissioni fossero diventate irrevocabili?
R: Sarebbe intervenuto un commissario prefettizio e il Comune sarebbe stato avviato verso nuove elezioni.
D: Qual è la posizione del Pd locale?
R: All’interno del partito emergono tensioni tra chi chiede un passo indietro definitivo e chi sostiene la continuità amministrativa.
D: Come reagiscono le opposizioni in Consiglio comunale?
R: Contestano la permanenza in carica del sindaco e sollecitano il ritorno alle urne nel più breve tempo possibile.
D: L’indagine incide sulle attività amministrative?
R: Il clima di incertezza politica rischia di rallentare decisioni strategiche, specie su bilancio e programmazione turistica.
D: Qual è la fonte giornalistica principale della notizia?
R: Le informazioni derivano da un servizio del giornalista Francesco Rossi e da cronache giudiziarie su Tribunale di Ravenna e Tribunale del Riesame di Bologna.




