Signorini vince in tribunale: bavaglio social su Corona e maxi multe clamorose

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Stretta del tribunale sul contenzioso mediatico
Il provvedimento del Tribunale di Milano, firmato dal giudice Roberto Pertile, accoglie in pieno il ricorso d’urgenza presentato dai legali di Alfonso Signorini contro Fabrizio Corona. La decisione impone all’imprenditore di rimuovere in tempi rapidissimi ogni contenuto pubblicato online che riguardi il giornalista, indipendentemente dal formato: video, audio, post testuali, storie o materiale archiviato su piattaforme terze.
L’ordinanza non si limita al pregresso: viene vietata anche qualsiasi ulteriore diffusione, diretta o indiretta, di informazioni, commenti o allusioni idonei a ledere reputazione, onore o privacy del conduttore di Grande Fratello. Il giudice qualifica la condotta contestata come una forma di esposizione sistematica alla “gogna digitale”, giudicata incompatibile con il diritto di cronaca e con ogni forma di satira quando sconfinano nella denigrazione personale.
Nel provvedimento si richiama l’obbligo, per chi utilizza i social come strumento informativo o d’opinione, di rispettare i principi di veridicità, continenza espressiva e interesse pubblico concreto. In mancanza di tali presupposti, la comunicazione in rete non è protetta dalla libertà di manifestazione del pensiero, ma ricade nell’illecito civile, con responsabilità patrimoniale diretta per chi pubblica e diffonde contenuti lesivi.
Stangata economica e obbligo di consegna dei materiali
Per assicurare efficacia immediata alla tutela cautelare, il tribunale ha fissato una penale di 2.000 euro per ogni singola violazione dell’ordine di rimozione e per ogni giorno di ritardo nell’adempimento. Ogni contenuto non cancellato, o riproposto sotto forme differenti, può quindi generare un’escalation di costi potenzialmente molto elevata per Fabrizio Corona.
Il giudice dispone inoltre che l’imprenditore consegni alla cancelleria, entro 48 ore, tutto il materiale in suo possesso riferito ad Alfonso Signorini: documenti, chat, screenshot, fotografie e video, anche se inediti. Tale misura mira a prevenire nuove campagne denigratorie e a cristallizzare le prove in vista del giudizio di merito o di eventuali azioni risarcitorie per danno all’immagine e alla vita privata.
Alle sanzioni potenziali si sommano gli importi già liquidati a carico dell’ex “re dei paparazzi”: oltre 9.000 euro per spese processuali e compensi agli avvocati della controparte. La combinazione tra penale giornaliera, obbligo di consegna e condanna alle spese rende l’assetto economico del provvedimento fortemente dissuasivo verso la reiterazione di condotte diffamatorie o intrusive.
Impatto su social, diritto di cronaca e libertà di espressione
Gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, difensori di Alfonso Signorini, hanno evidenziato come la decisione ribadisca che il web non è uno spazio sottratto alle regole: i social non costituiscono una zona franca in cui offese, insulti e violazioni della privacy possano essere giustificati come informazione o spettacolo. La dignità della persona resta il limite invalicabile anche nell’ecosistema digitale.
Il tribunale distingue nettamente tra critica, anche aspra, fondata su fatti veri di interesse pubblico, e la costruzione di narrazioni seriali tese a umiliare un soggetto, specie quando toccano aspetti intimi, orientamenti personali o relazioni private. In quest’ultimo caso, la tutela giudiziaria può scattare in via d’urgenza, con misure che incidono direttamente sulla presenza online dell’autore delle condotte ritenute lesive.
La vicenda tra il conduttore televisivo e l’ex fotografo dei vip ha dunque valore di monito per influencer, creator, pagine gossip e piattaforme che monetizzano contenuti borderline. Chi utilizza i social come palcoscenico di conflitti personali rischia non solo richiami etici, ma anche provvedimenti giudiziari rapidi, bavagli digitali di fatto e sanzioni patrimoniali rilevanti.
FAQ
D: Cosa ha ordinato esattamente il Tribunale di Milano?
R: La rimozione immediata di tutti i contenuti online riguardanti Alfonso Signorini e il divieto di pubblicarne di nuovi che possano ledere immagine o privacy.
D: Chi è il giudice che ha firmato il provvedimento?
R: Il provvedimento è stato firmato dal giudice Roberto Pertile del Tribunale di Milano.
D: A quanto ammonta la penale prevista per ogni violazione?
R: È prevista una penale di 2.000 euro per ogni singola violazione o giorno di ritardo nella rimozione dei contenuti.
D: Quali materiali deve consegnare Fabrizio Corona?
R: Deve consegnare documenti, chat, immagini, video e qualsiasi file privato che riguardi Alfonso Signorini.
D: Chi ha difeso legalmente Alfonso Signorini?
R: Lo hanno difeso gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, specializzati in diritto dell’informazione e della reputazione.
D: Il web è considerato una zona franca dal punto di vista legale?
R: No, la decisione ribadisce che anche sui social valgono i limiti posti da legge, dignità e privacy della persona.
D: Qual è il confine tra critica lecita e gogna mediatica?
R: La critica lecita si basa su fatti veri e di interesse pubblico; la gogna mira invece a esporre qualcuno a discredito sistematico, specie nella sfera privata.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata sul caso?
R: La ricostruzione della vicenda richiama quanto riportato dal Corriere della Sera, che ha dettagliato il contenuto dell’ordinanza del Tribunale di Milano.




