Signorini sfida i giganti del web: avvocati in campo per fermare Corona, caos e stretta imminente

Azione legale contro le piattaforme digitali
Alfonso Signorini ha incaricato gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello di avviare un’azione civile nei confronti dei colossi del web, inclusi Google, Facebook, Instagram, TikTok e in particolare YouTube, ritenuti responsabili della diffusione di contenuti online considerati “diffamatori e privi di fondamento” attribuiti al “noto pregiudicato” Fabrizio Corona. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il mandato legale prevede la richiesta di risarcimenti milionari qualora le piattaforme non provvedano alla rimozione dei materiali contestati.
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La strategia difensiva si concentra sull’inerzia delle piattaforme nella moderazione e nel blocco di contenuti che, a giudizio della difesa, amplificano in modo esponenziale la portata degli illeciti. La linea è fondata sulla responsabilità per la messa a disposizione e la permanenza online di ricostruzioni che incidono sulla reputazione e sulla sfera privata del conduttore televisivo, con una potenziale estensione della responsabilità in sede civile per il ruolo di hosting e indicizzazione svolto dai servizi digitali.
Nell’impostazione degli avvocati, l’azione contempla la contestazione del comportamento omissivo dei provider nel prevenire e interrompere la diffusione di contenuti già segnalati come lesivi, con l’obiettivo di ottenere misure inibitorie urgenti e un ristoro economico commisurato alla gravità del danno d’immagine. Il focus principale è su YouTube, dove il format “Falsissimo” avrebbe avuto la massima propagazione, ma il perimetro legale investe l’intero ecosistema dei social network e dei motori di ricerca coinvolti nella distribuzione e reperibilità delle clip.
La diffida indirizzata alle piattaforme, secondo la ricostruzione, imputa ai destinatari di aver “consentito gravi crimini” e di averne amplificato gli effetti a livelli “incommensurabili”, con conseguenze definite “irreversibili” per l’immagine pubblica di Signorini. Tale impostazione prepara il terreno a una richiesta risarcitoria significativa, accompagnata da una domanda di rimozione sistematica dei contenuti ritenuti illeciti e dal blocco preventivo di ulteriori ripubblicazioni.
Richieste di rimozione e tutela della privacy
Gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello hanno formalizzato istanze circostanziate verso Google, YouTube, Instagram, Facebook e TikTok, chiedendo l’immediata rimozione del format “Falsissimo” dalla piattaforma video e il blocco della circolazione delle relative clip su social e motori di ricerca. Le richieste si fondano sull’assunto che i materiali diffusi contengano dati e conversazioni riconducibili alla sfera più intima di Alfonso Signorini, con profili di illiceità che, secondo la difesa, permangono indipendentemente dall’esito di eventuali procedimenti penali a carico di Fabrizio Corona.
Nelle diffide si evidenzia che tali contenuti sarebbero connessi a fatti per i quali Corona risulta indagato a Milano dai pm Alessandro Gobbis e Letizia Mannella per ipotesi di revenge, e che la loro permanenza online determinerebbe una violazione persistente della privacy del conduttore. Gli studi legali qualificano inoltre l’eventuale mancata rimozione come condotta idonea a integrare responsabilità per “ricettazione di dati di provenienza illecita”, poiché la ripubblicazione e l’indicizzazione di materiale ottenuto in modo non lecito ne perpetuerebbero l’illegalità.
La posizione espressa ai provider richiama il dovere di diligenza nella gestione delle segnalazioni, sollecitando misure tecniche di takedown e di blocco proattivo per impedire re-upload, mirror e diffusione a cascata. Alla richiesta di de-indicizzazione dai motori di ricerca si affianca l’istanza di rimozione capillare su YouTube, con l’obiettivo di interrompere la disponibilità delle puntate e delle estrazioni editate del format. La corrispondenza legale sottolinea che l’immagine pubblica di Signorini risulterebbe “irrimediabilmente deturpata” dalla reiterata, manipolata divulgazione di elementi personali, enfatizzando l’urgenza di un intervento coordinato su tutte le piattaforme coinvolte.
Reazioni dei social e impatto mediatico
Le piattaforme coinvolte non hanno rilasciato comunicazioni ufficiali immediate, mentre il dibattito pubblico è cresciuto in modo esponenziale attorno ai contenuti pubblicati da Fabrizio Corona su YouTube. Il format “Falsissimo” ha registrato numeri significativi in tempi ridotti, con due episodi dedicati a Alfonso Signorini che hanno superato complessivamente i 10 milioni di visualizzazioni, attestandosi su circa 5,8 milioni per la prima parte e 5,2 milioni per la seconda. La circolazione virale delle clip ha alimentato la riproposizione su Facebook, Instagram e TikTok, ampliando l’eco mediatica e complicando gli interventi di rimozione richiesti dalla difesa.
Il flusso di engagement ha favorito l’emersione di commenti, reazioni e contenuti derivati, con una moltiplicazione di estratti, ricaricamenti e rimandi nei motori di ricerca di Google. Il quadro che emerge è quello di una cassa di risonanza interpiattaforma che consolida la reach del canale di Corona e rende più difficile l’applicazione di misure di takedown capillari. L’impatto reputazionale per il conduttore televisivo, secondo la linea legale, risulta aggravato proprio dalla permanenza e dall’indicizzazione dei materiali, che continuano a generare traffico e visibilità nonostante le diffide formali.
In assenza di interventi tempestivi, il canale YouTube dell’autore continua a registrare performance consistenti, sostenute anche dalle condivisioni su TikTok e Instagram, dove estratti brevi e reazioni contribuiscono alla propagazione del tema. Il coinvolgimento di opinionisti, ex concorrenti televisivi e giornalisti ha ulteriormente amplificato il fenomeno, trasformando il caso in un punto di discussione ricorrente nell’infosfera e nei programmi di intrattenimento. La polarizzazione delle posizioni, tra difesa della libertà d’espressione e tutela della privacy, alimenta il ciclo di attenzione e rafforza la visibilità dei contenuti contestati.
Il risultato, sul piano mediatico, è un cortocircuito tra notorietà del soggetto coinvolto, algoritmi di raccomandazione e meccanismi di discoverability: la spinta iniziale di YouTube è stata potenziata dalla replicazione su altri social e dall’indicizzazione su Google, innescando un effetto rete che ha reso le clip facilmente raggiungibili e riproducibili in tempi brevissimi. Tale dinamica conferma come, in assenza di rimozioni coordinate e strumenti di blocco dei re-upload, la diffusione resti difficilmente contenibile, con impatti diretti sull’immagine di Signorini e sull’ecosistema informativo online.
FAQ
- Qual è l’oggetto dell’azione intrapresa dagli avvocati di Alfonso Signorini?
Una richiesta civile ai confronti di Google, YouTube, Facebook, Instagram e TikTok per rimuovere contenuti ritenuti diffamatori e risarcire i danni qualora non venissero eliminati. - Perché “Falsissimo” è al centro della controversia?
Perché le puntate dedicate a Alfonso Signorini avrebbero diffuso dati e ricostruzioni considerate lesive della privacy e prive di fondamento, con un’elevata diffusione su YouTube e altri social. - Quali numeri hanno raggiunto i video contestati?
Oltre 10 milioni di visualizzazioni complessive in meno di due settimane: circa 5,8 milioni la prima parte e 5,2 milioni la seconda. - Quali sono le richieste principali rivolte alle piattaforme?
Rimozione immediata dei video, blocco della circolazione delle clip, de-indicizzazione su Google e prevenzione dei re-upload. - In che modo i social amplificano l’impatto dei contenuti?
Attraverso algoritmi di raccomandazione, condivisioni cross-platform e indicizzazione che favoriscono la rapida viralità e la replicazione dei materiali. - Quali rischi paventa la difesa di Signorini per le piattaforme?
Una possibile responsabilità civile per la permanenza e la diffusione di contenuti illeciti e, in via prospettica, profili di ricettazione di dati di provenienza illecita in caso di mancata rimozione.




