Setchu rivoluziona la passerella: il designer svela i segreti dei capi tra colpi di scena
Indice dei Contenuti:
Sorpresa in passerella
Satoshi Kuwata, direttore creativo di Setchu, ribalta il rito della passerella: invece del saluto finale, apre lo show e si pone come guida della collezione. In scena, illustra l’impianto creativo e interviene direttamente sui look, dimostrando tagli, chiusure e possibilità d’uso dei capi. Il pubblico assiste a una dimostrazione pratica, con il designer che accompagna i modelli nella vestizione, evidenziando la logica funzionale delle proposte.
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Ispirazioni tra Groenlandia e pesca
La matrice progettuale nasce dall’estate in Groenlandia, dove la passione per la pesca di Satoshi Kuwata si traduce in esigenze concrete: protezione, agilità, stratificazione intelligente. Le condizioni operative del nord ispirano volumi mobili e materiali pensati per reagire al clima, con capi che si modulano sul corpo e cambiano funzione in base al gesto.
La ricerca si concentra su capi “strumento”: tasche accessibili, sistemi di chiusura intuitivi, pannelli che scorrono o si ripiegano per ottimizzare pesi e silhouette. L’idea di adattabilità diventa linguaggio estetico, riducendo gli elementi superflui e privilegiando meccanismi invisibili ma immediati da usare.
Emergono accessori trasformabili: una borsa che si apre come contenitore tecnico e rivela un cappotto costruito con rigore sartoriale; un’altra cela una sciarpa che si riconfigura in fusciacca. Ogni pezzo nasce dalla pratica sul campo, assumendo il ritmo del lavoro del pescatore—movimento, presa, resistenza—trasferito in abbigliamento urbano ad alta versatilità.
Trasformismo tra Oriente e Occidente
Nella costruzione dei completi, la tradizione orientale dialoga con la sartoria occidentale attraverso tagli netti e moduli separabili. Le giacche in tessuti classici integrano zip perimetriche che permettono di staccare pannelli, modificare i volumi e variare l’uso dal formale al tecnico senza cambiare capo.
La funzionalità non rinuncia alla precisione: profili puliti, equilibrio delle proporzioni e meccanismi nascosti che si attivano con gesti rapidi. I completi si scompongono in strati autonomi, trasformando il blazer in gilet o in outerwear leggero, con inserti che si riconfigurano a seconda del contesto.
In pedana, gli abbinamenti con calzature in paglia da pescatore giapponese sottolineano l’origine pratica del progetto, radicata nell’uso reale e nella leggerezza strutturale. Le zip diventano grammatica di design: linee di forza che attraversano la superficie, definendo funzioni multiple e una mobilità visiva coerente con l’idea di abito strumento.
FAQ
- Qual è il principio chiave della collezione? Il trasformismo dei capi tramite zip e moduli separabili.
- Come si integra l’estetica orientale? Attraverso materiali essenziali, linee pulite e calzature in paglia da pescatore giapponese.
- In che modo i completi cambiano funzione? Pannelli removibili e strati autonomi permettono passaggi da formale a tecnico.
- Qual è il ruolo delle zip nel design? Strumento strutturale e visivo che abilita varianti di forma e uso.
- Quali accessori supportano la trasformabilità? Borse che si aprono rivelando capi integrati come cappotti o sciarpe-fusciacca.
- Che rapporto c’è tra utilità e stile? La funzionalità guida il taglio, mantenendo rigore sartoriale e proporzioni controllate.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’ispirazione e i dettagli provengono dall’articolo di ANSA.




