Sempio, nuovi elementi digitali aprono scenari inattesi nel caso Poggi

Nuove carte della Procura e scenario investigativo
Le nuove carte depositate dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco delineano un quadro investigativo più articolato intorno alla posizione di Andrea Sempio e riaprono, di fatto, la discussione sulla condanna definitiva di Alberto Stasi. Al centro ci sono i computer di Chiara Poggi e di Stasi, gli accessi agli account domestici e una lunga serie di file coperti da omissis che lasciano intuire un fronte probatorio ancora non pubblico.
Nel documento “Deduzioni del pubblico ministero”, firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone e dal procuratore aggiunto Stefano Civardi, emergono passaggi chiave sia sull’ampiezza degli accertamenti a carico di Sempio sia sulla natura di una vera e propria “indagine difensiva” in favore di Stasi, funzionale a una possibile revisione.
La portata degli omissis sull’indagine a carico di Sempio
Gli omissis occupano un’intera pagina dell’atto e riguardano file sensibili presenti sul computer indicato come “Pcfissochiara”, usato da Chiara Poggi, dal fratello Marco Poggi e dagli amici, tra cui Andrea Sempio. I pm chiedono al consulente tecnico Paolo Dal Checco di ricostruire, per ogni file, cronologia completa di creazione, modifica, visualizzazione, importazione, esportazione e cancellazione.
La Procura mira a stabilire se e quando Sempio abbia “sbirciato” contenuti privati, tra cui i video della cartella “Albert” e altri materiali erotici non pubblici. Tre mesi prima dell’omicidio, Chiara cripta proprio quella cartella, segnale che si era accorta di intrusioni. Questo passaggio viene indicato come potenziale snodo del movente ipotizzato dagli inquirenti.
Il ruolo degli accessi informatici nel possibile movente
Nel mirino degli inquirenti ci sono gli accessi al pc di casa Poggi all’insaputa di Chiara. Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, Sempio avrebbe visionato contenuti intimi della coppia Chiara–Stasi e altre immagini dal contenuto delicato, fino a essere scoperto. L’indagine punta a verificare, tramite log e metadati, se vi siano state sessioni di utilizzo riconducibili univocamente ad Andrea.


La dinamica ipotizzata prevede una progressione: prime intrusioni, successiva reazione di Chiara con la cifratura della cartella “Albert”, eventuale deterioramento dei rapporti. La prova informatica diventa così decisiva per collegare l’accesso non autorizzato a un movente concreto, superando le mere suggestioni e ancorando l’ipotesi accusatoria a eventi tecnicamente verificabili.
Strategia della Procura tra accusa a Sempio e “difesa” di Stasi
L’atto della Procura di Pavia mostra una doppia direttrice: da un lato l’approfondimento delle responsabilità di Andrea Sempio, dall’altro una forma inusuale di indagine “pro Stasi”, finalizzata a verificare la tenuta della condanna definitiva di Alberto Stasi alla luce dei nuovi elementi digitali. Questo doppio binario è rilevante anche sul piano giuridico, perché anticipa i contenuti di una possibile istanza di revisione da inoltrare alla Procura generale di Milano e alla Corte d’appello di Brescia.
I pm chiariscono di avere già conferito, il 20 gennaio 2026, incarico formale al proprio consulente tecnico per affrontare tutti i temi sollevati dalla difesa di Sempio, “ed ulteriori”, sottolineando quindi un raggio d’azione più ampio di quello richiesto dagli avvocati dell’indagato.
Perché la Procura si oppone all’incidente probatorio richiesto
I difensori di Andrea Sempio avevano chiesto un incidente probatorio sui pc di Alberto Stasi e di Chiara Poggi, per cristallizzare sin d’ora una perizia irripetibile. La Procura si oppone sostenendo che l’ufficio ha già disposto accertamenti mirati con un proprio consulente, ritenendoli sufficienti e più gestibili in questa fase.
L’opposizione non appare come chiusura alla verifica tecnica, ma come rivendicazione della titolarità piena dell’indagine. I pm vogliono mantenere il controllo metodologico e temporale sulle analisi digitali, evitando di “blindare” una perizia prima di avere un quadro completo dei dati emergenti, soprattutto sui file coperti da omissis.
Indagine difensiva a favore di Stasi e rilevanza per la revisione
La Procura di Pavia esplicita che gli accertamenti sul computer di Alberto Stasi hanno anche una funzione di verifica a suo favore, in vista di un’eventuale istanza di revisione. Si tratta di una scelta non frequente: normalmente sono il condannato o la difesa a promuovere nuove indagini, non l’ufficio che in passato aveva sostenuto l’accusa.
L’orientamento attuale punta a escludere, con strumenti tecnici aggiornati, che Chiara abbia scoperto sul pc del fidanzato qualcosa di tale da giustificare un improvviso conflitto o un movente riconducibile a Stasi. Se questa ipotesi venisse definitivamente smentita, il baricentro probatorio si sposterebbe ulteriormente verso Sempio, rafforzando la richiesta di revisione.
Gli accertamenti sui pc e gli scenari giudiziari futuri
Il mandato al consulente Paolo Dal Checco sul pc di Alberto Stasi è circoscritto ma cruciale: ricostruire in modo cronologico tutte le attività registrate a partire dalle 21 del 12 agosto 2007, con focus sulla cartella “Albertodocumentiimmaginimilitarenuova cartella”, dove era conservata la collezione di foto porno. L’obiettivo è capire se e quando tali contenuti siano stati effettivamente visionati da Chiara Poggi, o se questa ipotesi resti priva di supporto fattuale.
Su “Pcfissochiara” la richiesta è ancora più ampia e attraversa video, immagini, documenti personali e file legati alla cerchia di amici che frequentava la casa di Garlasco, compreso il filmato “0003.pg” girato a scuola e la cartella “Albert”.
La ricostruzione forense delle attività su Pcfissochiara
La Procura chiede una vera timeline digitale: ogni evento di creazione, apertura, copia, spostamento o cancellazione dei file selezionati dovrà essere ricostruito, con indicazione di data, ora e contesto tecnico. Questo lavoro è essenziale per attribuire con precisione le attività agli utenti che avevano accesso fisico al pc.
L’analisi dei log di sistema, dei punti di ripristino e delle eventuali tracce residue di file cancellati può restituire la sequenza delle intrusioni. Gli inquirenti intendono così verificare se l’azione di cifrare la cartella “Albert” da parte di Chiara si collochi temporalmente dopo accessi riconducibili a Andrea Sempio, rafforzando l’ipotesi di un contrasto legato alla violazione della sua privacy.
Dalla nuova prova digitale alla possibile revisione di Stasi
Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, il diritto italiano consente la revisione in presenza di nuove prove idonee a escludere o attenuare la responsabilità del condannato. Le risultanze delle perizie informatiche su pc di Stasi e di Chiara possono costituire, per la Procura di Pavia, il fulcro di una richiesta formale alla Procura generale di Milano.
Una volta depositata, l’istanza sarebbe valutata dalla Corte d’appello di Brescia, competente per le revisioni. Se la Corte ritenesse i nuovi elementi decisivi, potrebbe disporre la liberazione immediata di Stasi e l’apertura di un nuovo processo. Contestualmente, il fascicolo su Andrea Sempio procederebbe verso l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, con un impianto accusatorio fortemente ancorato alle prove digitali.
FAQ
Perché la Procura di Pavia sta approfondendo il ruolo di Andrea Sempio?
Perché emergono nuovi elementi sugli accessi di Andrea Sempio al pc di casa Poggi, in particolare alla cartella “Albert” e ad altri file sensibili su “Pcfissochiara”. La Procura ritiene che tali intrusioni possano collegarsi a un potenziale movente legato alla violazione della privacy di Chiara Poggi.
Cosa rappresentano gli omissis nelle nuove carte del procedimento?
Gli omissis coprono un elenco dettagliato di file presenti sul computer di Chiara Poggi, ritenuti estremamente delicati. Sono nascosti per tutelare la riservatezza delle persone coinvolte e per non compromettere le indagini in corso, ma indicano che il materiale oggetto di analisi è più ampio dei video già noti.
Per quale motivo si analizza di nuovo il pc di Alberto Stasi se è già condannato?
Il nuovo esame serve a ricostruire con precisione le attività sul pc di Alberto Stasi dalle 21 del 12 agosto 2007, inclusa la gestione della cartella porno. L’obiettivo è verificare se Chiara abbia davvero visionato quei contenuti o se questa ipotesi vada esclusa, incidendo sull’attendibilità del movente storicamente attribuito a Stasi.
Cosa significa che la Procura svolge un’“indagine difensiva” a favore di Stasi?
Significa che la stessa Procura di Pavia, pur avendo in passato sostenuto l’accusa, oggi promuove accertamenti tecnici potenzialmente idonei a ridimensionare o escludere la responsabilità di Alberto Stasi. È un passaggio funzionale alla valutazione di un’eventuale richiesta di revisione della condanna definitiva.
Qual è il percorso giuridico per arrivare alla revisione della condanna di Stasi?
Dopo gli accertamenti tecnici, la Procura di Pavia può inviare una richiesta di revisione alla Procura generale di Milano. La decisione spetta alla Corte d’appello di Brescia, che valuta se i nuovi elementi siano tali da giustificare un nuovo processo e, se del caso, la liberazione immediata di Stasi.
Da quali documenti emergono le nuove indicazioni sull’indagine e sugli omissis?
Le informazioni derivano dalla nota della Procura di Pavia intitolata “Deduzioni del pubblico ministero”, depositata nel procedimento che riguarda Andrea Sempio e richiamata nelle nuove carte della stessa Procura sul delitto di Garlasco.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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