Selvaggia Lucarelli smonta le accuse dell’ex iena: la verità scomoda dietro il caso Ferragni e il presunto rosicamento
Indice dei Contenuti:
Replica alle accuse dell’ex iena
Selvaggia Lucarelli interviene sui social dopo le accuse di un’ex Iena che l’ha definita “rosicona”, sostenendo che sarebbe infastidita dal mancato carcere per Chiara Ferragni. La giornalista risponde su X con toni netti, attaccando la scarsa accuratezza informativa dell’ex inviato e ricordando di aver sempre escluso interesse per l’aspetto penale del caso.
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Nel suo messaggio, la giurata di Ballando con le Stelle parla di “video da babbo” e contesta la narrazione secondo cui avrebbe tifato per la detenzione dell’influencer, definendo la ricostruzione priva di basi.
Il riferimento, senza nome esplicito, conduce a Antonino Monteleone, ex volto de Le Iene e conduttore di Linea di Confine, che in un video su Instagram l’accusa di rabbia per il proscioglimento e di ostilità verso il Codacons per l’accordo che ha portato al ritiro della querela.
Monteleone sostiene che la giornalista desiderasse un processo e che la delusione derivi dall’assenza dell’aggravante sulla “minorata capacità di difesa” dei consumatori, elemento che ha limitato la perseguibilità d’ufficio del reato.
Lucarelli ribadisce invece la propria linea: nessun desiderio di carcere, contestazione puntuale delle notizie imprecise e rivendicazione del lavoro giornalistico svolto sul caso Pandoro Gate.
Chiarimenti su proscioglimento e non assoluzione
Selvaggia Lucarelli puntualizza la differenza tra “proscioglimento” e “assoluzione” nel caso Chiara Ferragni, correggendo la narrazione iniziale circolata fuori dal Tribunale di Milano. Il proscioglimento in fase preliminare non equivale a una sentenza di merito: indica che il procedimento non prosegue per ragioni giuridiche tipizzate.
Nel fascicolo non è stata riconosciuta l’aggravante della “minorata capacità di difesa” dei consumatori; il reato ipotizzato non era quindi perseguibile d’ufficio e la querela ritirata in seguito all’intesa con il Codacons ha chiuso la partita penale.
La giornalista rimarca che l’esito non cancella il tema della “pubblicità ingannevole”, già oggetto di sanzioni e di un impatto reputazionale rilevante per l’imprenditrice.
L’insistenza sul termine corretto, “prosciolta” e non “assolta”, risponde a un’esigenza di precisione lessicale e giuridica utile a evitare letture trionfalistiche o fuorvianti.
Il punto, ribadito sui social, è che la dimensione penale è stata circoscritta da presupposti processuali, mentre la vicenda resta significativa sul piano etico e informativo.
La correzione del linguaggio impiegato da legali e commentatori viene presentata come servizio ai lettori: distinguere gli esiti giudiziari è parte dell’accuratezza del racconto pubblico.
Le posizioni pregresse di Lucarelli su Ferragni e il penale
Selvaggia Lucarelli aveva già chiarito nel 2024, ospite di Piero Chiambretti a Donne sull’Orlo di una Crisi di Nervi, di non auspicare una condanna per Chiara Ferragni e di considerare secondaria la dimensione penale rispetto al valore sociale della vicenda. Sottolineò che l’episodio configurava “pubblicità ingannevole” e che l’impatto reputazionale fosse già una sanzione significativa.
Nel 2025, a Verissimo, ribadì empatia per l’imprenditrice, evidenziando il prezzo pagato in termini professionali e di immagine e definendo eccessiva l’ipotesi del carcere, soprattutto alla luce di un dibattito pubblico diventato sproporzionato.
In più interventi pubblici spiegò che l’interesse giornalistico riguardava trasparenza e responsabilità nella comunicazione commerciale, non la persecuzione penale dell’influencer, linea poi richiamata anche nelle ultime ore dopo il proscioglimento.
La giornalista ha riconosciuto che la correzione del linguaggio usato nel dibattito serve a evitare equivoci, distinguendo tra sanzioni amministrative, conseguenze reputazionali e profili di reato.
Ha inoltre rimarcato che l’attenzione resti sui meccanismi delle campagne benefiche e sulle garanzie per i consumatori, aspetti che hanno avuto ricadute concrete ben oltre l’aula di giustizia.
Una coerenza di posizione documentata da ospitate tv, post sui social e dichiarazioni successive, che contraddice l’accusa di desiderare esiti detentivi.
FAQ
- Qual è la posizione di Selvaggia Lucarelli sull’aspetto penale? Ha più volte detto di non essere interessata alla condanna penale e di considerare centrale la trasparenza verso i consumatori.
- Cosa aveva dichiarato nel 2024 in tv? A ospitate con Piero Chiambretti ha affermato che una condanna penale non avrebbe valore pedagogico rispetto alla “pubblicità ingannevole”.
- Cosa ha detto nel 2025 a Verissimo? Ha espresso empatia per Chiara Ferragni, ritenendo eccessiva l’idea del carcere e sufficiente il costo reputazionale e professionale già pagato.
- Perché insiste su “prosciolta” e non “assolta”? Per correttezza giuridica e per evitare interpretazioni fuorvianti sull’esito processuale.
- Qual è il focus del suo lavoro giornalistico sul caso? Verifica dei fatti, chiarezza sulle pratiche commerciali e tutela dei consumatori.
- Queste posizioni smentiscono le accuse dell’ex Iena? Sì, mostrano una linea coerente contraria al desiderio di vedere l’influencer in carcere.
- Qual è la fonte giornalistica citata sul contesto delle reazioni? Ricostruzioni e aggiornamenti riportati da Anthony Festa (15/01/2026) e dalle dichiarazioni pubbliche rilanciate sui social e in tv.




