Scooter con targa polacca in crescita, tra vantaggi economici e sanzioni

Assicurazioni estere per auto: come funziona il risparmio e quali rischi comporta
Un numero crescente di automobilisti italiani sta intestando l’auto all’estero per abbattere il costo dell’RC auto, soprattutto in Paesi come Polonia, Bulgaria o Romania. Questa pratica, nota come “esterovestizione delle targhe”, consente di dimezzare il premio assicurativo rispetto all’Italia. Succede oggi su tutto il territorio nazionale, in particolare tra chi vive nelle province con tariffe più alte. Ma l’illusione di guidare sempre tranquilli è parziale: la normativa europea, i controlli digitali e le nuove regole italiane stanno restringendo gli spazi di manovra, con rischi seri in caso di incidenti, sequestri o contestazioni fiscali.
In sintesi:
- Molti italiani immatricolano all’estero per pagare molto meno l’assicurazione auto.
- Le norme italiane vietano il trucco a chi risiede stabilmente in Italia con auto estera.
- Rischi: multe, sequestro del veicolo, rivalsa assicurativa e problemi fiscali e penali.
Come funziona la targa estera e perché attira tanti automobilisti italiani
L’esterovestizione dell’auto avviene quando un cittadino italiano utilizza un veicolo immatricolato e assicurato all’estero, spesso tramite società di comodo o prestanome residenti in Paesi a basso costo assicurativo. L’operazione può far risparmiare centinaia, talvolta migliaia di euro l’anno, soprattutto per giovani neopatentati o residenti in aree con alta sinistrosità.
La pratica, però, si scontra con regole precise. Il Codice della strada vieta a chi è residente in Italia da oltre 60 giorni di circolare stabilmente con un’auto immatricolata all’estero, salvo casi specifici (leasing internazionale reale, noleggio documentato, uso temporaneo). In caso di controlli, la Polizia può contestare l’uso fittizio della targa straniera, con sanzioni pecuniarie e possibile fermo o sequestro del veicolo.
Anche sotto il profilo assicurativo i rischi sono rilevanti: in caso di sinistro, la compagnia estera può eccepire dichiarazioni non veritiere sulla residenza del conducente e attivare la rivalsa, chiedendo il rimborso di quanto pagato alle vittime.
Nuovi controlli, norme più rigide e possibili scenari futuri per chi sceglie l’estero
L’evoluzione tecnologica sta rendendo più difficile mascherare un’auto estera usata stabilmente in Italia. Incroci automatici tra banche dati, varchi ZTL, telecamere tutor e verifiche incrociate dei contratti assicurativi permettono di individuare le situazioni sospette.
In parallelo, il legislatore italiano sta rafforzando gli strumenti contro l’esterovestizione, anche per difendere la concorrenza leale tra compagnie e recuperare gettito fiscale. È plausibile un ulteriore irrigidimento delle norme su residenza, proprietà effettiva del veicolo e tracciabilità dei premi assicurativi.
Per gli automobilisti, la vera strategia di lungo periodo potrebbe spostarsi da scorciatoie legali al confronto tra offerte, scatola nera e formule personalizzate, mentre l’Unione europea lavora a un mercato assicurativo sempre più integrato ma anche più controllato.
FAQ
È legale circolare in Italia con un’auto con targa estera?
Sì, ma solo in condizioni ben precise: chi è residente in Italia da oltre 60 giorni non può usare stabilmente un’auto con targa estera, salvo contratti reali di leasing o noleggio internazionale. In caso contrario scattano sanzioni, fermo amministrativo e possibili contestazioni fiscali.
Quanto si può risparmiare con un’assicurazione auto estera?
Il risparmio può essere significativo: in alcune province italiane l’RC auto con targa estera arriva a costare anche il 50% in meno rispetto alle polizze nazionali. Tuttavia, il vantaggio economico va sempre confrontato con sanzioni, rischi di rivalsa e costi legali potenziali.
Cosa succede se faccio un incidente con un’auto con targa straniera?
In linea di principio il danneggiato viene comunque risarcito, sfruttando i meccanismi di garanzia internazionale. Tuttavia, la compagnia estera può rivalersi su chi guida se emergono false dichiarazioni su residenza o uso del veicolo. L’automobilista rischia di pagare personalmente danni molto elevati.
Come verificare la regolarità di un’auto con targa estera in Italia?
È possibile controllare contratto di acquisto o leasing, residenza effettiva del proprietario, durata della permanenza in Italia e conformità della polizza alla normativa europea. Un consulente legale o un’agenzia specializzata possono valutare rischi di esterovestizione e possibili sanzioni future.
Dove trovare ulteriori dettagli sui rischi dell’esterovestizione delle auto?
È utile consultare il Codice della strada, i siti ufficiali di Ministero dei Trasporti e IVASS, oltre agli approfondimenti pubblicati da testate locali come NapoliToday, che ha analizzato il fenomeno delle targhe estere e delle assicurazioni a basso costo per gli automobilisti italiani.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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