Scontrino manomesso al parchimetro, la nuova rivelazione del settimanale Giallo

Nuovi dubbi sull’alibi e sul ticket del parcheggio
Il caso del ticket del parcheggio legato al delitto di Garlasco torna a scuotere l’inchiesta, con nuove contestazioni sulla sua autenticità e sul ruolo di Andrea Sempio. La presunta manomissione del parchimetro di piazza Sant’Ambrogio a Vigevano apre scenari delicati per la ricostruzione dell’alibi e per la credibilità di alcune testimonianze chiave.
Le rivelazioni riportate dal settimanale Giallo e le dichiarazioni del pompiere amico di famiglia alimentano sospetti su una prova che per anni è stata considerata marginale, ma che oggi potrebbe assumere un peso centrale nelle nuove indagini della Procura.
La ricostruzione dell’alibi di Andrea Sempio
Secondo la versione di Andrea Sempio, il ticket proverebbe la sua presenza a Vigevano per una sosta in piazza Sant’Ambrogio, dove avrebbe parcheggiato per andare in libreria, trovandola chiusa. Quel frammento di carta è stato consegnato ai Carabinieri a distanza di un anno dal delitto di Garlasco, come presunta conferma di estraneità ai fatti.
La scelta di esibire lo scontrino, conservato per mesi in auto o in casa, ha però destato perplessità tra gli inquirenti, sia per la tempistica della consegna sia per la coerenza con i precedenti interrogatori.
Le perplessità su conservazione e consegna dello scontrino
Il padre di Sempio ha raccontato di aver trovato il ticket in macchina pochi giorni dopo il delitto e di aver deciso, su consiglio della moglie, di conservarlo in previsione di possibili convocazioni del figlio come amico di Marco Poggi.
Una versione che contrasta con quanto riferito in un interrogatorio del 2017 da Sempio, secondo cui il ritrovamento sarebbe avvenuto quando era già stato sentito dai Carabinieri. La discrepanza cronologica rende opaca la genesi dell’alibi documentale e rafforza i dubbi sulla spontaneità della sua produzione investigativa.
La pista della manomissione del parchimetro
L’elemento di svolta arriva dalla testimonianza del pompiere Antonio Bugada, amico della madre di Sempio, che avrebbe raccontato in Procura come, nel 2007, il parchimetro di piazza Sant’Ambrogio fosse facilmente manipolabile. Non si tratterebbe quindi di un semplice scontrino “trovato”, ma del possibile prodotto di una manomissione mirata.
Questa versione, ora al vaglio degli inquirenti di Pavia, mette in discussione la natura stessa del ticket come prova di alibi.
Il racconto del pompiere e il ruolo del produttore
Secondo quanto riferito da Bugada, lui e alcuni colleghi dei Vigili del Fuoco avrebbero, in passato, creato scontrini con date e orari “ad hoc” sfruttando le vulnerabilità del parchimetro, con la complicità del produttore dell’apparecchiatura. L’obiettivo era giustificare uscite di servizio in orari non autorizzati.
Una pratica descritta come “vera e propria truffa” ma mai scoperta all’epoca. Questo quadro dimostra che il sistema di emissione dei ticket non garantiva l’immutabilità dei dati, minando l’affidabilità di ogni scontrino come prova oggettiva.
Debolezze tecniche e limiti probatori del ticket
Il possibile intervento manuale sul parchimetro riduce la forza probatoria del ticket, che non può essere considerato automaticamente un riscontro cronologico certo. L’assenza, nel 2007, dell’obbligo di inserire la targa e la facilità di generare scontrini “su misura” rendono fragile qualsiasi alibi fondato solo su quel documento.
Gli attuali modelli di parchimetro, più sicuri e tracciabili, evidenziano per contrasto quanto il sistema precedente fosse esposto ad abusi e manipolazioni, con gravi ricadute sulle indagini giudiziarie che vi hanno fatto affidamento.
Le verifiche della Procura e gli indizi numerici
La Procura di Pavia avrebbe effettuato molteplici accertamenti tecnici sullo scontrino presentato da Sempio, incrociando numeri di serie, datazioni e compatibilità con il funzionamento del parchimetro nel 2007. Il settimanale Giallo sostiene che da queste analisi emergano incongruenze difficilmente spiegabili come semplici errori casuali.
In particolare, anche il confronto con un secondo ticket conservato in casa Sempio aprirebbe nuove ombre sulla genuinità della documentazione.
I numeri di serie e la questione del secondo scontrino
Nell’inchiesta giornalistica si evidenzia come lo scontrino relativo al giorno del delitto e un secondo ticket datato 14 agosto 2007 presentino numeri di serie non coerenti tra loro, pur provenendo dallo stesso parchimetro. Una discrepanza che, se confermata, suggerirebbe emissioni non lineari o forzate.
Per gli inquirenti, la mancata sequenzialità potrebbe indicare un utilizzo anomalo dell’apparecchio, compatibile con una produzione “ad hoc” dei ticket piuttosto che con un uso ordinario da parte di automobilisti comuni.
Impatto sull’inchiesta e prospettive processuali
Il indebolimento dell’alibi documentale di Sempio offre alla Procura un motivo concreto per riesaminare, per la terza volta, il suo possibile coinvolgimento nel delitto di Garlasco. La contestazione della validità del ticket apre la strada a nuove attività istruttorie su movimenti, contatti e tempi della giornata del 13 agosto 2007.
L’eventuale qualificazione delle manomissioni del parchimetro come truffa sistematica potrà avere riflessi non solo sulla posizione di Sempio, ma anche sull’attendibilità di altre prove d’epoca fondate su sistemi analoghi.
FAQ
Perché il ticket del parcheggio è considerato oggi inattendibile?
Le nuove testimonianze indicano che il parchimetro di piazza Sant’Ambrogio nel 2007 poteva essere manomesso facilmente, permettendo l’emissione di scontrini con date e orari falsati. Ciò rende il ticket un elemento probatorio debole.
Che cosa ha raccontato il pompiere Antonio Bugada agli inquirenti?
Antonio Bugada ha riferito in Procura che lui e alcuni colleghi, con l’aiuto del produttore del parchimetro, avrebbero creato scontrini “ad hoc” per giustificare uscite dal lavoro in orari non consoni, descrivendo una pratica illecita mai scoperta all’epoca.
Qual è il ruolo della famiglia Sempio nella gestione dello scontrino?
Il padre di Andrea Sempio sostiene di aver trovato il ticket in auto e di aver deciso, con la moglie, di conservarlo in previsione di future convocazioni. Questa versione temporale, però, non coincide pienamente con quanto dichiarato successivamente da Andrea.
Perché la Procura di Pavia ha riaperto le indagini sul delitto di Garlasco?
La Procura di Pavia ha riaperto le indagini alla luce di nuove dichiarazioni, delle verifiche tecniche sui numeri di serie degli scontrini e della possibile manomissione del parchimetro, che potrebbero cambiare la valutazione sull’alibi di Sempio.
Cosa cambia con i nuovi modelli di parchimetro rispetto al 2007?
I parchimetri attuali richiedono l’inserimento della targa e sono progettati con sistemi di controllo più avanzati, rendendo molto più difficile manipolare orari e date. Nel 2007 tali garanzie tecnologiche non erano presenti.
Qual è la principale fonte giornalistica sulle novità del caso?
Le informazioni più dettagliate sulle presunte manomissioni del parchimetro e sul ticket di Andrea Sempio provengono dal settimanale Giallo, che ha dedicato al tema un’inchiesta approfondita e una copertina specifica.




