Sanremo sorprende, Ermal Meta rientra in gara con Stella stellina

Indice dei Contenuti:
Sanremo, Ermal Meta torna in gara con “Stella stellina”
Un ritorno carico di significato
Ermal Meta torna sul palco dell’Ariston tra i Big con un brano che sceglie la via dell’empatia più che dello schieramento politico. La nuova canzone mette al centro una bambina palestinese senza nome, figura simbolica che rappresenta tutti i minori travolti dai conflitti contemporanei.
Il racconto è affidato allo sguardo di un uomo – forse un padre, forse un vicino – che osserva da vicino la quotidianità spezzata di chi vive sotto le bombe. Non c’è retorica né compiacimento del dolore: il testo insiste su dettagli minimi, gesti interrotti, sogni sospesi, trasformando una storia individuale in memoria collettiva.
La scrittura di Ermal Meta segue la tradizione del cantautorato civile italiano, ma la aggiorna con un approccio più intimo e cinematografico. La canzone diventa così un atto di resistenza emotiva: non racconta la guerra in astratto, ma il diritto a restare umani nonostante la distruzione. Il messaggio di speranza, pur attraversato dal lutto, si affida alla capacità delle immagini poetiche di arrivare oltre ogni schieramento.
Suono mediorientale e produzione d’autore
La produzione firmata da Ermal Meta insieme a Dardust sfrutta in modo mirato sonorità mediorientali, che immergono immediatamente l’ascoltatore in un paesaggio sonoro coerente con il tema. L’uso dell’oud e di percussioni tipiche dell’area araba non è un semplice vezzo etnico: costruisce un ambiente narrativo che sostiene ogni immagine del testo.
Le atmosfere sospese, i tappeti armonici essenziali e le dinamiche in crescendo puntano a far emergere la voce e le parole, senza sovraccarichi. L’arrangiamento lavora per sottrazione, alternando rare aperture orchestrali a passaggi quasi sussurrati, come se la canzone fosse una testimonianza raccolta a bassa voce. Questo approccio valorizza il contrasto tra l’innocenza dell’infanzia e il fragore della guerra.
La pubblicazione in presave tramite l’etichetta Columbia posiziona il singolo in una strategia editoriale orientata alle piattaforme digitali e alla viralità tematica, ma la scrittura rimane saldamente autoriale. Il brano sembra pensato per durare oltre il contesto festivaliero, come tassello di un discorso artistico sulla fragilità dei più deboli nei conflitti globali.
Un percorso sanremese e un nuovo tour
Per il pubblico dell’Ariston, Ermal Meta è ormai un volto di riferimento: dalle Nuove Proposte del 2016 con “Odio le favole”, al podio tra i Big nel 2017 con “Vietato morire” e al trionfo del 2018 con Fabrizio Moro in “Non mi avete fatto niente”, il legame con il Festival è diventato parte centrale della sua credibilità autoriale. Il podio del 2021 con “Un milione di cose da dirti” ha confermato la sua capacità di coniugare scrittura sofisticata e immediata presa popolare.
Dopo la nuova partecipazione, il cantautore ripartirà da maggio 2026 con un tour nei club italiani, step successivo al recente giro teatrale tutto sold out che intrecciava racconti e musica in chiave narrativa. Nei locali, la formula cambia: niente distanza, niente filtri, ma una dimensione più elettrica e ravvicinata, con arrangiamenti pensati per esaltare energia, ritmo e interazione diretta con il pubblico.
Le date prodotte da Friends and Partners toccheranno città chiave come Firenze (Cartiere Carrara), Bologna (Estragon) e Napoli (Casa della Musica), con biglietti disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali. La scelta dei club indica la volontà di consolidare un rapporto quasi confidenziale con i fan, trasformando ogni concerto in un prolungamento naturale dei temi e delle emozioni portate sul palco sanremese.
FAQ
D: Di cosa parla il nuovo brano presentato a Sanremo?
R: Racconta la storia simbolica di una bambina palestinese senza nome, rappresentazione di tutti i minori innocenti colpiti dalla guerra, con uno sguardo intimo e non retorico.
D: Chi ha curato la produzione musicale del brano?
R: La produzione è firmata da Ermal Meta insieme al producer e compositore Dardust, con un forte lavoro sulle sonorità mediorientali.
D: Quali strumenti caratterizzano il sound della canzone?
R: Tra gli strumenti principali spicca l’oud, affiancato da percussioni e texture armoniche che richiamano l’area mediorientale, integrate in una struttura pop d’autore.
D: Dove è possibile trovare in anteprima il brano?
R: Il singolo è disponibile in presave sulle principali piattaforme digitali tramite il link ufficiale dell’etichetta Columbia.
D: Qual è la storia di Ermal Meta al Festival di Sanremo?
R: Dal debutto tra le Nuove Proposte nel 2016, è salito più volte sul podio, vincendo l’edizione 2018 con Fabrizio Moro e rappresentando l’Italia all’Eurovision Song Contest.
D: Quando partirà il prossimo tour nei club?
R: Il nuovo giro nei club italiani inizierà a maggio 2026, con date concentrate in primavera ed estate nei principali locali della penisola.
D: Dove si possono acquistare i biglietti per i concerti?
R: I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita autorizzati indicati dal promoter Friends and Partners.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia sul brano?
R: Le informazioni di partenza sulla partecipazione al Festival e sul contenuto del brano provengono da un dispaccio dell’agenzia stampa Askanews datato Roma, 26 gennaio.




