Sanremo sorprende con cover rivoluzionate e omaggi imperdibili a Vanoni
Sanremo 2026, la serata cover che può ribaltare il Festival
La serata cover di Sanremo 2026 si annuncia come il vero “festival nel festival”, con scelte radicali tra omaggi ai miti, pop d’assalto e incursioni internazionali. Le strategie dei Big puntano su memoria emotiva, virabilità social e peso delle guest star, elementi decisivi per Televoto, Giurie e visibilità su Google Discover.
Tra venerdì 27 febbraio e la notte del Teatro Ariston, i duetti potrebbero cambiare gerarchie in classifica e valore percepito degli artisti in gara.
Doppi omaggi a Vanoni, Nannini e Mina: la memoria che fa share
Il doppio tributo a Ornella Vanoni affida a Patty Pravo “Ti lascio una canzone”, con il primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko, e a Michele Bravi “Domani è un altro giorno” con Fiorella Mannoia.
Per Gianna Nannini: “Meravigliosa creatura” di Fedez & Marco Masini con il violoncellista Stjepan Hauser, e “I maschi” scelta da Levante con Gaia.
La doppietta Mina passa da “Parole parole” di Fulminacci con la giornalista Francesca Fagnani e da “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Malika Ayane con l’attore Claudio Santamaria.
Lucio Dalla e il filone cantautorale che punta alla critica
Lucio Dalla è al centro di due operazioni narrative: Tommaso Paradiso con gli Stadio in “L’ultima luna” e Tredici Pietro in “Vita” con Galeffi, affiancato da Fudasca e band, con rimando emotivo a Gianni Morandi.
Il cantautorato puro prosegue con Chiello e Morgan in “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, Nayt con Joan Thiele in “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André e Leo Gassmann con Aiello in “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante.
Qui i voti della stampa e delle radio potrebbero pesare più del Televoto.
Duetti improbabili e super pop: come si costruisce il tormentone
Il blocco più spregiudicato è quello che mescola cult generazionali, sigle tv e pop da stadio. Il rischio calcolato è generare clip virali e cori da social, più che performance “perfette”.
Per la SEO di Google News, i nomi pop e i brani noti creano picchi di ricerche in tempo reale, spingendo copertura mediatica e replay su piattaforme streaming.
Da Pupo a Cristina D’Avena: l’Ariston trasformato in karaoke nazionale
Dargen D’Amico con Pupo e la tromba di Fabrizio Bosso rilancia “Su di noi”, perfetta per il canto collettivo da salotto e social clip.
Le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena scelgono “Occhi di gatto”, sigla cult anime che intercetta pubblico infantile, trentenni nostalgici e fandom manga.
Lda & Aka 7even puntano su “Andamento lento” con Tullio De Piscopo, mentre Samurai Jay trasforma “Baila morena” di Zucchero in numero televisivo con Belén Rodríguez e Roy Paci.
Tra Cochi e Renato, Brunori sas e il ritorno dei veri autori
J-Ax resuscita “E la vita, la vita” di Cochi e Renato con la misteriosa Ligera County Fam, probabile copertura per il ritorno del duo comico sul palco.
Maria Antonietta & Colombre arruolano Brunori Sas per “Il mondo” di Jimmy Fontana, scelta d’autore che parla al pubblico di nicchia e ai recensori.
In parallelo, Luchè con Gianluca Grignani, Eddie Brock con Fabrizio Moro, Mara Sattei con Mecna ed Enrico Nigiotti con Alfa preferiscono gli interpreti originali, puntando su autenticità e credibilità.
Sanremo guarda al mondo: le cover internazionali che dividono
Un fronte cruciale è quello delle scelte in lingua straniera, dove il rischio di distacco emotivo del pubblico si bilancia con la forza iconica dei brani. Qui la precisione vocale e l’arrangiamento saranno determinanti per Giuria Radio e Sala Stampa.
Le performance più riuscite potrebbero generare ricerche globali e menzioni su media esteri.
Da Ray Charles a Frank Sinatra: quando il soul incontra l’Ariston
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi si misura con “Hit the Road Jack” di Ray Charles, incrociando soul, chitarra e voce baritonale.
Ditonellapiaga chiama il provocatorio TonyPitony per “The Lady Is a Tramp” di Frank Sinatra, numero ad alto tasso scenico e potenziale polemico.
Ermal Meta con Dardust affronta “Golden hour” di Jvke, mentre Raf con i The Kolors rilegge “The Riddle” di Gigi D’Agostino in chiave dance-pop da playlist digitali.
Elettra Lamborghini, Las Ketchup e il ponte Italia–Spagna
Elettra Lamborghini scommette su “Aserejé” con le Las Ketchup, richiamando il tormentone del 2002 e la sua coreografia virale, ideale per TikTok e Reels.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia affronta “Besame mucho”, standard che valorizza tecnica e arrangiamento jazz.
Francesco Renga con Giusy Ferreri propongono “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione italiana di “Space Oddity” di David Bowie firmata Mogol, sintesi tra tradizione italiana e immaginario pop internazionale.
FAQ
Perché la serata cover di Sanremo 2026 è così strategica?
Incide sulla classifica finale, moltiplica l’esposizione tv e digitale e permette agli artisti di legarsi a classici riconoscibili, aumentando voti, ricerche online e passaggi radio.
Quali omaggi risultano più carichi di valore emotivo?
I doppi tributi a Ornella Vanoni, Gianna Nannini, Mina e Lucio Dalla, perché connettono memoria collettiva, biografie personali e forte riconoscibilità dei brani scelti.
Che ruolo hanno gli ospiti nei duetti di Sanremo 2026?
Portano fanbase aggiuntive, autorevolezza artistica e attenzione mediatica; in molti casi trasformano le performance in eventi unici, centrali per il racconto giornalistico.
Le cover internazionali possono penalizzare al Televoto?
Sì, se la barriera linguistica riduce l’impatto emotivo. Ma arrangiamenti forti e ospiti di peso, come Gregory Porter, possono compensare con autorevolezza e spettacolo.
Come incide la serata cover sulla visibilità digitale degli artisti?
Brani noti e ospiti celebri generano picchi di ricerche su Google, tendenze social e streaming, con effetti immediati su Google News e Google Discover.
Qual è la fonte principale delle informazioni sulla serata cover?
I dettagli su duetti, scelte dei brani e dichiarazioni di Carlo Conti derivano dal testo firmato dalla giornalista Antonella Nesi, base originale dell’analisi.




