Sanremo rivoluziona tutto, i critici dividono il Festival tra capolavori e disastri

Indice dei Contenuti:
Sanremo 2026, 5 top e 5 flop dei critici musicali: stroncature e complimenti di Dondoni, Laffranchi e Giordano
Pagelle al vetriolo
Nel primo ascolto in sala stampa del Festival, i tre critici più ascoltati della musica italiana – Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano – hanno stilato una doppia cinquina tra entusiasmi e bocciature nette. Le loro valutazioni, diffuse nel format YouTube Pezzi di Musica, pesano perché arrivano dopo anni di analisi del Festival e incidono subito su percezione mediatica, buzz social e prime scommesse sul vincitore.
Al momento la canzone più citata in positivo è quella di Fulminacci, che ottiene il primo posto sia per Dondoni sia per Laffranchi, con voti altissimi e giudizi che parlano di brano “completo”, moderno e perfettamente centrato per il contesto sanremese 2026. L’altro grande nome che conquista tutti è Tredici Pietro, definito da Giordano una delle rivelazioni del cast: il brano viene letto come occasione di svolta, capace di affrancarlo dall’etichetta di “figlio di Gianni Morandi” grazie a un mix credibile tra strofa rap e ritornello cantautorale.
Completano il quadro dei più apprezzati Tommaso Paradiso, Ditonellapiaga (che però finirà anche nella lista dei bocciati), la coppia Fedez & Marco Masini, Malika Ayane, Dargen D’Amico e Chiello, quest’ultimo descritto come variante “dark” della nuova scuola pop rappresentata da Tananai e Achille Lauro. In tutti i casi i critici rivendicano la provvisorietà del giudizio: un solo ascolto è poco, ma sufficiente per individuare direzione artistica, produzione e potenziale radiofonico.
Cinque promossi, cinque bocciati
Nella fascia alta delle pagelle, Paolo Giordano elegge “Uomo che cade” di Tredici Pietro a brano simbolo di questa annata, proprio perché inatteso e immediato, mentre nella cinquina inserisce anche Fulminacci, Ditonellapiaga, Tommaso Paradiso e il duetto Fedez–Marco Masini.
Andrea Laffranchi mette in cima “Stupida Fortuna” di Fulminacci, che giudica il pezzo più convincente al primo passaggio, e premia poi Chiello, Tommaso Paradiso, Tredici Pietro e Ditonellapiaga. Per lui, il giovane rapper bolognese è all’edizione decisiva: quella in cui il talento può finalmente superare il cognome importante.
Luca Dondoni si allinea sul primato di Fulminacci, a cui assegna un “9” pieno, parlando di brano curato in ogni dettaglio. Dietro, spazio a Malika Ayane, a un ulteriore riconoscimento per Tredici Pietro, al progetto condiviso tra Fedez e Marco Masini e a Dargen D’Amico, inserito tra i migliori nonostante l’andamento più divisivo percepito in sala stampa.
Sui flop, però, il fronte critico si ricompatta: tra i nomi più penalizzati emergono Elettra Lamborghini, Eddie Brock, il duo Maria Antonietta & Colombre, Luchè, Dargen D’Amico stesso (per Laffranchi e Giordano) e la proposta di Ditonellapiaga, giudicata da Dondoni caotica e fuori tempo massimo rispetto all’attuale scena house-pop.
Stroncature, aspettative e impatto sul Festival
Nel dettaglio dei voti negativi, Luca Dondoni punisce duramente Ditonellapiaga, bollando il pezzo come confuso e ancorato a una house datata, quindi poco competitiva per il 2026. Nella sua lista entrano anche Elettra Lamborghini, accusata di aver proposto una semplice “canzoncina”, il progetto di Maria Antonietta & Colombre, giudicato derivativo rispetto ai Coma_Cose, Eddie Brock, definito “il nulla fatto canzone”, e Luchè, brano percepito come piatto e privo di guizzi.
Andrea Laffranchi inserisce tra le delusioni principali Dargen D’Amico, ritenuto sottotono rispetto agli standard di ironia e ganci da tormentone a cui aveva abituato il pubblico. Con lui finiscono tra i meno convincenti Samurai Jay (ricordato solo per il cameo di Belen Rodriguez), Sal Da Vinci per il registro da “matrimonio napoletano”, Arisa con un brano che parte bene ma vira su atmosfere da film d’animazione e l’icona Patty Pravo, il cui pezzo viene ritenuto non all’altezza di una carriera storica.
Paolo Giordano conferma tra i peggiori Dargen D’Amico, pur tenendosi aperta la possibilità di rivalutarlo dopo più ascolti, e boccia senza appello Elettra Lamborghini per un uso reiterato delle citazioni a Raffaella Carrà. Chiudono il quadro negativo Maria Antonietta & Colombre (paragonati ironicamente a una versione lontanissima da Al Bano e Romina Power), Eddie Brock e ancora Luchè. In questo scenario, le pagelle dei critici diventano subito materiale caldo per Google News e Discover, orientando ricerche, clic e percezioni sull’intera line-up.
FAQ
D: Chi sono i tre critici musicali che hanno espresso i giudizi sul Festival?
R: Si tratta di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, firme storiche del giornalismo musicale italiano.
D: Qual è il brano più elogiato nelle prime pagelle?
R: Il pezzo di Fulminacci risulta il più apprezzato, in testa alle classifiche personali sia di Dondoni sia di Laffranchi.
D: Quale artista viene indicato come possibile rivelazione dell’edizione?
R: Tredici Pietro è visto come la vera sorpresa, con un brano considerato maturo e decisivo per la sua carriera.
D: Perché alcune canzoni sono state definite “fuori tempo massimo”?
R: Alcuni critici ritengono certi suoni e strutture troppo legati al passato recente e poco competitivi nel panorama pop del 2026.
D: Quali artisti hanno ricevuto le stroncature più dure?
R: Tra i più criticati compaiono Elettra Lamborghini, Eddie Brock, Maria Antonietta & Colombre, Luchè e in parte Dargen D’Amico.
D: I giudizi sono definitivi o possono cambiare?
R: Gli stessi critici precisano che, dopo un solo ascolto, alcune valutazioni – in particolare su Dargen D’Amico – potrebbero essere riviste.
D: Che peso hanno queste pagelle sul successo al Festival?
R: Le pagelle influenzano narrativa mediatica, curiosità del pubblico e prime classifiche “virtuali”, ma non determinano direttamente il risultato finale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle pagelle citate?
R: I giudizi e le cinquine richiamate provengono da un articolo pubblicato dal sito di intrattenimento Nexilia, riportato e rielaborato in chiave critica e informativa.




