Sanremo rivoluziona il palco: promossi e bocciati che nessuno si aspettava

Indice dei Contenuti:
Sanremo 2026, le pagelle delle canzoni: Eddie Brock rivelazione (8), Tommaso Paradiso prevedibile (6), Patty Pravo impalpabile (4)
Sorprese e conferme al Festival
Tra i 30 big in gara spicca la prova di Eddie Brock, autentica rivelazione con il brano “Avvoltoi”, a cui assegniamo un meritato 8. Il pezzo unisce una scrittura immaginifica a un arrangiamento rock teso ma mai sguaiato, con una cura metrica che richiama la migliore tradizione cantautorale e un ritornello capace di restare in testa senza suonare ruffiano.
L’interpretazione è il vero valore aggiunto: voce ruvida, ma controllata, dinamiche studiate e un uso misurato dei falsetti che rende credibile ogni cambio di atmosfera. L’uscita dal coro generalizzato di ballate mid-tempo rende il brano un punto di riferimento della line-up, rafforzando l’ipotesi di un podio finale e di un forte riscontro streaming già dalla prima sera.
Interessante anche la costruzione narrativa del testo, che gioca con l’immagine degli “avvoltoi” come metafora di un’industria culturale affamata e di relazioni tossiche, evitando moralismi e slogan facili. In un Festival dove il rischio di omologazione è altissimo, questa proposta dimostra visione, identità e una consapevolezza rara per un artista ancora percepito come “outsider”.
Tradizione, manierismi e scelte d’autore
Tommaso Paradiso porta in gara “I romantici” e si attesta su una sufficienza piena, ma senza slanci, voto 6. La struttura è quella che ci si aspetta da lui: strofe diaristiche, bridge emotivo, esplosione di ritornello da cantare in coro, con un sound pop ben rifinito, tra chitarre pulite e tastiere nostalgiche. Tutto funziona, ma quasi nulla sorprende.
Il testo ruota attorno alla consueta poetica delle piccole cose, delle notti in città e delle storie finite a metà, con immagini efficaci ma già sentite nel suo repertorio. Per il pubblico generalista il brano è una comfort zone perfetta, destinata a dominare radio e playlist, ma nell’economia del Festival paga una certa prevedibilità e un rischio di déjà-vu autoriale.
Diverso il caso di Patty Pravo con “Opera”, firmata da Giovanni Caccamo: il voto è 4, per un brano concettuale che resta spesso sospeso, più interessante sulla carta che all’ascolto. L’idea di una mini-suite dall’impronta quasi cameristica, con orchestrazioni raffinate e tempi irregolari, fatica a trovare un centro emotivo e rischia di smarrirsi nelle pieghe di un formalismo elegante ma distante.
Il mosaico sonoro del 2026
La direzione artistica di Carlo Conti disegna un bouquet estremamente vario: dal country di ispirazione americana alle inflessioni latine, fino al pop d’autore e al rap più narrativo. In questo contesto spiccano le scelte tematiche: Ermal Meta affronta il conflitto israelo-palestinese in “Stella stellina”, con un linguaggio simbolico che intreccia memoria, infanzia e orrore della guerra; J-Ax smonta i luoghi comuni sull’Italia in “Italia Starter Pack”, giocando con il country e con un’ironia che non rinuncia al commento sociale.
Colpisce anche la scrittura di Sayf, che in “Tu mi piaci tanto” cita apertamente il G8 di Genova e la celebre frase di Silvio Berlusconi «L’Italia è il Paese che amo», incastonando riferimenti politici in una cornice sentimentale urbana. Sul fronte più contemporaneo, Dargen D’Amico con “Ai Ai” porta l’intelligenza artificiale al centro di una riflessione pop, alternando leggerezza e inquietudine esistenziale.
Il dato più significativo è quello autoriale: 109 firme coinvolte, con pochissime ricorrenze e due soli brani scritti da un unico autore, tra cui “Sei tu” di Levante. Questa frammentazione creativa restituisce un Festival meno monocorde, dove convivono ballate classiche, sperimentazioni metriche e un robusto zoccolo di mid-tempo radiofonici pensati per durare oltre la settimana sanremese.
FAQ
D: Chi è l’artista più sorprendente di questa edizione?
R: Eddie Brock, con “Avvoltoi”, per identità sonora, scrittura e potenziale di vittoria.
D: Perché il brano di Tommaso Paradiso è considerato prevedibile?
R: Perché ripropone stile, temi e struttura tipici del suo repertorio senza reali novità.
D: Cosa non funziona nella canzone di Patty Pravo?
R: “Opera” è raffinata ma resta rarefatta, poco immediata e con un impatto emotivo limitato.
D: Qual è l’elemento distintivo del cast 2026?
R: L’elevato numero di autori coinvolti e la forte eterogeneità di generi e temi trattati.
D: Che ruolo hanno i riferimenti politici e sociali nelle canzoni in gara?
R: Sono centrali in brani come quelli di Ermal Meta, J-Ax e Sayf, che intrecciano attualità e narrazione personale.
D: Come viene trattata l’intelligenza artificiale al Festival?
R: In chiave pop e riflessiva da Dargen D’Amico in “Ai Ai”, tra ironia e inquietudine.
D: Quali sono le prospettive radiofoniche dei brani citati?
R: Altissime per Tommaso Paradiso e solide per Eddie Brock, che può crescere anche in streaming.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento per queste pagelle?
R: Le valutazioni derivano dall’ascolto redazionale interno e da ricostruzioni basate su materiali ispirati a un articolo pubblicato su Corriere della Sera.




