Sanremo rivoluziona i Big, nove esordienti in gara scuotono il Festival e cambiano gli equilibri della musica

Indice dei Contenuti:
Sanremo 2026: chi sono gli esordienti tra i Big del Festival
Nuova onda urban sul palco dell’Ariston
Il cartellone dei Big 2026 si accende di volti che arrivano dritti dallo streaming, portando al Teatro Ariston linguaggi nati online ma ormai centrali nel pop italiano. In prima fila c’è Chiello, cantautore di Venosa e anima ex FSK Satellite, in gara con “Ti penso sempre”: una ballad obliqua che incrocia immaginario cinematografico, trap malinconica e la scrittura sospesa di “Oceano Paradiso”, dopo i platini condivisi con Rkomi.
Accanto a lui debutta tra i Big Luchè con “Labirinto”. Il rapper di Napoli, reduce dallo stadio Diego Armando Maradona sold out, arriva a Sanremo nel momento di massima maturità: ritmi scuri, produzione internazionale e storytelling biografico che parla al pubblico urban ma anche alla platea televisiva generalista.
Completano il fronte rap-pop gli esordi di Nayt e Tredici Pietro. Il primo porta una penna introspettiva, capace di trasformare il disagio generazionale in racconti esatti, cresciuti lontano dai talent. Il secondo, con “Uomo che cade”, sigilla il percorso di emancipazione dall’ombra di Gianni Morandi, forte di numeri virali su TikTok e featuring con Fabri Fibra.
Giovani pop e sperimentatori digitali
Nella fascia più giovane si inseriscono gli inediti Big Eddie Brock e Samurai Jay, simboli di una scena che usa i social come laboratorio permanente. Il romano classe ’97, esploso con “Non è mica te”, atterra all’Ariston con un pop emotivo che mescola riferimenti ai fumetti, freestyle e incastri melodici pensati per le playlist di Spotify e i trend di TikTok.
Samurai Jay rappresenta la nuova Napoli globale: base rap, innesti latini, elettronica notturna e un immaginario urbano che guarda a Barcellona e Miami più che alla tradizione melodica partenopea. Per il direttore artistico Carlo Conti, è la pedina che certifica il salto di Sanremo verso l’ecosistema digitale internazionale.
Sullo stesso asse di rinnovamento si colloca il debutto da Big di Sayf, italo-tunisino cresciuto a Genova. Il suo mix di sonorità nordafricane, cadenza ligure e produzione urban contemporanea disegna una nuova forma di canzone meticcia, capace di parlare di migrazione, periferie e identità senza rinunciare all’immediatezza radiofonica.
Indie, rock e autori alla prova del Festival
L’area più alternativa degli esordienti Big passa per le Bambole di Pezza, storica band punk-rock femminile che porta sul palco un suono viscerale, chitarre ruvide e testi esplicitamente politici. Dopo anni di club, centri sociali e collaborazioni con J-Ax e Jo Squillo, l’ingresso in gara spinge il Festival verso territori sonori finora ai margini del prime time.
Sul fronte indie-pop spicca il progetto condiviso di Maria Antonietta & Colombre, coppia nella vita e nella musica. Il loro brano nasce dal recupero di vecchi demo dimenticati, rielaborati in chiave pop solare con innesti reggae e soul, mantenendo però la cura artigianale della parola tipica della scuola cantautorale.
Tra gli esordi “di peso” figura anche Tommaso Paradiso con “I romantici”. Dopo anni da autore di hit e apparizioni da ospite, l’ingresso ufficiale in gara consolida il legame tra il Festival e quel pop da abbraccio collettivo che ha fatto delle sue canzoni la colonna sonora emotiva della generazione post-2010.
FAQ
D: Quanti esordienti figurano tra i Big di Sanremo 2026?
A: Gli esordienti tra i Big sono una decina, distribuiti tra area urban, indie e rock.
D: Chi è l’esordiente più atteso in area rap?
A: L’ingresso di Luchè è tra i più attesi, grazie al peso specifico nella scena urban italiana.
D: Chiello ha già calcato il palco dell’Ariston?
A: No, per il cantautore lucano si tratta della prima partecipazione ufficiale in gara tra i Big.
D: Qual è la band rock esordiente nel 2026?
A: Le Bambole di Pezza, storica formazione punk-rock tutta al femminile, debuttano per la prima volta tra i Big.
D: Che tipo di proposta portano Maria Antonietta & Colombre?
A: Presentano un indie-pop luminoso con inflessioni reggae e soul, ancorato alla scrittura d’autore.
D: Tommaso Paradiso ha già vinto Sanremo?
A: No, pur essendo volto noto e autore di successo, è al primo ingresso in gara da solista.
D: In che modo Sayf rappresenta la nuova scena italiana?
A: Unisce radici italo-tunisine, tradizione ligure e sonorità urban, incarnando l’Italia multiculturale contemporanea.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
A: Le informazioni sugli esordienti provengono da un’anticipazione pubblicata da Cosmopolitan Italia sulla line-up di Sanremo 2026.




