San Valentino illumina il cielo con un cuore cosmico sorprendente

Un cuore cosmico nella costellazione dei Cani da Caccia
Un raro “cuore cosmico” scolpito da getti radio lunghissimi emerge nell’ammasso di galassie Abell 1615, a circa 2,5 miliardi di anni luce dalla Terra, nella costellazione dei Cani da Caccia. A individuarlo, analizzando dati radio di altissima qualità, è stata l’astrofisica Mari Polletta dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), sede di Milano, nell’ambito di una grande campagna osservativa europea sulle basse frequenze radio.
La scoperta di Mari Polletta e il valore scientifico
L’analisi condotta da Mari Polletta su Media Inaf descrive una struttura radio che assume la forma di un cuore grazie ai getti di particelle relativistiche emessi dal nucleo della galassia e poi deviati dall’interazione con il gas caldo dell’ammasso di galassie Abell 1615.
Questi processi tracciano l’evoluzione del mezzo intraclustale, offrendo un laboratorio naturale per capire come i getti prodotti da buchi neri supermassicci trasferiscano energia all’ambiente circostante.
Il risultato contribuisce a chiarire il ruolo del feedback dei nuclei galattici attivi nella regolazione della crescita delle galassie e della temperatura del gas negli ammassi.
Una forma di cuore scolpita da getti lunghi 1,5 milioni di anni luce
Secondo Polletta, “La struttura osservata è composta da getti di particelle relativistiche emessi dal nucleo della galassia e successivamente deviati dall’interazione con il gas caldo che permea l’ammasso di galassie Abell 1615, mentre la sorgente si muove al suo interno”.
La lunghezza complessiva dei getti è stimata in circa 450 kiloparsec, pari a 1,5 milioni di anni luce, dimensioni tipiche delle grandi radiogalassie.
Questa morfologia a cuore, rara ma altamente informativa, riflette variazioni di densità e moto del gas caldo, permettendo di ricostruire la storia dinamica dell’ammasso e della galassia ospite.
La radiogalassia Sdss J124743.21+485156.1
Il “cuore cosmico” coincide con la radiogalassia Sdss J124743.21+485156.1, la più brillante sorgente radio dell’ammasso Abell 1615. Situata a un redshift di 0,21, la sua luce ha impiegato circa 2,5 miliardi di anni per raggiungerci, offrendoci una fotografia dell’universo giovane. Le sue caratteristiche la rendono un banco di prova ideale per studiare l’interazione tra buchi neri supermassicci, getti relativistici e gas caldo negli ammassi di galassie.
Caratteristiche della galassia e dell’ammasso Abell 1615
Sdss J124743.21+485156.1 è classificata come radiogalassia, cioè una galassia con un nucleo estremamente energetico capace di lanciare getti di plasma relativistico a distanze enormi.
All’interno di Abell 1615, questi getti attraversano un mezzo ricco di gas caldo, che ne piega la traiettoria e modella la struttura a cuore.
Lo studio congiunto delle proprietà radio e ottiche consente di vincolare massa, densità e temperatura del gas nell’ammasso, oltre alla storia evolutiva della galassia ospite.
Un laboratorio per l’evoluzione delle galassie negli ammassi
Polletta sottolinea che questa struttura “rappresenta un importante laboratorio naturale per studiare le proprietà del gas caldo negli ammassi di galassie e il suo impatto sull’evoluzione delle galassie che li abitano”.
L’interazione tra getti e gas può infatti innescare o sopprimere la formazione stellare, riscaldare il mezzo intraclustale e rallentare il raffreddamento del gas.
Osservazioni come questa sono essenziali per testare i modelli di coevoluzione tra buchi neri supermassicci, galassie e grandi strutture cosmiche.
Il ruolo del radiotelescopio europeo Lofar
L’immagine del cuore cosmico proviene dal programma Lofar Two-metre Sky Survey (Lotss), realizzato con il radiotelescopio europeo Lofar (Low Frequency Array), a cui l’Italia partecipa tramite l’Inaf. Lofar, con la sua rete di antenne distribuite in più Paesi europei, è oggi uno degli strumenti più avanzati per osservare l’universo alle basse frequenze radio, cruciali per studiare radiogalassie e getti estesi.
Come Lotss mappa il cielo alle basse frequenze radio
La survey Lotss osserva il cielo a lunghezze d’onda di circa due metri, sensibili all’emissione di elettroni relativistici immersi in campi magnetici deboli.
Queste osservazioni permettono di rilevare strutture radio molto estese e deboli, spesso invisibili alle frequenze più alte.
Nel caso di Sdss J124743.21+485156.1, la combinazione tra profondità e risoluzione angolare di Lofar ha reso possibile ricostruire con precisione la forma a cuore dei getti.
Sinergia tra osservazioni radio e ottiche
La regione che ospita la radiogalassia è stata ripresa anche in ottico dalla collaborazione Desi, nell’ambito dei Desi Legacy Imaging Surveys Bass e Mzls, con l’emissione radio Lofar sovrapposta in azzurro.
Questa sovrapposizione multi-banda consente di associare in modo robusto le strutture radio alle galassie visibili e al contesto dell’ammasso.
La sinergia tra radio e ottico è decisiva per studiare morfologia, contenuto stellare, dinamica del gas e impatto energetico dei getti sul mezzo circostante.
FAQ
Dove si trova il cuore cosmico scoperto da Mari Polletta?
Il cuore cosmico si trova nella costellazione dei Cani da Caccia, all’interno dell’ammasso di galassie Abell 1615, a circa 2,5 miliardi di anni luce dalla Terra.
Chi è l’astrofisica che ha analizzato questa struttura?
L’analisi è stata condotta da Mari Polletta, astrofisica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Istituto di astrofisica spaziale e fisica cosmica di Milano.
Che cos’è la radiogalassia Sdss J124743.21+485156.1?
Sdss J124743.21+485156.1 è la radiogalassia più brillante dell’ammasso Abell 1615, dotata di potenti getti radio che si estendono per circa 1,5 milioni di anni luce.
Perché la struttura assume la forma di un cuore?
La forma a cuore nasce dalla deviazione dei getti di particelle relativistiche emessi dal nucleo galattico, piegati dall’interazione con il gas caldo che permea l’ammasso mentre la sorgente si muove al suo interno.
Quale strumento ha permesso di osservare il cuore cosmico?
L’immagine è stata ottenuta con il radiotelescopio europeo Lofar (Low Frequency Array), nell’ambito della survey Lofar Two-metre Sky Survey (Lotss).
Che ruolo hanno le osservazioni Desi in questo studio?
Le immagini ottiche della collaborazione Desi (Desi Legacy Imaging Surveys Bass e Mzls) permettono di contestualizzare l’emissione radio Lofar, identificando galassie e struttura dell’ammasso.
Perché questa radiogalassia è un laboratorio naturale importante?
La combinazione tra getti estesi e gas caldo di Abell 1615 consente di studiare il feedback dei buchi neri supermassicci sull’evoluzione delle galassie e sul mezzo intraclustale.
Qual è la fonte originale della notizia sul cuore cosmico?
Le informazioni tecniche e le citazioni di Mari Polletta provengono dall’articolo pubblicato su Media Inaf e dalla notizia diffusa da ANSA.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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